Salotto di Procchio: “Cara Alessandra, non è proprio così”

di Stefano Massai

In risposta all’intervento pubblicato su questo giornale dal titolo Arte di strada o strada dell’Arte? Il caso del salotto di Procchio, scritto da Alessandra Ribaldone – fondazione Italo Bolano, riceviamo e pubblichiamo integralmente, la risposta del Sig. Stefano Massai di Procchio. 

Alessandra Ribaldone , sono l”’orco cattivo” , ho letto il tuo articolo, chi non conosce come stanno effettivamente le cose non potrebbe che essere d’accordo con te . Ma le cose non stanno come tu le descrivi .
Ho gia spiegato quale sia la verita’ con un paio di commenti su Facebook e sul gruppo dei commercianti di Procchio ( Per il bene di Procchio ) . Sarebbe bastato da parte tua verificare con più attenzione quello che ti è stato raccontato per avere una visione più completa di come stanno effettivamente le cose.
Nella tua favoletta ci sono fatti veri ( l’accenno ai ” pittori delle dune ” ) ed altri completamente inventati . Dovresti fare più attenzione a chi ti racconta ” storie ” . Prima di arrivare al dunque , che penso sarà interessante per te , faccio una piccola premessa . L’orco cattivo da anni ha installato davanti al proprio negozio un “mosaico ” del maestro ceramista Roberto Polidori titolare di una famosa scuola-atelier di ceramica a Pitigliano . A spese proprie, solo per il gusto del bello, per dare un contributo alla valorizzazione del cosiddetto “Salotto di Procchio” .
Sempre questo essere ignobile ha posizionato per 20 anni sul marciapiede del Salotto2 stupende statue lignee alte 1 metro raffiguranti leoni che tu, se sei passata da Procchio, sicuramente avrai notato e che erano la gioia dei bambini, dei locali e dei turisti che spesso si fotografavano accanto ad essi. Erano splendidi, purtroppo me li hanno rubati l’anno scorso . Una perdita importante per il paese ( ed anche per me ….) .Ma veniamo al dunque . Tu descrivi:
“L’abbandono e la tristezza di un luogo dimenticato da tempo ” ed è vero, ed è proprio per questo motivo, per riqualificare quella stradina ( non è una piazzetta ) che l’orco cattivo decise nell’anno 2000 di far dipingere quella parete dal pittore fiorentino Tiziano Maffei che io conoscevo dai miei trascorsi fiorentini e che in quel periodo (era l’anno 2000 ) bazzicava l’isola. Gli feci vedere la collocazione ( il muro ) e parlammo del soggetto. L’idea che partorimmo insieme fu quella di un murales che riproducesse gli scorci urbani che si possono vedere camminando nelle stradine dei paesi collinari dell’Elba
( Poggio , Marciana , ……) evitando i paesaggi marini inflazionati con le onde, le barchette, lo skyline della Guardiola, le palme ….
Così passammo una giornata a giro per l’sola fotografando vicoli, scalinate, vecchie case, per avere qualche spunto .
Dopo qualche giorno Tiziano mi mostrò uno schizzo di quello che intendeva fare che io ovviamente approvai immediatamente .
Così in 2/3 settimane il murales fu eseguito ed inaugurato destando scalpore ed ammirazione nella nostra piccola comunità .
Passano gli anni ed il murales si deteriorò in alcuni punti ed è ora che interviene Barbara : fu lei a chiedermi se poteva fare un murales su quel muro. Io gli risposi che se voleva avrebbe potuto RESTAURARE il lavoro del Maffei però lasciandone inalterato il disegno. Lei accetto ma non mantenne la promessa. Utilizzando il disegno precedente stravolse completamente l’opera riempiendola di rose dei venti, meridiane, il mare con lo sfondo della Guardiola e frasi leziose, il tutto più adatto ad un cartellone pubblicitario. Per di più cancellò la firma del vero autore ( Tiziano Maffei 2000 ) che era posizionata in basso a destra sostituendolo con la sua ( in basso a sinistra ) appropriandosene la paternità . Adesso non voglio mettermi a parlare di arte, è un argomento molto difficile, pensa a Van Gogh, completamente ignorato da vivo e poi dopo la morte innalzato sugli altari. Io personalmente sono rimasto per ore a girare intorno al David di Donatello al museo del Bargello senza trovare la forza di andarmene ( mi è successo anche al museo nazionale di arte antica ad Atene davanti al cavallo e fantino di capo Artemisio ).
Al contrario confesso nessuna emozione alla mostra di Mirò all’Orsanmichele rimpiangendo il prezzo del biglietto! Fatto sta che l’anno successivo per non vederlo più feci fare un dipinto su tela di m. 6×3 per coprire quel dipinto che tutte le volte che lo vedevo mi faceva venire la sindrome di Stendhal alla rovescia. Quel murales è rimasto tappato per 3 anni!
( Salvo l’inverno quando smontavo la tela per non farla deteriorare ). Ricordo che il murales oltre ad essere stato fatto su mia commissione è su un muro all’interno di uno spazio privato .
Quest’anno mi occorreva l’esigenza di montare su quel muro una tenda estensibile ombreggiante per cui non potevo più montare la mia tela (che conservo a casa ma che potrei riutilizzare ridimensionandola ) ed il cartellone pubblicitario non avrebbe più avuto alcun senso, nel bene e nel male. Per di più avevo l’idea di usare lo spazio ora utilizzabile per fare qualcos’altro che non ho ancora ben definito . A proposito, che mi direbbe se le mettessi a disposizione quello spazio per esporre un’opera del maestro Italo Bolano?
Ho subito attacchi volgari ed offensivi su Facebook, ho risposto spiegando più o meno le stesse cose che ho sopra descritto ma purtroppo Fb è diventato un luogo frequentato da una molti ( non tutti ma molti ) scalmanati leoni da tastiera ( sono 4 anni che per questo motivo non frequento più quella comunità ) però il passaggio a fonti di informazione giornalistica non lo tollero .
Non ho nessuna voglia di intraprendere azioni legali, non è nelle mie corde, sono un pacifista, non amo le beghe e non vorrei perdere tempo ed energie per una scemata però per onestà intellettuale e per giustizia ti chiedo di pubblicare questo mio commento con la stessa visibilità con cui è stato pubblicato il tuo articolo Ti dovessero servire chiarimenti sono a tua disposizione, puoi rintracciarmi facilmente;
come puoi constatare malgrado la mia “irritazione ” sono una persona ragionevole e paziente ma tutto c’è un limite .P.S. Sarebbe interessante sapere quali è la fonte tramite la quale hai redatto questo articolo
Stefano Massai.
e-mail : massaistefano52@gmail.com
.

