Rigassificatore Piombino, la preoccupazione del PD

Il segretario di zona Massimo Scelza: "Niente scorciatoie sul piano della sicurezza"

la nave gasiera Golar Tundra

Il Partito Democratico dell’Isola d’Elba esprime forte preoccupazione per l’evoluzione della questione riguardante il posizionamento di un rigassificatore all’interno del porto di Piombino.
Abbiamo da subito opposto una forte critica al metodo con il quale il Governo ha affrontato la questione, senza aver minimamente coinvolto il territorio (soprattutto dei cittadini elbani, primi fruitori del porto di Piombino) in un serio confronto.
Siamo tutti assolutamente consapevoli della grave situazione energetica in cui versa il nostro Paese e sappiamo che non ci sono i margini perché il Governo torni sulla sua decisione.
Ci pare però doveroso che siano chiariti alcuni aspetti fondamentali:

  • Servono garanzie sulla sicurezza: il porto sarà impegnato almeno una volta a settimana nelle operazioni di travaso dalla nave trasportatrice (gasiera) al rigassificatore. Durante tali operazioni, intorno agli impianti, è normalmente interdetta ogni attività (anche il transito) per un raggio ben più ampio della distanza tra il molo destinato alla nave e il passaggio dei traghetti passeggeri.
    Attraverso quali concetti si riduce questo raggio? Esistono studi che garantiscano l’assoluta sicurezza o ci troviamo di fronte ad una deroga in nome dell’emergenza?
  • E’ necessario garantire la completa fruibilità del porto: soprattutto durante le operazioni di travaso il porto potrà continuare a funzionare regolarmente?
  • E’ necessario monitorare l’impatto ambientale: il rigassificatore reimmetterà grandi quantità di acqua a temperatura inferiore a quella prelevata con aggiunta di cloruri, necessari per evitare l’incrostazione delle condutture, nel mare.
    Dove verranno reimmesse tali masse di acqua clorata? E’ previsto (visto che trattandosi di emergenza non è stato fatto preventivamente) un continuo ed approfondito monitoraggio dell’impatto ambientale sulla flora e fauna marina?
  • ENI partecipi allo sforzo collettivo, prevedendo elementi di compensazione per le popolazioni e i territori coinvolti, considerando che quel gas costerà davvero molto caro sotto i punti di vista economici, sociali e ambientali.
  • E’ imprescindibile un’importante investimento sulle fonti rinnovabili: la risposta ad una emergenza ed i conseguenti sacrifici dei cittadini possono avere un senso solo nell’ottica di un cambio di prospettiva. L’emergenza deve necessariamente essere accompagnata ad un investimento straordinario (l’Emilia così ha fatto, a fronte dell’impegno per il rigassificatore a Ravenna), che affronti il tema delle fonti energetiche alla radice, con una visione nuova e moderna, di lungo raggio.

Su questo ultimo tema pare scongiurata l’ipotesi della permanenza oltre i 3 anni della nave nel porto di Piombino su cui pare che si sia raggiunta un’intesa. Una più lunga permanenza costituirebbe la negazione del “cambio di prospettiva” e dimostrerebbe che nel lungo termine si avrebbe ancora intenzione di puntare sulle fonti fossili.
Per quanto ci riguarda vigileremo fortemente perché non siano prese scorciatoie sul piano della sicurezza e del controllo ambientale e ci batteremo perché di fronte ad una grande emergenza si colga l’occasione di un rinnovamento strategico sulle fonti energetiche.

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