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I frati francescani al Foresi: un incontro e un dialogo aperto

Due religiosi hanno incontrato alcuni studenti dell’ISIS Foresi di Portoferraio. Il racconto

Nella mattinata di venerdì 3 giugno, alcuni studenti dell’ISIS Foresi di Portoferraio hanno avuto l’opportunità di incontrare nell’Aula Magna del Grigolo due frati francescani della Provincia dei Frati Minori di Toscana. Evento questo, del tutto eccezionale e particolare per la scuola, voluto dal Prof. Emilio Bertelli, docente di religione, e dal Prof. Corrado Nesi. I frati francescani da circa dieci giorni sono in “soggiorno” sull’isola, a Marina di Campo, per il progetto “Fraternità Francescana fra la gente” ed i due insegnanti hanno colto l’occasione per fare incontrare questa realtà agli studenti. Così, i ragazzi della III AS, V AS e V LC hanno conosciuto le storie di Padre Ivano, proveniente dal Santuario francescano de La Verna (AR), e di Padre Simone, del Convento dell’Immacolata di Piombino.

Padre Simone ha presentato, nei tratti essenziali, la figura di San Francesco d’Assisi ed al termine, lasciato uno spazio ad un intermezzo musicale, i ragazzi hanno potuto rivolgere alcune domande ai due religiosi: come hanno capito la loro vocazione, perché proprio la scelta di diventare frate e non sacerdote, se avessero mai avuto ripensamenti durante il cammino. Ognuno di loro ha raccontato i personali motivi della scelta dell’abbandono della vita laica, condividendo la ragione che sentivano di dover fare qualcosa di più, soprattutto dar gioia agli altri, attraverso l’aiuto e il sostegno verso i poveri e tutti coloro che hanno più bisogno. Padre Ivano ha parlato anche della sua scelta di essere stato missionario in Bolivia, tra la popolazione dei “Guaranì”, gli indios protagonisti del noto film ”Mission” di Roland Joffè  del 1986, e di come questa esperienza gli abbia fatto toccare con mano la gioia, soprattutto nel momento in cui si è trovato a dover convivere con persone con parametri completamente diversi da quelli dall’Europeo bianco, “che pensa sempre di essere superiore, quando invece non comprende che, spesso, questo suo atteggiamento lo porta all’autodistruzione”. La gioia di servire l’altro si è allora realizzata nel momento in cui ha toccato con mano che “la ricchezza arriva dalla diversità, perché è proprio questa che ti fa crescere, soprattutto da un punto di vista spirituale ed interiore”. Esperienze diverse, ma con lo stesso obiettivo e medesima scelta di vita per Padre Simone che, da giovane universitario, ha maturato la consapevolezza che la vita di tutti i giorni non gli era sufficiente, nonostante avesse progetti di studio e di famiglia. La scelta di vivere per gli altri, nella gioia del servizio, ha avuto la meglio su tutto il resto. Altro argomento trattato è stato inoltre come spiegare il dolore, soprattutto per un credente. Sia Padre Simone che Padre Ivano hanno riferito che il dolore non si può comprendere, né è facile da spiegare. Lo si può solo vivere, senza che distrugga, se è accompagnato dall’amore, se con esso entra in unione profonda: è questo il balsamo che ne addolcisce l’asprezza e che solo può portare l’esperienza dolorosa a stati di consapevolezza superiore, ad un’autentica crescita personale.

L’incontro con i due religiosi è stata un’occasione di confronto e di dialogo con scelte esistenziali e uno stile di vita che ha lasciato ai ragazzi la sensazione di una profonda e, pertanto interessante, relazione con l’alterità.

 

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