Una risposta a “Salotto di Procchio: “Cara Alessandra, non è proprio così”

  1. Alessandra Ribaldone Rispondi

    Gentile Stefano,
    Anche se non ti conosco personalmente mi permetto di darti del tu.
    Dal mio tono volutamente leggero avrai capito che non era mia intenzione creare un “casus belli” perché di guerre ne abbiamo anche abbastanza e perché l ‘argomento non era di tale gravità da generarne un’altra, seppure verbale. Ne’ mi metterò qui a disquisire su che cosa sia arte o no.
    Le mie sono le fonti suscitate dall’aver constastato che un luogo gradevole (se non lo vogliamo chiamare piazzetta) oggetto di sosta per tanti turisti e visitatori era ritornato ad essere una parete anonima.
    Visto che ci hai spiegato che tanto cattivo poi non sei speriamo che tu trovi il sistema di far ritornare in qualche modo un po’ di colore per il godimento di tutti. Quanto alla ceramica di Bolano per molti anni il maestro offri’ al Comune una sua opera da collocare nel salotto di Procchio… ma la burocrazia e un tantino di inerzia hanno stoppato l’iniziativa e ora il Maestro non c’è più. E quindi le sue ceramiche si dovranno venire a vedere nel suo Museo a San Martino, dove anche io ti invito per conoscerti personalmente… perché in fondo non sei poi tanto cattivo come orco… a presto.
    Alessandra

    24 Maggio 2022 alle 9:50

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