Marciana Marina

Il maestro del thriller Carrisi terzo finalista a “La Tore”

di Jacopo Bononi-Franco Semeraro*

Donato Carrisi

Prosegue la selezione degi Autori che comporranno la cinquina dei finalisti del ‘Premio letterario La Tore Isola d’Elba’ 2023. Donato Carrisi incarna quel ‘ingegno e quell’eccellenza’ che devono essere propri del nostro vincitore e in seconda istanza rappresenta al meglio la ‘poliedricità e l’eclettismo’ tipici del premiato essendo egli scrittore, regista sceneggiatore, drammaturgo e giornalista. Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca e vive fra Roma e Milano. Dopo aver studiato giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento. Scrittore, regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, è una firma del ‘Corriere della Sera’. È l’autore dei romanzi bestseller internazionali (tutti pubblicati da Longanesi) ‘Il suggeritore’, ‘Il tribunale delle anime’, ‘La donna dei fiori di carta’, ‘L’ipotesi del male’, ‘Il cacciatore del buio’, ‘La ragazza nella nebbia’ – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, ‘Il maestro delle ombre’, ‘L’uomo del labirinto’ – da cui ha tratto il film omonimo – , ‘Il gioco del suggeritore’ e ‘La casa delle voci.’ E’ nelle sale ‘Io sono l’abisso’ film da lui diretto e sceneggiato, tratto dal suo best-seller omonimo (Longanesi, 2020). Ha vinto prestigiosi premi in Italia e all’estero come il ‘Prix Polar’ e il ‘Prix Livre de Poche’ in Francia e il ‘Premio Bancarella’ in Italia. I suoi romanzi, tradotti in più di trenta lingue, hanno venduto milioni di copie. Pubblichiamo integrale una intervista dell’Autore del 2018 (tratto da: lindiceonline.com) che dà una idea precisa della poetica dello scrittore e regista. (…) Sul suo sito ha confidato che ‘L’uomo del labirinto’ è la storia che più l’ha spaventata scrivere. Quali sono gli stati d’animo che l’hanno attraversata nel corso della stesura? Prima di tutto la paura che è un sentimento essenziale, aiuta a capire meglio le cose della vita secondo me, è un ottimo filtro. Poi la paura va trasformata in suspence che non è facile inserire tra le pagine di un libro, bisogna creare dei precisi artifici, dei meccanismi; bisogna saperla insinuare in qualche modo perché non può essere sempre presente anzi, più la si nasconde e meglio è. ‘L’uomo del labirinto’ (Longanesi 2017), è sicuramente uno dei libri più inquietanti del genere thriller/noir. Lei è anche un criminologo: cosa l’affascina di più del lato oscuro dell’uomo? Il fatto che ognuno ne abbia uno. Tutti ne abbiamo uno e tutti prima o poi dobbiamo fare i conti con questo lato oscuro. È sicuramente l’aspetto che mi affascina di più. Cosa teme, al contrario, quando si trova facci a faccia col male fatto carne e – solo in un secondo momento – sotto forma di scrittura? Di solito quando preparo un libro, e quindi quando approfondisco la conoscenza di fatti reali, sono sempre stupito da come questi fatti siano vicini al nostro modo di vivere. Non è necessario essere un serial killer per uccidere qualcuno. I mostri somigliano tantissimo alle persone che frequentiamo quotidianamente e, d’altronde, somigliano anche a noi. Sono più pericolosi i mostri del mondo esterno o quelli nella mente delle vittime? Dipende… entrambi hanno una loro pericolosità. Il mostro continua a vivere nella mente della vittima e non è detto che non riesca a contaminarla col passare del tempo. Nel romanzo non è dato sapere in che città si svolge la vicenda, si può desumere implicitamente Roma perché c’è un richiamo all’ambientazione del libro precedente ‘Il maestro delle ombre’ in cui, invece di una tempesta che ha causato un black out, i personaggi sono preda di un caldo torrido. È un caso o una decisione voluta? Se è voluta, perché? Perché devi perderti nel libro, se ti dico dove sei è troppo facile. Lei lo ha ambientato a Roma, altri lo ambientano altrove, in Belgio, in Louisiana, in Canada… Ognuno è giunto in ambienti dove crede perché in fondo non deve esserci un luogo dove poter scappare. Non è necessario dire dove si svolge la vicenda, anzi è un bel trucco narrativo. Significa che se non possono scappare i personaggi, se non vedi dove sei, se non sai dove sei, allora non puoi scappare neanche tu dalla storia. Chi è il buio che infetta le persone e come si guarisce da questo male? Non si guarisce, non è un male. È un modo di essere. È la natura di ogni uomo e lo scudo che c’è in ognuno di noi che siamo potenzialmente dei mostri. A volte questo istinto rimane sopito fino alla morte, altre volte invece viene fuori. (…) Nel caso di vittoria di Carrisi sarà Carlo degli Esposti, patron di Palomar, che ha co-prodotto il suo ultimo film, a consegnargli il premio sul palco della Marina il prossimo 22 luglio. Condurranno l’evento il prof. Angelo Filippo Rampini dell’Università di Brescia e la giornalista dott.ssa Lucia Soppelsa. Acquista l’opera premio Acqua dell’Elba. Non mancherà l’omaggio del dott. Marcello Bruschetti di Enoglam EVO. L’evento vede il Patrocinio del Comune di Marciana Marina e la partecipazione della Prolo Loco marinese.

Ecco il  trailer de’ ‘L’uomo del Labirinto’

https://www.youtube.com/watch?v=xY_KfZgWG6Q

*Jacopo Bononi-Franco Semeraro
Comitato promotore del Premio letterario la Tore

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