Ecco una proposta dell’architetto Massimiliano Pardi per migliorare e valorizzare Calata Mazzini a Portoferraio:
Oggi mi hanno chiamato le mie amiche Simona Giovannetti e Serena Becucci, chiedendomi cosa si potrebbe fare per migliorare e valorizzare Calata Mazzini a Portoferraio.
Ripensando alla loro domanda, mi è tornata subito in mente una delle proposte sviluppate appena due settimane fa durante il laboratorio di Open Studi Aperti assieme a Valentina Tosi: trasformare Calata Mazzini in un grande percorso verde, con un viale alberato e una pergola vegetata, capace di creare ombra, valorizzare il lungomare e rendere questo spazio più piacevole da vivere.
Da qui è nata una curiosità, prima ancora che un’idea progettuale: ma quanto potrebbe cambiare realmente il comfort climatico della Calata con l’introduzione di alberi e pergole vegetate?
Così mi sono messo a fare qualche calcolo, confrontando due scenari: quello attuale, con la pavimentazione e le murature esposte alla radiazione solare, e quello proposto durante il laboratorio, con un sistema di alberature e pergole fiorite lungo la passeggiata.
Ho elaborato alcuni scenari termici sulle 24 ore, accompagnandoli con grafici e rendering diurni e notturni, per cercare di rendere visibile qualcosa che spesso sottovalutiamo: il verde urbano non serve soltanto ad abbellire una città, ma può modificarne profondamente le condizioni di comfort.
I risultati, pur essendo simulazioni preliminari e non misurazioni sul posto, sono particolarmente interessanti. Quando l’aria raggiunge circa 33 °C, la pavimentazione esposta al sole può arrivare a circa 59 °C e le murature a 53 °C.
Con un sistema di ombreggiamento continuo, come quello immaginato nel laboratorio, la temperatura superficiale della pavimentazione potrebbe invece scendere fino a circa 37 °C: ben 22 gradi in meno!
Questo non significa abbassare di 22 gradi la temperatura dell’aria, ma ridurre drasticamente il riscaldamento delle superfici e l’esposizione al calore per chi passeggia o si ferma a riposare.
E il fenomeno continua anche dopo il tramonto: le superfici che hanno accumulato calore durante il giorno lo restituiscono lentamente durante la sera e la notte. Ombreggiarle può quindi ridurre l’accumulo termico e favorire un raffreddamento più rapido, purché si mantengano una buona ventilazione e un adeguato scambio termico verso il cielo.
Nei grafici allegati ho rappresentato proprio questo comportamento nell’arco delle 24 ore, confrontando una giornata estiva ordinaria con uno scenario particolarmente caldo e poco ventilato.
I dati climatici utilizzati come riferimento provengono dal Servizio Idrologico Regionale della Toscana (SIR), stazione meteorologica di Portoferraio TOS11000012, estate 2026. Le temperature delle superfici sono invece stime ottenute attraverso ipotesi modellistiche e dovranno essere verificate con misurazioni dirette.
Ma il valore di un progetto simile andrebbe ben oltre la riduzione delle temperature.
Potremmo immaginare un lungomare con zone ombreggiate, pergole fiorite, alberi mediterranei, maggiore biodiversità, pavimentazioni permeabili e sistemi di recupero delle acque meteoriche: una piccola applicazione dei principi della Città Spugna e delle Nature Based Solutions nel cuore di Portoferraio.
Naturalmente tutto questo dovrebbe essere studiato con attenzione, nel rispetto del contesto storico, delle caratteristiche del porto, della ventilazione marina, dei sottoservizi e delle esigenze di manutenzione.
Ma credo che il punto di partenza sia proprio questo: iniziare a considerare il verde non più come un semplice arredo urbano, ma come una vera infrastruttura climatica.
Le immagini che condivido non rappresentano un progetto definitivo, ma una proposta di riflessione nata da un confronto tra amici, da un laboratorio di progettazione e dalla voglia di immaginare una Portoferraio più bella, più vivibile e più sostenibile.
Perché forse, quando pensiamo al futuro dei nostri spazi pubblici, dovremmo cominciare a chiederci non soltanto come renderli più belli, ma anche quanta ombra, quanta natura e quanto benessere siamo capaci di restituire alla città.
Rendering generati con intelligenza artificiale. Elaborazioni termiche illustrative basate su scenari simulati e dati climatici di riferimento, non su misure termografiche effettuate sul posto.



