Dopo la ferma condanna espressa dal gruppo consiliare “Cambiamo!” per i danneggiamenti al percorso vista mare di Rio Marina, arriva la replica di un lettore di ElbaPress che ridimensiona l’accaduto parlando di una semplice bravata. Nei giorni scorsi il gruppo di opposizione “Cambiamo!” ha diffuso una nota in cui condanna duramente quanto avvenuto sul percorso panoramico a mare, dove sarebbero state strappate le cimase dei colonnini e gettate in acqua. Un gesto definito “non una bravata ma un’offesa alla bellezza del paese e al senso civico”. Il gruppo ha ringraziato Forze dell’Ordine e Polizia Municipale per l’avvio delle indagini, chiedendo l’individuazione dei responsabili. Ma l’intervento politico è andato oltre il singolo episodio, puntando il dito contro quella che viene definita una carenza di politiche di prevenzione e di attenzione ai giovani. Nel mirino anche la mancanza di investimenti in sistemi di videosorveglianza e in spazi di aggregazione, temi che l’opposizione annuncia di voler riportare in Consiglio comunale in occasione dell’approvazione del Bilancio di previsione. Di diverso tenore la versione fornita da un lettore di ElbaPress. Secondo il suo racconto, non si sarebbe trattato di atti vandalici ma di una “stupidata”, maturata nel contesto della festa di Carnevale che si stava svolgendo in paese. Il gruppo di tre o quattro ragazzi avrebbe trovato a terra alcuni pezzi di mattonelle o granito, già rotti e presenti sul posto. Non li avrebbero danneggiati né staccati dai colonnini, ma si sarebbero limitati – sbagliando – a lanciarli in mare “a chi tirava più lontano”, senza alcuna intenzione di rovinare il patrimonio pubblico. Una residente avrebbe assistito alla scena dalla finestra e segnalato l’episodio. Il giorno successivo, secondo quanto riferito, i ragazzi sarebbero stati accompagnati in Polizia Municipale, anche alla presenza della Capitaneria, per chiarire l’accaduto. In quella sede avrebbero spiegato di aver agito senza cattiveria e si sarebbero scusati, assicurando che non si sarebbe più ripetuto. Il lettore sottolinea inoltre come quei materiali fossero già presenti a terra da tempo e potenzialmente pericolosi per chi transitava nella zona, auspicando una maggiore attenzione anche alla rimozione di ciò che può rappresentare un rischio. Due letture molto diverse dello stesso episodio: da un lato la denuncia politica e l’allarme sicurezza, dall’altro il racconto di una bravata chiarita con le autorità e priva – secondo lil lettore – di reali intenti vandalici. Resta ora al confronto istituzionale il compito di fare piena luce sui fatti e sulle eventuali responsabilità.

