“Nella Khaima – Saharawi: una ferita ancora aperta”

di Marilena Sangalli, Amnesty International – Gruppo Italia 319 Isola d’Elba

Partecipazione e forte coinvolgimento emotivo all’incontro promosso da Amnesty International Isola d’Elba
Si è svolto sabato 13 dicembre, presso la Sala Nervi – ex Gattaia di Portoferraio, l’incontro pubblico “Nella Khaima – Saharawi: una ferita ancora aperta, una storia di occupazione e negazione dei diritti”, promosso dal Gruppo Amnesty International Isola d’Elba in collaborazione con Elba Forum per la Pace e con il contributo di Mardilibri.
L’evento è stato un intenso momento di testimonianza, memoria e riflessione su una delle crisi umanitarie più dimenticate del nostro tempo: quella del popolo Saharawi.
Ospite principale dell’incontro è stato Mohamed Dihani, giornalista e attivista saharawi di Amnesty International, che ha portato una testimonianza diretta e profondamente toccante della sua esperienza personale di persecuzione, detenzione arbitraria e tortura subite nei territori occupati del Sahara Occidentale. Attraverso il suo racconto, il pubblico è stato accompagnato dentro una realtà spesso lontana dal nostro quotidiano, ma resa drammaticamente concreta dalla forza delle sue parole.
Nato nel Sahara Occidentale, Mohamed Dihani è stato coinvolto fin da giovanissimo nella difesa dei diritti del suo popolo. Arrestato già all’età di dieci anni perché ritenuto simpatizzante del Fronte Polisario, ha conosciuto sin da bambino la repressione e la violenza. Grazie al padre arriva in Italia e vive per alcuni anni all’Isola d’Elba, dove sperimenta per la prima volta la libertà, le relazioni, una quotidianità lontana dal clima di coprifuoco e controllo poliziesco a cui era abituato. Un periodo che lui stesso ha definito felice e formativo.
Il ritorno nel suo Paese segna però una nuova fase di arresti, torture fisiche e psicologiche, accuse infondate di terrorismo e una sorveglianza costante. Determinante è stato il sostegno di Amnesty International, che lo ha supportato legalmente e umanamente, permettendogli di sopravvivere alle violenze subite e di ottenere protezione. Uno dei tanti modi in cui la difesa dei diritti umani e il lavoro di A.I. si concretizza. Oggi Mohamed vive in Italia con status di rifugiato ed è giornalista e attivista di Amnesty International; non può rientrare nel suo Paese, dove la sua sicurezza non è garantita e dove alcuni suoi familiari continuano a subire controlli e arresti.
La serata è stata accompagnata da momenti musicali curati da Afif Ben Fekih, che hanno reso ancora piu’ coinvolgente ed emozionante l’evento.
L’iniziativa si è inserita anche nel percorso di celebrazione dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata il 10 dicembre di 77 anni fa, offrendo l’occasione per interrogarsi sul suo significato attuale, di fronte a violazioni che continuano nel silenzio della comunità internazionale.
Nella mattinata del 13 dicembre, Mohamed Dihani ha incontrato gli studenti dell’Istituto ISIS Foresi di Portoferraio, in un momento di formazione e dialogo che ha suscitato grande interesse e partecipazione tra i più giovani.
L’incontro ha rappresentato un esempio concreto di come l’impegno per i diritti umani, il sostegno ad Amnesty International e la testimonianza diretta possano dare voce a chi rischia di non averne, trasformando storie individuali in consapevolezza collettiva.
Marilena Sangalli
Amnesty International – Gruppo Italia 319 Isola d’Elba

Una risposta a ““Nella Khaima – Saharawi: una ferita ancora aperta”

  1. Massimo Coradazzi Rispondi

    Dove sono i propal perché non protestano contro le vessazioni che subisce questo popolo? Però si fanno prendere in giro da video creati ad arte da Hamas per ricevere soldi per aiuti umanitari che non vanno al popolo Palestinese ma nelle tasche di Hamas per comprare armi costruire tunnel e usare il popolo Palestinese come scudi umani per poi demonizzare Israele. Fate battaglie per chi veramente ne ha bisogno, ma voi sinistri usate la Palestina per delegittimare il governo di centro dx dei Palestinesi non ve ne frega proprio niente .

    15 Dicembre 2025 alle 10:56

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