Life Tetide, un traguardo importante per il Parco Nazionale

In cantiere il nuovo progetto per le isole dell'arcipelago, un impegno per prossimi 5 anni

Foto Roberto Ridi

Ancora una volta il Parco Nazionale ha in cantiere un nuovo progetto Life per le isole dell’Arcipelago Toscano. La Commissione Europea ed il Parco stanno mettendo a punto i dettagli di “LIFE TETIDE – “Turning Eradication Targets Into Durable Effects”, un progetto che lo impegnerà per i prossimi 5 anni. L’acronimo richiama il nome di un oceano di 250 milioni di anni fa, poiché sono proprio le acque a circondare le isole del Mediterraneo presso le quali, in continuità ad un percorso intrapreso da anni, saranno capitalizzati gli effetti positivi delle eradicazioni delle specie aliene (IAS), una delle maggiori cause di perdita della biodiversità nel mondo. “Per chi da anni si impegna attraverso metodi scientifici nella lotta alle specie aliene – ha detto Sammuri- sa cosa significhi, in termini di studi, monitoraggi, fondi e risorse umane, ottenere una eradicazione di una specie. Per questo è importante avere nuovi finanziamenti per consolidare le pratiche, fare tesoro di tutte le esperienze, mantenerne i risultati e informare e sensibilizzare le comunità interessate”

Il PNAT è il beneficiario coordinatore del progetto da 4 milioni e mezzo di Euro, con un partenariato internazionale che coinvolge, oltre all’Italia, Malta e la Croazia. I partner sono 12: l’Università degli Studi di Firenze, la Regione Lazio, l’Area Marina Protetta Capo Carbonara-Villasimius, il Consorzio di Gestione Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’Università degli Studi di Palermo, il Comune di Ventotene, la Società NEMO Nature and Environment Management Operators S.r.l, BirdLife Malta (Malta), l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, l’Associazione UDRUGA BIOM Association (Croazia) e la Struttura Javna Ustanova More i Krs (Croazia).

Il progetto lavorerà su queste tre principali direttrici:

· l’applicazione di misure di biosicurezza per le specie esotiche invasive (IAS), per prevenire l’arrivo di IAS (roditori e piante), per un’efficace individuazione e una rapida risposta a potenziali invasioni, per mantenere i risultati raggiunti da precedenti progetti;

· la capitalizzazione delle esperienze dei precedenti progetti LIFE attraverso ulteriori interventi di gestione delle IAS;

· il coinvolgimento delle comunità delle isole per una conservazione attiva e partecipata.

Il PNAT, oltre al coordinamento del progetto, con risorse pari a circa un milione e centomila euro, si occuperà di:

· proseguire le attività di biosicurezza, per prevenire la ricolonizzazione da parte del ratto nero, nelle isole dove sono stati condotti interventi di eradicazione con precedenti progetti Life: Pianosa, La Scola, Cerboli, Giannutri, Montecristo; definire una strategia completa e a lungo termine, con l’adozione di nuove misure e derivanti da recenti sperimentazioni. Mantenere i risultati ottenuti con l’eliminazione di Ailanto e alcune specie di Fico degli Ottentotti (Carpobrotus) a Capraia ed in altre isole. Coinvolgere la popolazione nelle attività di biosicurezza e l’attivazione di un’apposita unità per la conduzione di tutte le attività di biosicurezza, compresa la formazione di personale per l’esecuzione di interventi di risposta rapida.

· Rimuovere varie specie di Fico d’India) (Opuntia) da alcune aree dell’Isola di Capraia, oltre che l’eliminazione di alcune IAS vegetali distribuite in modo molto localizzato Tabacco Glauco (Nicotiana glauca), la Calla (Zantedeschia aethiopica) il Gladiolo africano (Chasmanthe floribunda). Alcune di queste specie sono distribuite su proprietà private e saranno sostituite con piante autoctone. Alla cittadinanza, con l’intento di dare una dimostrazione della necessità di prediligere le specie native, verranno distribuite piante autoctone per sensibilizzarne l’uso nei giardini.

· Collaborare alla realizzazione di nidi artificiali per la Berta minore e l’Uccello delle tempeste nelle isole senza ratti, Montecristo, Cerboli, Pianosa, la Scola.

· Monitorare gli impatti socio-economici del progetto e condurre le attività di comunicazione e di sensibilizzazione, con la redazione del piano di comunicazione, l’attivazione di pagine web e social, il posizionamento di pannelli, la creazione di toolkit, di brochure, l’organizzazione di eventi e di didattica, la conduzione di azioni di networking con altri progetti.

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