Giampiero Sammuri un anno dopo: il parco resta nel cuore

L'ex presidente ricorda i 13 anni alla guida dell'ente e guarda al futuro dell'Arcipelago

Un anno fa, il 26 giugno 2025 Giampiero Sammuri lasciava la presidenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dopo 13 anni. Oggi è tornato alla sua professione di zoologo e porta avanti diverse attività in giro per l’Italia. Un po’ di nostalgia per le nostre isole però non la può nascondere come ci racconta. “Il parco come ente con bilanci e delibere non mi manca – ci dice – ma il rapporto umano con le persone con cui ho lavorato, con i dipendenti del parco, con i sindaci, associazioni, cittadini, le guide parco, quello sì che manca. Il rapporto con tutti loro è stato molto bello. E mi mancano le sette meravigliose isole che ora, per forza di cose, vivo meno”. Nei tredici anni di guida dell’ente di cose ne sono state fatte tante, ed alcuni risultati importanti sono stati raggiunti. “Quello che mi dato più soddisfazione dal punto di vista professionale – commenta è stata l’eradicazione dei mufloni all’isola del Giglio. Era molto difficile e non a caso nel Mediterraneo nessuno è riuscito ad eradicare una specie di ungulato selvatico. Penso anche al recupero del Volterraio che sapevo molto sentito all’Elba. E poi l’apertura dei vari centri vista e in generale tutti i progetti di conservazione perchè poi sono quelli a cui sono più legato. Anche l’organizzazione turistica è stata fonte di soddisfazione, mi ricordo che all’inizio del mio mandato non era tanto bene organizzata, poi ci siamo riusciti ed è diventata un modello che poi è stato studiato in altre parti d’Italia”. Il parco nazionale dell’Arcipelago quest’anno compie trent’anni. A Sammuri abbiamo chiesto quanto può essere complesso gestire un parco che comprende sette isole. “Sicuramente più difficile di altri parchi – ci ha risposto – In Italia ce ne sono anche di più grandi, ad esempio quelli appenninici o gli alpini, ma sono tutti accorpati, sono un territorio unico. Qui ci sono sette isole e a volte qualche collega mi ha detto: “in pratica gestisci sette parchi”. Perché è vero che le isole hanno similitudini ma sono anche molto diverse una dall’altra. E’ una particolarità che rende la gestione di questo parco più complessa di altri”. Oggi, per il parco, una delle problematiche protagonista di dibattiti e spesso sulla cronaca, è quella degli ungulati. “Mi sembra che più che per il parco il problema dei cinghiali e dei mufloni sia di tutta l’Elba, per la parte protetta e per la parte fuori – considera Sammuri – E’ una questione molto importante che sicuramente deve essere gestita, a questo, punto con grande decisione. Noi siamo riusciti ad eradicare il muflone all’isola del Giglio perché c’è stata una gestione unica, in quel caso affidata al parco, sia nel suo territorio che in quello esterno, teoricamente di competenza della Regione Toscana. E’ stato un soggetto unico e io credo che anche per l’Elba sia bene fare una cosa del genere, avere una regia unica che gestisca il problema su tutto il territorio dell’isola”. Oggi Giampiero Sammuri continua a lavorare in quello che è il suo campo, la zoologia e a portare avanti progetti di conservazione e di ricerca. “Lavoro più di prima – ci conferma – Ho ripreso a fare lo zoologo a tempo pieno, a studiare i miei animali, a fare progetti di conservazione, ricerche e anche attività gestionali che hanno sempre al centro gli animali, un po’ in tutta Italia. Ho ripreso a fare quello che facevo prima. E con grande soddisfazione perché questa è veramente la cosa che più mi piace fare”. Ed infine un pensiero all’Elba e a tutto l’Arcipelago perché possa proseguire sula strada della valorizzazione e della tutela “Mi auguro – termina – che la valorizzazione e la tutela che sono garantite dal parco e dai servizi che offre, continui. E sono sicuro che sarà così. Negli anni ho visto un’evoluzione, sin da quando non ero presidente dell’ente. Poi quando lo sono diventato ho visto che inizialmente, come tutti sappiamo, c’è stata una forte ostilità nei confronti del parco, un pò come è successo da altre parti d’Italia . Alla fine invece mi sembra che ci sia una grande consapevolezza, con tante persone, tanti imprenditori che scommettono proprio sul fatto che ci sia il parco. Mi auguro che tutto questo continui e sono sicuro che continuerà”.

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