Capo Poro, il Consiglio di Stato accoglie ricorso del comune

Conferma valida l'ordinanza di sospensione lavori e ripristino dell'ex ricovero truppe

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello del Comune di Campo nell’Elba e riformato la sentenza del Tar della Toscana che, nel dicembre 2025, aveva annullato il provvedimento comunale di sospensione dei lavori e ripristino affermando che il progetto di recupero dell’ex ricovero truppe di Capo Poro non può proseguire sulla base della SCIA presentata nel 2019.
Al centro della vicenda c’è l’immobile “ex ricovero truppe di Capo Poro”, un edificio che fa parte di una fortificazione militare realizzata nel 1929. Un luogo simbolo per la Comunità campese che il 27 maggio del 1943 fu anche teatro di un tragico evento perché in quella batteria costiera morirono 5 militari della Marina per lo scoppio di un cannone e con loro c’era anche un marinaio elbano, di San Piero, il capo cannoniere Francesco Pacini, 23 anni.
“Questa sentenza segna per noi una linea di confine – commenta il Sindaco Davide Montauti -. Non ci sarà nessuna trasformazione residenziale di quell’immobile e dovrà essere effettuato il ripristino dei luoghi. Capo Poro deve conservare la sua storia e continuare ad essere fruibile per residenti e turisti”.
La storia del promontorio, che fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e ospita il Faro militare di Capo Poro parte da lontano. La fortificazione militare è stata costruita nel 1929 ed ha rappresentato un importante obiettivo militare il 17 giugno del 1944 durante l’operazione Brassard. Successivamente, nel 1956, il complesso della batteria costiera era stato trasferito dal demanio militare al patrimonio disponibile dello Stato e successivamente venduto a un privato nel 2016. Nel 2017 il bene è passato alla società Sviluppo Campese Ambiente Turismo, che nel 2018 ha avviato il percorso per il trasformazione del manufatto attraverso dei progetti nei confronti dei quali, in varie fasi, si sono opposti il Comune di Campo nell’Elba e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. In questi anni la questione di Capo Poro è finita in un ginepraio di atti amministrativi e ricorsi. Da una parte il contenzioso ha riguardato gli interventi di natura edilizia dall’altra la società ha ricorso contro il decreto del Ministero della Cultura che il 22 dicembre del 2022 ha dichiarato l’ex batteria di Capo Poro sito di interesse culturale.
“A dicembre il Consiglio di Stato si pronuncerà anche su questo ulteriore ricorso della società proprietaria. Siamo fiduciosi anche perché questa battaglia per restituire un luogo alla Comunità la stiamo facendo con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Ministero della Cultura e con tutta la Comunità che vive e ama l’Elba – commenta il Sindaco Montauti -. Il nostro obiettivo è quello di restituire quel luogo alla sua storia e alla sua natura. Spero che si realizzino le condizioni che permettano al Comune di esercitare il diritto di prelazione così da riuscire a realizzare un progetto che inserisce Capo Poro in un percorso storico, culturale ed ambientale. L’idea è quella di partire dalla Torre del Porto che abbiamo appena restaurato, proseguire sul percorso ad anello (sentiero 139 e 138) che arriva a Capo Poro per poi scendere nella piccola baia di Galenzana in una narrazione reale dove storia, natura e cultura si intrecciano passo dopo passo. Spero di realizzare questo obiettivo con il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e con le associazioni di volontariato del territorio che in questi anni hanno dato un importante contributo per salvare questo luogo”.

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