Dopo il 2 e il 5 febbraio anche giovedì 19 ennesima “ecatombe” delle partenze dei traghetti. Dalle 5 fino alle 11,30 cancellate tutte le corse della Toremar. Si è fermata anche la Moby delle 5,30 da Piombino e delle 9 da Portoferraio. Causa condizioni meteo avverse.
Sono andato a vedere sul sito meteo del Consorzio Lamma le previsioni del mare sull’Elba e a Piombino. Scopro che alle 7 e alle 11 la previsione della velocità massima del vento è di 37 km orari , vale a dire 20 nodi. Non è consigliabile partire con 20 nodi di vento? Mi informo con amici che hanno navigato per tanti anni prima sui traghetti della Navigazione Toscana e poi della Toremar ancora pubblica e mi confermano che con 20 nodi si può. Qualcuno, scherzosamente, mi dice che potrebbe partire anche il “Chicchero”!
Scherzi a parte, mi chiedo come mai la mattina del 19 febbraio sono rimaste ferme l’Oglasa e la Marmorica della Toremar e la Niki della Moby, mentre l’Acciarello della Blu Navy, che fortunatamente ha sostituito la terza Aethalia, ha effettuato le corse delle 7 e delle 10,30.
Su Internet scopro che le due navi della Toremar, dotate peraltro di sistemi di stabilizzazione, hanno una capacità di navigazione anche “con mare mosso o molto mosso, situazioni tipiche delle tratte toscane in caso di vento forte “ (es.scirocco o libeccio)”.
Sempre su Internet leggo che, ad esempio, con 24 nodi di vento, che corrispondono a poco più di 44 Km/h “ il mare è molto mosso o agitato con altezza significativa delle onde che può variare da 1,5 a oltre 2,5 metri”. Che queste condizioni del mare richiedono a chi va in barca a vela o su imbarcazioni a motore di piccole dimensioni “attenzione ed esperienza”.Ma l’Oglasa o la Marmorica non sono certo barche a vela né imbarcazioni di piccole dimensioni. E poi nella mattinata del 19 la velocità massima del vento risulta essere stata di 42 km/h.
Ma allora, mi viene spontaneo chiedere, le cancellazioni delle corse sono dovute solo a particolari condizioni del mare o ad altro?
C’è chi sostiene che le navi rimangono a banchina anche per garantire la sicurezza dei passeggeri. Ed evitare “grane” per la Società di navigazione se durante la traversata qualcuno si fa male. Ma se si decide di partire non ostante le condizioni del mare e dopo la partenza si avvertono i passeggeri che non possono accedere alle aree esterne , che devono rimanere all’interno e stare seduti, quali “grane” possono sorgere? Non effettuando le corse certo non si corrono rischi, ma come si può non tener conto del disagio che subisce chi dovrebbe andare in continente per impellenti ragioni familiari, di salute o per lavoro? E dei disagi che si creano per le scuole o per i servizi sanitari con il personale bloccato a Piombino?
C’è chi addebita i frequenti disservizi alla vetustà dei traghetti o alla loro incapacità di reggere il mare per caratteristiche strutturali.
C’è chi, infine, pensa che, allorquando il traffico è “fiacco”, convenga alle Compagnie trovare il modo di saltare qualche corsa e di risparmiare. Per non farci avere cattivi pensieri, chi di competenza come la Regione che ha un contratto di servizio con la Toremar e l’Autorità portuale che ogni anno approva i programmi operativi delle diverse Compagnie e autorizza l’uso delle banchine, dovrebbe forse effettuare un più stringente controllo e obbligare le Compagnie a fornire più chiare, puntuali e soprattutto più convincenti informazioni sulle cause delle mancate partenze.
L’Assocomelba ( Associazione commercio, turismo e servizi) ha inviato una lettera al Presidente e all’Assessore ai trasporti della Regione per denunciare “le gravi criticità che interessano in modo crescente il servizio di continuità territoriale tra l’isola d’Elba e la terraferma”. Sulla necessità di “ringiovanire” la flotta propone alla Regione di programmare “l’acquisto di due o tre unità traghetto di nuova generazione” in grado di assicurare “ l’operatività anche in presenza di condizioni meteo marine avverse”. Unità da affidare “in locazione operativa al gestore del servizio”.Qualcuno finalmente si è fatto sentire! Ma una sola voce in un mare di silenzio non basta!
Alcune notti fa ho sognato che i Sindaci e i Consigli comunali riuniti in seduta comune ed un’ampia rappresentanza della società elbana avevano approvato un ordine del giorno in cui si esprimeva insoddisfazione e rabbia per l’andamento del servizio marittimo e si avanzavano proposte concrete per migliorarlo. Nel sogno ero contentissimo. Svegliatomi ho dovuto prendere atto, con amarezza , di aver fatto un un sogno meraviglioso, ma lontano, molto lontano dalla realtà.
Giovanni Fratini

