Riceviamo e pubblichiamo
L’obiettivo della politica turistica e urbanistica elbana è chiara: ottimizzare l’occupazione delle strutture esistenti, arginare la proliferazione incontrollata di nuovi posti letto e sostenere e migliorare la qualità della vita dei residenti sullo scoglio. Servono più abitazioni destinate agli affitti a lungo termine (oramai è diventata un’emergenza nazionale), a cui le amministrazioni comunali elbane devono dare, da subito, risposte immediate e destinazioni turistiche che siano realmente sostenibili ecologicamente. In tale ambito, sarebbe opportuno, un aumento della pressione fiscale per gli affittuari a breve termine i c.d. B&B, per evitare un turismo lasciato a se stesso, senza regole e che danneggia irreparabilmente il nostro fragile territorio e la biodiversità dell’isola d’Elba. I sindaci elbani devono incidere maggiormente sulle nuove costruzioni lungo la costa e porre in essere con risolutezza e autorevolezza istituzionale i rimedi in caso di abusivismo edilizio, e se necessario, procedere, con ogni tutela legale, alla demolizione delle stesse a spese dei proprietari colpevoli di deturpare l’isola per interessi di bottega e particolari, che nulla hanno a che fare con la comunità. Nel futuro prossimo, il settore turistico elbano rimane legato alla competitività economico-turistica. La nuova stagione estiva dipenderà dalla capacità di contenere i costi. Le recenti analisi indicano che i nuovi turisti che verranno all’Elba spenderanno di meno, a causa di più fattori tra cui l’inflazione. La scelta tra Italia, Spagna e Croazia sarà razionale e dettata dal portafoglio, ma il dito non deve essere puntato solo sui locatori, ma anche sull’intera filiera come ristoranti, pizzerie e fast food che devono calmierare i prezzi. Il fatto è che il problema non è solo l’alloggio, che tiene bene, ma le infrastrutture stradali al collasso, le continue alluvioni, l’inflazione che ha colpito i supermercati, con i prezzi dei generi alimentari saliti del 25 p.c. negli ultimi anni. È necessario un reset collettivo. Stabilizzare i costi, altrimenti il settore turistico ne pagherà le conseguenze già quest’anno. Questo compito spetta ai nostri sindaci e nel trovare una soluzione, a breve, delle continue alluvioni anche a causa del cambiamento climatico che interessa l’Elba, con una eccessiva antropizzazione di un territorio già fragile, con una profonda trasformazione e di uno sfruttamento del nostro ambiente naturale che è da preservare per la sua unicità e biodiversità, senza creare paesaggi artificiali, solo come esempio: il parcheggio inutile a Porto Azzurro, costruito sulla strada che conduce al carcere, costoso o la continua costruzione di case e strade lungo la costa, modificando le caratteristiche originali, con opere che hanno impatti ecologici significativi con continue colate di cemento e per avere permesso nuove di costruire dove non si doveva, con ciò provocando le continue alluvioni a Portoferraio e in tutta l’Elba. Tutto ciò con la complicità della politica locale e della classe dirigente elbana d’antan, e forse inadeguata a guidare il cambiamento climatico con i nuovi paradigmi, incidendo negativamente sulla fonte primaria dell’isola che è basata sul turismo che ama la natura e la calma. Una clientela sempre più attenta agli aspetti sostenibili e attenta alla naturalezza e la necessità di accoglienza che la gente elbana sa dare, con più sorrisi e buone maniere per il turista, che non è un limone da spremere, ma una risorsa per tutti noi. Serve un cambiamento di rotta con il rinnovamento delle figure che governano da decenni l’Elba e che non si sono dimostrate all’altezza del loro compito, tanto, prima che sia troppo tardi, e con una politica turistica che punta su un’isola sempre più verde, con più biciclette. Limitando gli affitti brevi per non saturare il mercato e aumentando quelli residenziali a lungo termine, con giovani con figli piccoli e un lavoro stabile, con l’aiuto della comunità, per contrastare la crescita esponenziale degli anziani soli e con badanti estere. Mi chiedo se siamo capaci di un’isola felice e dove vivere in serenità e senza stress che solo complica inutilmente la vita? Siamo la perla del Tirreno e dobbiamo esserne orgogliosi e grati ai nostri padri, con Il segreto della semplicità e la nostra tradizione di cavatori, agricoltori e pescatori. Il turismo è un di più. Non vogliamo essere la nuova Rimini o Lignano, siamo un’altra cosa. Siamo elbani che amano lo scoglio e che lo proteggono dal consumismo di un turismo mordi e fuggi, responsabile di lasciare solo macerie dove passa. Basta continuare a essere dipendenti da Firenze o Roma. Forse è arrivato il tempo di avere il potere di decidere ed essere autonomi come Trento e Bolzano, con più forza locale e, con una classe politica e dirigente preparata e in grado di guidare il cambio di rotta. Ne saremo capaci?




Valeria Caldelli
Il turismo mordi e fuggi é fatto proprio dal turismo straccione che vuole pagare poco e che si accontenta di mangiare panini e vivere in 4 in una stanza per 2. Perche’ questo non avvenga le strutture turistiche devono essere notevolmente migliorate con il conseguente evinevitabile aumento dei prezzi. In questo modo avremmo pero’ un turismo di livello piu’ elevato, piu’ attento anche alle esigenze del territorio. La quantita’ non e’ sinonimo di qualita.
Per quanto riguarda l’ autonomia come Trieste o Bolzano invito alla concretezza. Chi mai ci crede?
23 Gennaio 2026 alle 23:03
Marco
In molti affittano case non a norma con pagamenti non in regola ma nessuno nei periodi caldi gira per controlli
Basterebbe una pattuglia della guardia di finanza nei mesi più affollati
23 Gennaio 2026 alle 21:36
Alessandra
Tutto giusto. Faccio una parentesi che riguarda tutta Italia riguardo gli affitti a lungo termine. Finché non saranno tutelati i proprietari di immobili , sarà sempre più difficile trovare da affittare . Troppe tasse sui proprietari , inquilini che pretendono troppo e soprattutto che si possono permettere di non pagare perche la legge li tutela .
23 Gennaio 2026 alle 19:08