Manoscritto inedito del 1817 sull’Elba scoperto a Ginevra

Pubblicato dalla Società Italiana di Scienze Naturali a cura di Italia Monti

È stata accolta nelle prestigiose Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali (SISN) la pubblicazione -a cura di Ilaria Monti- di un manoscritto inedito datato 1817, scoperto a Ginevra e dovuto a Jean Charles Coindet (Ginevra 1796-1876), noto medico ginevrino molto apprezzato, fra l’altro, per il suo grande impegno nella raccolta di ritratti, lettere e manoscritti di Jean Jacques Rousseau. Fra gli oggetti (quadri, scritti vari, stesura originale dell’Emile di Rousseau), Coindet donò alla Biblioteca Pubblica di Ginevra anche una lampe eternelle (lucerna). L’aveva riportata proprio da un suo viaggio elbano, sul quale aveva redatto un manoscritto circostanziato. Il ritrovamento del manoscritto è stato facilitato proprio dalla ricerca della lucerna di epoca romana, di cui si conosceva l’esistenza, oggi conservata nel Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra.
Il museo ginevrino, contattato in merito, non ha avuto difficoltà a reperirla e a fornire alcune foto dalle quali è emerso che sul fondo esterno del manufatto era stata apposta la scritta: “Ile d’Elbe Capo diveri 1817. Coindet”, dove Capo diveri sta evidentemente per Capoliveri. Rintracciato il reperto, sono stati approfonditi i dati sul donatore mediante una richiesta di indagine al Dipartimento dei Manoscritti della Biblioteca di Ginevra. Nei loro cataloghi, infatti, risultava la presenza di un fascicolo con le “Memoires presentées a la Société des Amateurs des Sciences Naturelles”, fra le quali una “Relation d’un voyage à l’Ile d’Elbe” di Jean Charles Coindet. Appurata l’effettiva esistenza di questo manoscritto di trentasei carte, ed espletate le formalità per l’acquisto di una copia, è stato deciso, una volta tradotto e trascritto, di renderlo pubblico per le innumerevoli e preziosissime informazioni in esso contenute. Informazioni che rimandano alle esperienze cui venivano indirizzati i giovani rampolli della borghesia europea, i quali, per completare la loro formazione culturale acquisita durante il corso degli studi superiori, venivano spinti a conoscere extra moenia la storia, l’arte, la cultura, la politica, le scienze naturali, in particolare del nostro Paese.
L’Autore infatti riporta nella sua Relazione molti aspetti del suo viaggio: prima l’arrivo a Pisa durante la Domenica delle Palme, con la descrizione dei riti tradizionali così diversi dai suoi essendo luterano calvinista; poi l’organizzazione del viaggio da Livorno all’Elba, compresa la descrizione minuziosa della traversata fino a Portoferraio; e infine il suo arrivo a Portoferraio, con tutte le difficoltà e le curiosità che lo colpiscono. Il giorno successivo inizia il vero e proprio tour dell’Isola, dove si sofferma, a volte molto attentamente, sui personaggi che incontra (in particolare la sua guida Cervellofine), sulle caratteristiche climatiche, sulla botanica, l’entomologia, l’archeologia (descrive le Grotte e riempie fitte pagine sullo scavo del Profico, condotto all’epoca da Giacomo Mellini), fino a quello che forse era il suo interesse del momento, ossia l’osservazione mineralogica di tutto il territorio elbano e in particolare il rinvenimento di campioni di ilvaite.
Una messe così variegata di nozioni ha reso necessario un ampio apparato introduttivo di esperti come l’archeologo Michelangelo Zecchini, il mineralogista Federico Pezzotta, il botanico Gabriele Galasso e l’entomologo Michele Zilioli, i quali, concordemente, non hanno potuto che evidenziare, con i loro contributi, l’importanza di questa scoperta per la storia dell’isola d’Elba e per la sua conoscenza nel resto dell’Europa, in considerazione del fatto che Coindet riportò a Ginevra, dove si stava istituendo il Museo Accademico, molto materiale botanico, mineralogico… e la lucerna del Profico.
La rivista Memorie della Società Italiana di Scienze Naturali, con la relazione di Coindet, sarà presto reperibile presso il museo MUM di San  Piero in Campo.

7 risposte a “Manoscritto inedito del 1817 sull’Elba scoperto a Ginevra

  1. Ilaria Monti Rispondi

    La pubblicazione è stata suddivisa in parte introduttiva con i pareri degli esperti, traduzione del documento con note e riproduzione fotografica del documento originale.

    22 Dicembre 2023 alle 8:03

  2. Maria Ines ALIVERTI Rispondi

    Una bellissima iniziativa. Grazie a Ilaria Monti per questo lavoro. Spero che sia stata fatta, o che si farà, un’edizione con il testo originale a fronte. Varrebbe la pena infatti di far conoscere il testo anche nella versione originale.

    21 Dicembre 2023 alle 18:04

  3. Roberto Finetti Rispondi

    La storia è sempre un’emozione…sempre più viva e attuale che mai …ad majora

    21 Dicembre 2023 alle 14:03

  4. Rosa Santoro Rispondi

    Un documento interessante per la Storia di quel periodo .

    20 Dicembre 2023 alle 15:58

  5. Natalia Giannoni Rispondi

    Molto interessante!

    20 Dicembre 2023 alle 13:28

  6. Ilaria Monti Rispondi

    È vero, ci sono sempre tante cose da scoprire sull’isola d’Elba.
    Una copia verrà prossimamente messa a disposizione del pubblico nella Biblioteca Foresiana di Portoferraio e altre copie presto potranno essere reperite presso il Museo MUM di San Piero in Campo.

    20 Dicembre 2023 alle 9:15

  7. Daniela Boanconi Rispondi

    Molto interessante. L’Isola d’Elba regala doni preziosi.Speriamo che una copia sia a disposizione, nella Biblioteca comunale o, addirittura se ne editi un volume da acquistare.

    20 Dicembre 2023 alle 6:11

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