Turismo: Premiate Capoliveri e Porto Azzurro, oblio per Rio

di Marco Contini

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

C’è una linea invisibile, ma profonda come un solco sulla roccia ematitica, che divide il versante orientale dell’Isola d’Elba. Da un lato il bagliore artificiale e levigato del turismo d’élite o di massa ben confezionato; dall’altro la polvere rossa di un passato industriale mai del tutto elaborato. Quando lo sbarco estivo travolge l’isola, il flusso automobilistico segue una rotta precisa, un’inerzia quasi magnetica: si corre verso i vicoli fioriti di Capoliveri o lungo le passeggiate patinate di Porto Azzurro. Rio Marina, al contrario, resta a guardare. O meglio, viene semplicemente attraversata, masticata dai pneumatici dei turisti in transito e immediatamente dimenticata. Perché questo centro minerario dal fascino arcaico non riesce a trattenere nessuno? La risposta risiede in un mix letale di deficit d’immagine, incapacità di visione strategica e una trasformazione urbana mai davvero compiuta.

Per comprendere la disfatta di Rio Marina occorre osservare chi ha vinto la guerra dell’attrattività. Capoliveri ha saputo trasformare un borgo collinare, potenzialmente isolato, in un palcoscenico a cielo aperto. I suoi vicoli inerpicati, la cura maniacale per l’arredo urbano, l’offerta enogastronomica ricercata e una programmazione di eventi mai banale l’hanno resa il baluardo dello chic elbano. Porto Azzurro, dal canto suo, ha giocato la carta del salotto marinaro: la grande piazza spalancata sul mare, il porticciolo costellato di yacht, la passeggiata sotto le imponenti mura della fortezza spagnola che regala un’atmosfera da Costa Azzurra a portata di mano. Qui il turista trova esattamente ciò che cerca nella cartolina delle vacanze: la sicurezza dell’estetica borghese, l’illusione dell’esclusività e il comfort di una movida rassicurante e ben pettinata.

E Rio Marina? Rio Marina paga lo scotto della sua stessa identità, una storia gloriosa ma “sporca” che non si è avuta la capacità di trasformare in valore turistico contemporaneo. L’impronta mineraria, invece di diventare un brand culturale potente ed esperienziale, viene percepita dal visitatore medio come un ingombro estetico. L’ingresso in paese accoglie il turista con un’architettura rigida, spigolosa, segnata da stabili ex industriali che trasudano ancora la fatica del ferro, ma privi di quel recupero illuminato che si osserva nei grandi siti europei di archeologia industriale. Il porto appare come uno scalo funzionale e arido, privo di quella poesia del molo che trasforma una passeggiata in un momento edonistico. Se Porto Azzurro è un cocktail al tramonto, Rio Marina ha troppo spesso la parvenza di un piazzale logistico spolverato di ruggine.

Il verdetto dei visitatori è impietoso: a Rio si sbarca soltanto per scappare altrove. Nessuno sceglie di fermarsi se non a cenare: passeggiare la sera non attira ne attrae perché il centro storico manca di quella continuità visiva e di quella densità di locali capaci di creare un’atmosfera awolgente. Si percepisce una freddezza urbana che respinge chiunque stia inseguendo l’immaginario del paesino mediterraneo perfetto. Perfino la sua ricchezza più grande, il Parco Minerario e quel litorale luccicante di pirite ed ematite, soffre di un racconto turistico debole, frammentato e incapace di competere con il fascino immediato delle spiagge e dei salotti dei comuni vicini. Il turista contemporaneo è pigro: non vuole decodificare un territorio complesso o faticoso; cerca la bellezza pronta all’uso, la foto per i social, la cena a lume di candela in un chiasso ben orchestrato. E Rio Marina, nella sua ruvida e un po’ incattivita autenticità, rifiuta o fallisce nel fornirgliela.

Non si tratta tuttavia di una mera questione di gusti del pubblico, ma di precise responsabilità amministrative e di un tessuto imprenditoriale storicamente miope. Per decenni ci si è illusi che l’approdo dei traghetti bastasse a garantire la prosperità economica, scambiando il semplice passaggio di veicoli per un flusso turistico reale. Si è lasciata invecchiare la ricettività alberghiera e commerciale senza imporre un restyling profondo e coraggioso. È mancata una visione d’insieme capace di coniugare la memoria operaia alla modernità: mentre Capoliveri e Porto Azzurro investivano su un marketing territoriale aggressivo, sulla valorizzazione dei dettagli e sulla riconversione delle proprie aree critiche, Rio Marina è rimasta imbrigliata nella nostalgia del piccone o nel vano tentativo di scimmiottare i vicini, senza possederne né la vocazione né la grazia visiva di chi, peraltro deve vivere di turismo, unica economia locale. 

Il risultato di questa resa strategica è una spaccatura dolorosa. Capoliveri e Porto Azzurro continuano a registrare il tutto esaurito, alimentando la bolla di una felicità da vacanza precostruita, mentre Rio Marina rimane una periferia dell’anima elbana, un fantasma di ferro e mare che i turisti osservano soltanto dal finestrino dell’automobile prima di schiacciare il piede sull’acceleratore. Se il paese non saprà reinventare i propri spazi e la propria narrativa, trasformando la sua ruvidezza industriale in un punto di forza unico invece di subirla come una condanna, continuerà inevitabilmente a essere solo una banchina di transito e una fermata d’autobus nel paradiso degli altri.

