Lo scavo di San Marco a San Giovanni dieci anni dopo

di Valentina Anselmi e Franco Cambi

Humana brevia et caduca sunt.
Così recitava una frase dettata in classe dalla indimenticabile Prof. Enrica Gasparri, in una seconda media di tanti fa. Tanti elementi si mescolavano in quelle cinque secche parole: l’uso del genere neutro, fatto fuori nella lingua italiana, e il sottolineare che i fatti umani sono, oltre che di breve durata, precari.
Non so quanto durerà lo scavo archeologico di San Giovanni, nato nel 2012 e ribattezzato da qualche anno in “San Marco”, in ossequio al santo a cui è dedicata la bella chiesetta e su invito dei proprietari del terreno, Chiara, Raffaella e Paolo Gasparri, persone gentili ed ospitali, cui il gruppo degli archeologi è molto legato. Speriamo che riprenda e che duri ancora per molto.
Ma di questa impresa, scientifica, certamente, ma anche intellettuale ed estremamente radicata nella comunità isolana, si parlerà, così come si parlerà delle molte luci e di qualche ombra.
La prima foto non può che essere una delle molte in cui compaiono i dolia defossa per il vino e le anfore che avevano contenuto aceto di mele. L’ultima è, più o meno negli stessi giorni ma dieci anni dopo, un momento importante, quello dell’esordio alla manifestazione Tourisma 2022 di SMART, il Sistema Museale Arcipelago Toscano, il segno che in questi anni un lavoro è stato fatto ed è stato fatto anche bene. Nella foto compaiono, da sinistra, Teresa Rossi, Franco Cambi, la Signora Bolano, Valentina Anselmi, Nadia Mazzei, Matteo Colombini o, se volete, la società civile dell’Elba, l’Università degli Studi di Siena, la Fondazione Italo Bolano, SMART, Comune di Portoferraio, la libera professione in archeologia.
Direi che si tratta di una bella rappresentanza! Mancano Laura Pagliantini ed Edoardo Vanni, miei diletti allievi e collaboratori, e mancano anche tutti i molti studenti, senesi e non, che negli anni ci hanno onorato frequentando le nostre attività e imparando un po’ di archeologia. Sono, personalmente, molto contento di tutte le belle cose che sono state fatte. La nascita di SMART è stata, per le istituzioni culturali elbane, fin qui trascurate e depresse, una vera e propria sferzata di energia e molto si deve alle capacità di Valentina e alla fiducia accordata dalle Istituzioni, in primis dalla Assessora Nadia Mazzei.
La strada è questa e su questa strada dobbiamo proseguire, andando alla ricerca di collaborazioni, di sostegni, di bandi e, soprattutto, di energie giovani, che permettano di creare ricchezza non solo in termini di attrattività turistica ma, dal mio punto di vista, in termini di coinvolgimento della comunità (scuole, imprese, associazioni, istituzioni) e di consapevolezza di quello che si è e dei risultati che si vogliono raggiungere.
Un nuovo decennio è cominciato: guardiamo avanti!

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