Nocentini a Giani: bene la legge speciale, ma serve la ZES

di Tiziano Nocentini, sindaco di Portoferraio

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Accolgo con grande favore le parole del presidente Giani a proposito di una legge speciale da dedicare all’Isola d’Elba e all’Arcipelago Toscano. È un tema sul quale, come amministratori delle isole, insistiamo da tempo, perché vivere e fare impresa su un’isola comporta inevitabilmente costi, difficoltà e svantaggi maggiori rispetto alla terraferma. Una legge speciale per l’Elba e per l’Arcipelago Toscano può rappresentare finalmente il riconoscimento concreto della nostra insularità. Ma questo riconoscimento deve tradursi in strumenti, risorse e opportunità reali.

In questo percorso, senza polemica alcuna ma solo con l’intento di fare chiarezza e focalizzare al meglio gli obiettivi,  credo che una delle soluzioni più concrete e importanti sia l’estensione della ZES Unica a tutte le 35 isole minori italiane, inclusi i territori insulari di Toscana, Lazio e Liguria che a oggi ne sono ingiustamente esclusi. Si tratta di una battaglia di civiltà economica che stiamo portando avanti con forza al fianco dell’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), per chiedere al Governo il definitivo inserimento di tutte le realtà insulari del Centro-Nord all’interno delle agevolazioni previste per il Mezzogiorno.

Colmare questo divario è fondamentale: l’accesso ai benefici della ZES – come il credito d’imposta sugli investimenti e le semplificazioni amministrative – permetterebbe di compensare i pesanti svantaggi strutturali, logistici ed energetici che l’ANCIM denuncia da anni a carico di chi vive quotidianamente l’insularità. Offrirebbe così alle nostre imprese le condizioni favorevoli necessarie per investire, destagionalizzare l’attività produttiva, innovare e creare nuova occupazione.

Dobbiamo creare le condizioni affinché vivere all’Elba non rappresenti uno svantaggio, ma un’opportunità. Perché chi vive su un’isola deve poter avere gli stessi diritti e le stesse possibilità di chi vive sulla terraferma. E soprattutto dobbiamo pensare ai nostri giovani: dobbiamo dare loro la possibilità di studiare, lavorare, costruire una famiglia e realizzare il proprio futuro qui, senza essere costretti ad abbandonare l’isola in cui sono nati.

Questa deve essere la nostra sfida: trasformare l’insularità da limite a opportunità e garantire all’Elba e a tutto l’Arcipelago un futuro di crescita, lavoro e sviluppo.

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