Un’arma clandestina nascosta sotto terra nella macchia di Campo nell’Elba, sei automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza e un giovane segnalato per detenzione di cocaina. È il bilancio dei controlli effettuati dai Carabinieri nel fine settimana sull’isola, nell’ambito di un servizio coordinato di prevenzione e sicurezza. L’attività, organizzata dalla Compagnia di Portoferraio con il coinvolgimento delle Stazioni di Campo nell’Elba, Portoferraio e Marciana Marina, oltre alle Aliquote Radiomobile e Operativa, ha portato al controllo di 92 persone e 44 veicoli. Verificati anche quattro soggetti sottoposti a misure cautelari o di prevenzione e due esercizi pubblici. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza stradale. Sei conducenti sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza, con conseguente ritiro della patente. In alcuni casi l’alcoltest ha rilevato valori ben oltre i limiti consentiti: il più alto ha raggiunto 1,75 grammi per litro di sangue. Tra le persone coinvolte anche un neopatentato. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, i militari hanno denunciato un giovane elbano trovato in possesso di circa 10 grammi di cocaina, ritenuta verosimilmente destinata allo spaccio, e 175 euro in contanti, somma che potrebbe essere collegata all’attività illecita. La scoperta più rilevante è arrivata però durante un servizio di controllo nelle zone boschive, utilizzate talvolta per nascondere attività e materiali legati ai traffici illegali. In località La Madonnina, nel territorio di Campo nell’Elba, i Carabinieri hanno individuato un involucro sotterrato e avvolto in un telo di juta. All’interno si trovava una pistola semiautomatica Beretta 92 FS inox, con matricola abrasa, completa di caricatore e nove proiettili calibro 9. L’arma è stata sequestrata a carico di ignoti e sarà sottoposta ad accertamenti tecnici per verificare la sua provenienza e l’eventuale utilizzo in episodi criminosi. L’operazione rientra nel piano di intensificazione dei controlli predisposto dall’Arma sull’Isola d’Elba, con l’obiettivo di contrastare i reati, monitorare le aree più difficili da raggiungere e prevenire comportamenti pericolosi alla guida. Nel rispetto dei diritti delle persone coinvolte, si precisa che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



