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Simone Velasco, la corsa rosa col tricolore sulle spalle

Il "pro" elbano dell'Astana al Giro d'Italia. L'intervista dopo il giorno di riposo

Tutti a caccia del tricolore davanti alla tv. E’ andata così nella prima settimana del Giro d’Italia di ciclismo, dove a portare la maglia tricolore di campione d’Italia è l’elbano Simone Velasco, che corre con la Astana Qazaqstan la edicione 2024 della Corsa Rosa. A caccia del tricolore davanti alla tv ci sono i tifosi elbani di Simone, che lo hanno visto spesso in queste prime tappe aiutare i compagni di squadra Lutsenko e Fortunato che erano nella top ten della classifica, e che hanno dovuto aspettare la tappa di Napoli, alla quale è seguito il giorno di riposo, per vederlo in mezzo ai primi, quattordicesimo nella bagarre finale di un arrivo allo sprint molto battagliato.

“Ci sono, state tranquilli – ci risponde Simone da Napoli prima della ripartenza di questa mattina – finalmente sono un pò in ripresa dopo i primi quattro giorni che mi hanno visto sotto antibiotico per una fastidiosissima tosse. Da qui a Roma qualcosa di buono succederà”. E’ cambiato anche il quadro delle ambizioni della Astana, con Lutsenko costretto al ritiro dopo una buona partenza e il solo Fortunato in buona posizione di classifica, attualmente sesto. Simone Velasco ha faticato un pò nelle prime tappe, ma ha iniziato una risalita importante che lo vede partire stamattina in 46.ma posizione.

“Correre il Giro con la maglia di campione italiano è sempre qualcosa di speciale – ci ha raccontato Simone –   è davvero un onore portarla sulle spalle. La corsa? La prima settimana è stata molto dura. Due tapponi subito in partenza, la terza tappa sembrava di transizione ma c’è stato da faticare lo stesso, così come la quarta. La quinta tappa per più di metà la abbiamo corsa a un super-ritmo per cercare di staccare i velocisti, ma poi si è conclusa con una fuga da 50 km e abbiamo perso  anche quella opportunità. Sugli sterrati toscani ho cominciato a stare abbastanza bene, ma c’erano gli uomini di classifica da proteggere, e siamo arrivati fino ad oggi nella attuale situazione di classifica. Cosa si prova a correre contro un cannibale? Beh, Pogacar lo conosciamo, non lascia niente a nessuno. Vedremo cosa succederà, ora si va verso le grandi montagne. Ma da qui a Roma ci faremo vedere”. Si riparte, Simone. In bocca al lupo!

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