1751. Gli appaltatori generali e i diversi inconvenienti

di Marcello Camici

Nel settecento nel granducato di Toscana vigeva l’Appalto Generale : l’affidamento a privati (compagnie, famiglie mercantili, banchieri) della gestione di un’intera entrata fiscale (dazi ,gabelle,tasse ) derivante da monopolio statale o di un complesso di gabelle. Era un contratto di finanza pubblica dove lo Stato concedeva a un appaltatore(chiamato Appaltatore Generale) la riscossione di una gabella o di un monopolio, ricevendo in cambio una somma fissa garantita (anticipata o annuale),oppure un canone stabilito,lasciando all’appaltatore il profitto eccedente.
L’Appaltatore Generale e suoi ministri espletavano il lavoro non solo provvedendo alla riscossione ma anche vigilando che tutto avvenisse nel rispetto delle leggi vigenti .Per evitare contrabbando operano controlli attuati da esecutori che ,accompagnati da guardie, fanno visite e perquisizioni di negozi, magazzini ,case riguardanti gli affari dell’Appalto Generale .
Nel 1751 gli appaltatori generali hanno riscontrato alcune criticità che chiamano “inconvenienti” presenti proprio a Portoferraio nella gestione dell’Appalto Generale .Scrivono al governatore di Portoferraio elencando queste criticità e pregandolo di intervenire .Le criticità riguardano il fatto che : A) alle porte di terra e di mare circolano merci violando leggi doganali e fiscali cioè esiste contrabbando con il compiacimento delle guardie ;B) è presente alla Linguella una porta segreta utilizzata per contrabbando ;C) i soldati che accompagnano i ministri dell’appalto nell’espletamento del proprio lavoro alla bottega del tabacco insultano sia gli stessi ministri che gli esercenti della bottega ; D) sono presenti inconvenienti nella produzione di olio e del bestiame

“Al Governatore di Portoferraio
Illustrissimo Signore Signor Pronendissimo Colendissimo
Non possiamo dispensarci di ricorrere a Vostra Illustrissima per perteciparvi diversi inconvenienti che seguono in codesta città,stante l’arbitrio che si pigliano i soldati ed altri suoi sottoposti comecchè ella favorì di darci la sequenza che gli ordini che da Lei assicurerebbero il miglior servizio del nostro appalto ; siamo a pregarla a voler rimediare ai disordini che le saranno da noi in appresso accennati per levarci il dispiacere di dovere avanzare più oltre le nostre istanze.
Primo.
Siamo informati che i due Ministri che assistono alle Porte sono due sergenti del Vecchio Servizio licenziati i quali piuttosto che e a badare ai contrabbandi, danno una mano a quelli che vogliono farli; e comecchè ci è stato supposto che uno di questi venisse pagato dalla Cassa Militare l’altro dalla Cassa dell’Abbondanza vediamo che dipende totalmente da Vostra Illustrissima obbligarli a fare il loro dovere il che possono facilmente eseguire essendovi quasi sempre un Famiglio a ciascheduna Porta da cui posson far fare le visite perquisizioni
Secondo
Sappiamo ancora che vi è una Porta secreta che serviva prima per quelli che andavano alla pesca del tonno e che presentemente è inutile sicchè La preghiamo di farsene consegnare le chiavi di maniera che non sia mai aperta e respetto alle Porte Principali la preghiamo di ordinare che non siano mai aperte se non alla presenza di un famiglio il quale potrà liberamente soddisfarsi sopra i contrabbandi che potrebbero introdursi e siccome la presenza dei soldati potrebbe dare qualche soggezione ai detti famigli con impediti di fare le loro incombenze la preghiamo di far proibire ai soldati di dare il minimo impedimento ai detti famigli tanto più che a forma del provvedimento stato fatto da Sua Maestà Imperiale nell’anno 1746 di cui le accludiamo una copia ,deve il militare dare tutta l’assistenza
per il miglior servizio dell’appalto.
Terzo
Le accludiamo la relazione di un fatto seguito la sera del dì 18 ottobre alla bottega del tabacco dopo l’ora che la medesima si suol serrare; da questa si vede il poco riguardo che hanno i soldati tanto per i ministri dell’appalto che per il luoghi destinati per il suo servizio ed il ministro non aveva ardito di palesare tal fatto per paura di ricevere qualche nuovo insulto il che fa vedere sempre più Quale arbitrio si siano presi codesti soldati.La preghiamo di far castigare pubblicamente tanto il Tamburo che il Caporale di Guardia che hanno commesso l’insulto affinchè non abbiano più seguito simili inconvenienti.
Quarto
E parimenti a nostra notizia che seguono dall’estrazioni di olio e di bestiame senza che vi sia modo di giustificarle perché quelli che avrebbero da comparire come testimoni hanno paura di pigliare degli impegni il che non può comportare il buon servizio di Sua Maestà Imperiale.
Da tutto ciò vede Vostra Illustrissima che se non venisse portato un riparo a tali disordini non solamente il nostro General Appalto ma anche per il Pubblico sarebbero per innescare un pregiudizio, ci converrebbe la spesa di mandare costì una squadra di esecutori da noi stipendiati i quali ci ragguagliassero esattamente di tutto quello che segue per metterci in grado poi di fare quelle parti che fossero più efficaci per riparare gli inconvenienti .
E di fatto abbiamo riconosciuto dai prodotti miserabili di tabacco che i contrabbandi si fanno più che mai benchè non si tentino né processure né arresti.
Questo è quanto dobbiamo rappresentarle e in attenzione di una sua stimata risposta
Restiamo
Di Vostra Illustrissima
Firenze 31 ottobre 1751

Devotissimi ed Obbligatissimi Servitori
Giobert Deberdenne”

Il documento di archivio sopra trascritto è molto interessante perché dimostra che da Firenze gli appaltatori generali hanno nel mirino delle loro attenzione la piazzaforte di Portoferraio così dimostrando altresì che la città di Cosimo ha assunto un ruolo rilevante nell’Appalto Generale del granducato toscano per i commerci che avvengono nel suo porto e alle porte di ingresso alla città.

MARCELLO CAMICI

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