Porti d’Italia Spa costerà caro all’Autorità Portuale

di Circolo Sinistra Italiana AVS

Porti d’Italia Spa, la nuova struttura prevista dal disegno di legge di riforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Matteo Salvini, costerà molto cara anche alla nostra Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, che comprende anche Portoferraio, Rio Marina e Cavo.Le Autorità di Sistema Portuale (AdSP) dovranno rinunciare al 25% delle tasse portuali, d’ancoraggio e delle autorizzazioni ex art. 16, per un totale di 83,30 milioni di euro. Inoltre, dovranno continuare a pagare il personale trasferito a Porti d’Italia Spa per altri 35,90 milioni di euro. Totale: 119,20 milioni di euro.

L’AdSP del Mar Tirreno Settentrionale dovrà versare al nuovo carrozzone burocratico meloniano-salviniano ben 9,8 milioni di euro: 6,2 milioni derivanti dal 25% delle tasse portuali, d’ancoraggio e delle autorizzazioni ex art. 16 e 3,6 milioni per retribuire il personale trasferito a Porti d’Italia Spa.Gli operatori sanno bene che, se le AdSP non riusciranno a mantenere in equilibrio i propri bilanci, si vedranno aumentare le stesse tasse che, in quota parte, saranno devolute alla centralizzazione imposta con la nascita di Porti d’Italia Spa. Non solo. Oggi, utilizzando fino al 15% delle tasse portuali, i presidenti delle AdSP possono coprire le spese di formazione previste dall’art. 17 per i fornitori di manodopera e accompagnare alla pensione i lavoratori inabili. Inevitabilmente le AdSP dovranno tagliare questa voce per fare fronte alle perdite di bilancio dovute alla riforma, con evidenti ricadute di carattere sociale.

Come spiega bene ShipMag, «Ovviamente, visti i compiti assegnati alla PdI Spa, dovranno essere i dipendenti più professionalizzati, in grado di svolgere funzioni di pianificazione, progettazione e direzione lavori delle infrastrutture che verranno costruite. Lavoratori delle AdSP che passeranno alle dipendenze dei privati una volta che questi subentreranno come soci ai ministeri MEF e MIT. Il costo del personale delle AdSP è stato calcolato considerando i dipendenti al 2024 fino al 25% di ogni Autorità e prevedendo quindi una retribuzione medio-alta, vista la necessità di figure fortemente specializzate». Come se non bastasse, il viceministro ai Trasporti, il leghista Edoardo Rixi, ha dichiarato che Porti d’Italia Spa dovrà svolgere il lavoro che oggi fanno l’ANAS per le strade e Ferrovie dello Stato per le ferrovie, perché, secondo lui, così si rafforzerà la posizione della portualità, che oggi a livello ministeriale è una materia residuale e, a livello periferico, soffre di strutture deboli e organizzativamente frammentate.

Ma la diga di Genova e la Darsena Europa di Livorno, le due opere infrastrutturali attualmente più importanti per la portualità italiana, sono affidate a due commissari straordinari: il presidente della Regione Liguria e il prefetto di Livorno. Quello di cui hanno bisogno i porti non è un nuovo carrozzone politico, ma la capacità di far transitare velocemente passeggeri e merci attraverso navi moderne e infrastrutture viarie e ferroviarie di livello europeo, che devono essere realizzate da ANAS e Ferrovie dello Stato, non certo da Porti d’Italia Spa, utilizzando soldi pubblici destinati poi a finire nelle tasche dei privati.

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