«L’approvazione di questo provvedimento rappresenta un segnale chiaro di vicinanza e pragmatismo verso le nostre comunità: la Regione Toscana garantisce la piena efficacia della precedente mappatura montana all’interno di tutto il proprio raggio d’azione politico e amministrativo».Con queste parole Alessandro Franchi, consigliere regionale del Partito Democratico, commenta l’approvazione della nuova disciplina per il riordino delle aree montane in Toscana.
«Qualche mese fa il Governo Meloni – ricorda Franchi – ha introdotto una nuova classificazione dei comuni montani, restringendo i criteri a parametri più rigidi e facendo perdere in Toscana la qualifica di comune montano a 36 territori. In provincia di Livorno sono 9 i comuni esclusi dalla nuova classificazione nazionale: Campo nell’Elba, Capoliveri, Capraia Isola, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio, Sassetta e Rio. Una scelta che penalizza questi territori, perché la nuova classificazione comporta anche la perdita dell’accesso a risorse, trasferimenti e misure nazionali dedicate alla montagna. Per questo, in Consiglio regionale abbiamo approvato una legge che va nella direzione opposta: per le proprie politiche la Toscana continuerà a considerare montani anche i comuni che erano compresi nella precedente classificazione. Questo significa che anche i comuni livornesi esclusi dai nuovi criteri nazionali potranno continuare a beneficiare delle risorse e degli interventi regionali destinati ai territori montani.È importante dirlo con chiarezza – prosegue Franchi – la scelta della Regione non cancella la penalizzazione prodotta dalla nuova legge nazionale, perché i fondi e le misure statali saranno destinati sulla base della nuova classificazione. Ma evita che quella penalizzazione si estenda anche alle politiche regionali.
È una scelta che condivido perché riconosce una cosa semplice: la fragilità di un territorio non si misura soltanto con altitudine e pendenza. Conta la distanza dai servizi, lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, la condizione delle aree interne e insulari, la difficoltà di garantire scuole, sanità, trasporti e presìdi essenziali. Di fronte a una decisione nazionale che restringe il perimetro, la Toscana sceglie di non restringere quello delle proprie politiche e delle proprie responsabilità verso queste comunità», conclude il consigliere regionale.
Ciro Becchimanzi
Ufficio Stampa e comunicazione Gruppo PD



isolano
questa è una scelta giusta. Il problema è l’attuale governo che da una parte ha escluso un numero incredibile di comuni dalla qualifica di montani, dall’altra ad esempio ha escluso le isole minori che non solo al sud dalla ZES. Ora dato atto dell’impegno della Regione che ovviamente non risolve in toto il problema, c’è un punto di domanda: Sindaci del centrodestra, esponenti altolocati del centrodestra, addirittura nelle stanze ministeriali, che fate? che dite? organizzate una protesta o restate zitti?
24 Settembre 2026 alle 16:07