L’allegoria de “Il Conflitto” nell’arte e nella vita

di Alberto Zei

E’ ormai frequente nella  pittura contemporanea imbattersi in dipinti  allegorici, capaci di suscitare nell’osservatore un significato che  va oltre l’ aspetto semiotico dell’ opera. Ne nascono talora narrazioni per immagini, ispirate dalla realtà degli eventi  alla analogia  simbolica che si raccoglie nell’intera raffigurazione

 L’opera del pittore Luigi Congedo, “Conflitto”  qui riprodotta,   oltre alla rappresentazione   d’ immagine delineata con  il tratteggio di alberi dipinti con uno stile neo impressionista nei pressi della costa, lascia intravedere anche l’ importante significato emblematico sottostante. Si tratta di un quadro  che vedremo   a fine della prossima primavera,  esposto anche nella Galleria d’ Arte  a Roma. Questa opera paesaggistica raffigurata da alberi vicini ad un litorale, ritrae una amena tipica località costiera evidenziata da mare, terra e vegetazione sotto un cielo che non lesina luce e benessere.  Il quadro è di per sé esaustivo nella sua espressione figurativa del tratteggio, della scelta dei colori, dei contrasti e del contesto paesaggistico ritratto. Ma ad una più attenta osservazione il simbolismo delle figure volutamente pitturate in differenti condizioni di luce e di luogo,  raccontano la loro storia. Il mare è dipinto di un celeste omogeneo tranquillo, mentre il  sole che  rimane nascosto inonda il contesto di luci e ombre. Al centro vi sono due grandi  alberi dai rami e dai tronchi contorti che manifestano con il loro intreccio la tipica disputa per l’accaparramento della luce solare.  La lotta  è finalizzata alla reciproca chiusura  di ogni spazio vitale che però  si riflette a discapito di  un altro alberello del medesimo contesto arboreo che pertanto non riesce a crescere se non in modo asfittico. Le conseguenze come si vede, sono rappresentate dalle ridotte dimensioni della pianta, tratteggiata con piccole espansioni  del  verde  fogliame, come massima offerta  che i  nudi rami possono dare in simili condizioni.

L’  antagonismo pittorico –  In contrasto a  questo scenario, il pittore colloca nel quadro sulle alture laterali alla destra due rigogliosi alberelli che pur vicini, non precludendosi vicendevolmente la  luce,  emanano vitalità nella prospettiva naturale del loro  divenire.   Il terreno della simbolica contesa ecologica è invece  riprodotto cromaticamente da un leggero avvallamento, non a caso, tendente al rosso. Ecco che anche la colorazione usata non si discosta dalla naturale tipologia geologica di argilla ferrosa, ma l’allusione al rosso è volutamente emblematica nella contestualità della cruenta contesa che conferisce anche con questo colore un possibile richiamo ad ogni  conflitto.

 L’analogia  delle circostanze –  In senso emblematico si tratta di un quadro che esprime  come possibile interpretazione un evento in cui ogni osservatore può attribuire la realtà di un fatto  di propria conoscenza,  in  quanto il simbolismo del dipinto può estendersi a qualsiasi condizione conflittuale dello spazio. Questo vale sia per le  dispute individuali, sia per  quelle della collettività, nel tentativo di ottenere di più di quanto alla fine resta della condizione iniziale. L’ispirazione del pittore può benissimo simboleggiare l’attuale risultato della guerra in Palestina, emblematicamente rappresentato dall’alberello asfittico reso tale dalla contesa tra le parti in conflitto, nell’intento di ottenere di più di quanto prima si aveva.

  Il simbolismo –  La raffigurazione naturalistica che Congedo ha utilizzato nella costruzione dei soggetti, si presta anche al richiamo di una maggiore razionalità dei valori ecologici e vitali del territorio  per la  sopravvivenza nel nostro pianeta.  L’ opera pittorica quindi appare ben congegnata, sia nella stilizzazione della sua rappresentazione semiotica e soprattutto nella lettura della semantica dei concetti sottintesi, ma facilmente leggibili attraverso la simbologia delle cinque figure  portanti.  Il risultato pittorico del quadro va così integrato con il significato aggiunto a quello immediatamente visivo. E’ un valore che senza necessità di ricorrere all’aspetto emotivo del pittore, consiste nel riuscire a cogliere in pochi tratti cromatici  l’ allegoria di  eventi  insiti nell’istinto universale del creato.

Oltre il dipinto –  Si tratta di un’emblematica espressione figurativa della realtà quotidiana che dal livello delle dispute individuali  si attaglia anche a quello generale di popoli non agli antipodi della Terra ma vicini e che, proprio per questa prossimità, non accettano che la loro libertà finisca dove inizia quella degli altri. D’altra parte lo stesso quadro  suggerisce allo spettatore  anche la visione da altri angoli di osservazione rispetto a quello simbolico qui descritto.  La capacità   pittorica dell’ autore che si distingue nella  doppia raffigurazione di una realtà paesaggistica di alberi sulla costa e il simbolismo dell’ opera, può far emergere il significato che ognuno attribuisce al dipinto in virtù della propria sensibilità artistica o della conferma degli eventi di vita vissuta.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

“Incursioni parallele”, la mostra diventa un “caso studio”

L'esposizione elbana oggetto di una tesi di una studentessa della Sapienza di Roma