Purtroppo, per troppe persone, anche all’Elba, riscaldare casa o accendere la luce significa dover scegliere tra bisogni essenziali. Questa è la povertà energetica che sta colpendo duramente nella nostra isola e in tutta Italia dove 2,4 milioni di famiglie vivono in queste condizioni e il costo dell’elettricità per le famiglie vulnerabili è aumentato del 37,3%. All’Elba paghiamo un di più, una specie di tassa “canale” per il gasolio e il gas, e sembrano tramontati i tempi in cui Fabio Mussi riuscì a far avere agli elbani una detrazione sul gasolio da riscaldamento.
Come ha detto il senatore Giuseppe De Cristofaro di AVS, «Il governo sta gestendo questa drammatica vicenda del costo del carburante e del carovita in maniera completamente sbagliata. Hanno fatto un decretino purtroppo completamente inefficace, e ne hanno fatto un altro, l’ennesimo decreto sicurezza, perché pensano che l’unico modo di risolvere i problemi reali del paese sia la stretta sulla sicurezza. Sono stati totalmente fermi per quattro anni, hanno speso decine di miliardi di euro per le armi tralasciando la questione sociale, quando bisognava intervenire in maniera strutturale sul tema energia, sugli stipendi, non l’hanno fatto e oggi l’Italia si trova in questa situazione. Noi sono quattro anni che diciamo di tassare gli extraprofitti e di intervenire sulla diseguaglianza. Non hanno fatto niente di tutto questo, e oggi si meravigliano che il paese si blocca e che succede quello che sta succedendo, in particolare nel Mezzogiorno».
L’energia è un bene comune, come l’acqua, e deve essere garantita a tutti. Alle politiche fossili e alle risposte temporanee del governo Meloni, quelle che hanno portato un inutile, costoso e dannoso rigassificatore a Piombino e che hanno solo arricchito i petrolieri, Alleanza Verdi Sinistra contrappone una misura strutturale e concreta: una bolletta sociale per 8 milioni di famiglie, con una quota di energia essenziale garantita alle famiglie con ISEE fino a 30.000 euro, attraverso un credito automatico in bolletta ogni mese, senza bisogno di presentare domanda.
Chi paga? Soprattutto chi specula sulla crisi energetica, senza introdurre nuove tasse sulle famiglie.
Vogliamo abbassare le bollette e rendere la transizione energetica accessibile a tutti, liberando progressivamente le famiglie dalla dipendenza dal gas importato a carissimo prezzo a causa delle politiche energetiche della destra. fuori dal tempo e dalla storia.
Angelo Bonelli spiega la proposta avanzata da Alleanza Verdi Sinistra: “Riscaldarsi non può essere un privilegio. In Italia 2,4 milioni di famiglie sono in povertà energetica e il costo dell’elettricità per le famiglie vulnerabili è aumentato del 37,3%. L’energia è un bene comune, come l’acqua, e deve essere garantita a tutti. Per questo proponiamo alla coalizione una bolletta sociale per 8 milioni di famiglie e il nolo sociale delle pompe di calore. Non vogliamo interferire sulla formazione dei prezzi, ma introdurre un credito energetico progressivo per le famiglie con Isee fino a 30mila euro, riconosciuto automaticamente in bolletta e graduato in base al reddito, fino a circa 2.000 kilowattora gratuiti all’anno, pari a un beneficio massimo di 450 euro per una famiglia di tre o quattro persone. Un meccanismo che protegga anche il ceto medio dagli aumenti dei prezzi. A questa misura affianchiamo un piano di investimenti sulle pompe di calore per ridurre la dipendenza dal gas e garantire riscaldamento e raffrescamento, soprattutto alle persone più vulnerabili. Proponiamo il nolo sociale: una società selezionata dal GSE installerà gli impianti senza anticipo, con dieci anni di manutenzione. Il servizio sarà gratuito fino a 15mila euro di Isee, mentre fino a 30mila euro è previsto un canone di circa 19 euro mensili, mai superiore al risparmio ottenuto. Dopo dieci anni l’impianto diventerà di proprietà della famiglia. L’obiettivo è arrivare a 350mila installazioni l’anno e a 3,15 milioni di abitazioni senza caldaia a gas in dieci anni, con risparmi tra 250 e 700 euro annui per famiglia. Le coperture arriveranno dalle aste della CO2, da un contributo di solidarietà sui redditi oltre 150mila euro, dal taglio dei sussidi ambientalmente dannosi e da 1,8 miliardi l’anno sottratti ai nuovi programmi d’arma. Il Governo Meloni vuole destinare il 5% del Pil alle armi per rispettare gli impegni Nato. Noi vogliamo utilizzare parte di quelle risorse per abbassare le bollette e liberare le famiglie dal gas. Il nolo sociale deve garantire l’accesso alle nuove tecnologie anche a chi non può permettersele”.
Circolo Sinistra Italiana AVS Isola d’Elba – Patrizia Piscitello



