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“Chi l’ha detto che l’aeroporto dell’Elba deve chiudere?”

Comitato "Vogliamo un aeroporto sostenibile": un video per spiegare le ragioni del no

Alla vigilia del referendum, un gruppo di cittadini campesi costituiti in un comitato pubblica un documento video con le proprie ragioni. “Vogliamo un aeroporto sostenibile”, questo il nome del gruppo di cittadini che hanno preso questa iniziativa. Ecco il loro comunicato e, a seguire, un video esplicativo molto interessante che vi consigliamo di vedere, per farsi un’idea sulla fondatezza o meno delle loro ragioni. La voce narrante delle ragioni del comitato è quella di Elisa Lupi.
NOI NON SOTTOSTIAMO AI RICATTI!
Perché votare NO alla proposta di prolungamento della pista dell’aeroporto e LOTTARE PER FAR SI CHE VENGA LASCIATO IN FUNZIONE!
Non possiamo permettere la chiusura dell’aeroporto e non possiamo consentire questo genere di ricatti per obbligare noi abitanti di Marina di Campo a firmare una cambiale in bianco!
Dobbiamo agire con cognizione di causa e pensare al futuro delle generazioni che vivranno l’isola nei prossimi anni.
Questo piano di fattibilità stilato nel 2019 non può essere di certo l’unica informativa a disposizione per compiere scelte di così alta rilevanza, che andranno inevitabilmente a intaccare le nostre vite, il nostro turismo campese e soprattutto la nostra isola.
Trovare delle soluzioni rispetto a ciò che già abbiamo sta alla base dei principi della sostenibilità e del “buon agire”
“Per fortuna il mondo sta cambiando è quel che è stato non sarà più , è chiaro che attualmente l’aereo citato non è ancora nelle disponibilità delle flotte che volano negli aeroporti regionali, ma esso nasce proprio per questi ultimi – cito puntualmente ciò che scrive ATR nella pagina dedicata a questo aereo.”
“Non si tratta solo di costi e comfort, però. Molte delle piste corte del mondo si trovano in località remote con ecosistemi fragili, quindi anche le credenziali ambientali di ATR sono vitali per il successo dell’ATR-42-600STOL. Credenziali che includono il 30% in meno di consumo di carburante e quindi meno emissioni di CO2 rispetto a un jet regionale di dimensioni simili.
Per non parlare di evitare la necessità di costruire piste e aeroporti più grandi, naturalmente, con tutte le conseguenze ecologiche che ne derivano.”
Faccio presente che questo è realtà, lo studio di pre fattibilità è una fantasia, non approvato da nessuno perché è ovvio che sia così, e benché tutti approvassero ogni cosa nei tempi consueti della nostra italica burocrazia passerebbero anni, mentre altre soluzioni potrebbero vedere la luce in tempi assai più rapidi nel rispetto dell’ambiente e delle persone che vivono attorno alla struttura , e naturalmente anche a salvaguardando di chi vi lavora e delle nuove generazioni elbane.
Non mettiamoci gli uni contro gli altri, ma cerchiamo di lottare per un obbiettivo comune:

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