“La stagione che non c’era” di Elvira Mujcic, la presentazione

Venerdì 19 dicembre alle 18 a Porto Azzurro per la rassegna “Approdare a un libro”

Prosegue la rassegna letteraria “Approdare a un libro” voluta dall’Amministrazione comunale di Porto Azzurro che si svolge presso il Teatrino delle suore. Dopo la presentazione de “Le vite invisibili” di Sofia Menichetti, è la volta di Elvira Mujcic con il suo ultimo romanzo “La stagione che non c’era” (ed. Guanda), che si svolgerà il prossimo 19 dicembre alle 18,00. La scrittrice, interprete e traduttrice bosniaca naturalizzata italiana ha accettato di essere nostra ospite, soprattutto grazie all’amicizia che la lega a Stefano Muti, oggi vive a Roma e dal 2023 è voce di Radio Rai 3 e ha scritto, tra gli altri, “Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica” (2007), “Consigli per essere un bravo immigrato (2019), “La buona condotta” (2023), oltre a numerose traduzioni: le sue opere affrontano i temi dell’esilio, dell’identità e della memoria, attraversando la storia e le sue tragedie, facendola diventare una delle voci più significative della letteratura contemporanea.

A introdurla ci sarà Marco Ambra, docente di Storia e Filosofia, che aiuterà i presenti a calarsi nel difficile momento storico in cui il romanzo è ambientato, insieme a Sofia Menichetti che in questa occasione lascia le vesti di autrice per dedicarsi alla sua grande passione di lettrice.

Nello scenario delle guerre jugoslave degli anni ’90, nel romanzo, si snodano i personaggi di Nene e Merima che tornano nella loro città della Bosnia orientale in un periodo di crescente instabilità e incertezza; la loro vita si intreccia con quella di Eliza, figlia di Merima, che sta cercando il padre che non ha mai conosciuto.

A fare gli onori di casa e moderare l’incontro sarà la libraia Silvia Boano e sarà molto costruttivo riuscire a creare una riflessione corale con interventi anche da parte del pubblico.

Riportiamo un breve commento di Marco Ambra:

“Questo romanzo è un’anabasi in una dimensione temporale, quella del – prima che – divampi il conflitto e il mondo di prima imploda con le sue certezze. I protagonisti vivono dalla loro particolare prospettiva la fine della federazione jugoslava e il risveglio dei nazionalismi con il senso acutissimo della perdita dell’innocenza.

Un romanzo utilissimo per capire, infine, come la strada che porta alla guerra in Europa non sia un sentiero dimenticato per sempre.”

Ringraziamo in anticipo Novella Morellini che leggerà alcuni brani tratti dal libro.

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