 

 

 

Marco CONTINI

17 risposte a “Turismo: Premiate Capoliveri e Porto Azzurro, oblio per Rio

  1. Antonella Rispondi

    Concordo pienamente con l’autore dell’articolo. Un paese alla deriva, senza nessuna prospettiva soprattutto per i giovani. Un paese dove le attività commerciali, ad eccezione dei ristoranti e dei supermercati, sono pressoché nulle. Pochissimi coraggiosi stanno resistendo, a prezzo di enormi sacrifici. I due bar alle 22 sono già chiusi, come ho sperimentato personalmente in pieno luglio. La valle è semplicemente oscena. Dico questo con dispiacere perché, anche se non ci sono nata, Rio è casa mia. Mamma era riese ed io ho meravigliosi ricordi della mia infanzia e della mia giovinezza. Continuerò a venire ma ogni anno è sempre peggio e non vedo il necessario impegno degli amministratori. Ma si sa a Rio è imperante il detto ‘i forestieri non ce li volemo’. Il che poteva andare finché l’economia si fonda a sull’attività delle miniere. Ma ora?

    5 Agosto 2026 alle 21:52

  2. Rio Rispondi

    Da i commenti fatti alla bella sintesi fatta dal signor marco sì capisce perché rio e ridotta in queste condizioni zero parcheggi paese sporco ed al collasso economico un paese in recessione totale tenuto in piedi da pochi disperati imprenditori senza contare le situazioni ai limiti dell’assurdo vedi fornacelle ma va bene così rimarrete sempre l’ultimo comune dell’isola

    4 Agosto 2026 alle 23:36

  3. Daniela, Alberto, Antonella, Stefano Carlotta. Rispondi

    Rio Marina e’ bellissima così!!!!!
    Veniamo da quarant’anni come turisti perché ne apprezziamo l’ originaria bellezza e il paesaggio naturalistico.
    Possiamo suggerire di realizzare un sentiero, percorribile a piedi, da vigneria fin dove possibile.E comunque se proprio avessimo voluto la confusione, saremmo andati sulla riviera romagnola.

    4 Agosto 2026 alle 17:22

  4. Piero Sartoni Rispondi

    Al Cavo neppure il giornale quotidiano e il macellaio chiuderà a breve. Il pesciaiolo, che vendeva pesce fresco, non si vede più. Alla sera nessun motivo attrattivo per uscire.
    Certamente pace infinita.

    4 Agosto 2026 alle 13:05

  5. T. Tomas Rispondi

    Il punto é un’altro, chi vive e soggiorna nel comune di Rio ha diritto ad avere lo stesso livello di servizi e lo stesso impegno da parte delle istituzioni per avere un decoro dignitoso che valorizzi il territorio. Se non avete visto che tutto questo è assente a Rio, sminuendo quello che descrivete nelle vostre romantiche risposte, andate da un’oculista bravo. Nessuno vuole i SUV e l’invasione capitalista ma forse a voi piace percorrere strade piene di buche, rischiare di rimanere isolati, non trovare parcheggi o parcheggiare sul breccino prima di fare un km a piedi e arrivare a fare le vostre adorare passeggiate in mezzo alla spazzatura e l’abbandono urbano generale. Se é così allora siete perfetti e la retorica delle vostre risposte non lascia spazio all’immaginazione.

    4 Agosto 2026 alle 11:11

  6. Max Rispondi

    Vi Dimenticate….del CAVO…😍…chi loda Capoliveri e Porto Azzurro.. probabilmente non c’ è mai stato 🤪…( Le spiagge dei 2 Comuni citati….sono per numero superiori a quelle di Rio Marina…senza dimenticare…che da Bagnaia…andando sù …c’ è Nisporto…NISPORTINO…ed altre Calette dove puoi arrivare in Barca…fino ad arrivare in Cima all punta…che poi Giri e raggiungi il Cavo…😁… dimenticavo….la Zona…di Capo d’Arco…ed Ortano 🤗…non certo meno Bella)

    4 Agosto 2026 alle 10:01

    • marco contini Rispondi

      A che lei è ad anni luce dall’aver solo percepito il senso dell’articolo. Leggete bene e pensate prima

      4 Agosto 2026 alle 11:34

  7. valdo Rispondi

    io credo, che tutto cio’ ristagni in una politica; che andando indietro nel tempo, ci porta agli anni 70 e 80; dove al tempo chi amministrava perseguiva l’obbiettivo , di mantenere l’attivita’ mineraria e quindi evitare; quello che poi e’ accaduto; la chiusura delle miniere.. bella cosa, permise agli ultimi operai, di andare in pensione.. a me personalmente , le persone che sbarcano dalla nave e attraversano il nostro centro cittadino, per dirigersi poi ad intasare; porto azzurro e capoliveri; beh ,sono c…… loro ; le solite sceneggiate dell’estate; io non vivendo di turismo; posso parlare cosi’, tanto che me ne frega… ci manchera’ il turismo, ma abbiamo una ricchezza; la nostra riesita’, non sottovalutiamoci; poco turismo, equivale a tanta storia e cultura locale….

    4 Agosto 2026 alle 9:46

  8. Marco Contini Rispondi

    Per la gentile signora Gagliardi.
    Vede cara lettrice sta di fatto che io lavoro a Milano quindi il suo invito a venirci cade nel vuoto. Che siano stupidaggini lo deve andare a dire e a convincere chi vive di Turismo. Non penso che a Porto Azzurro e a Capoliveri, comuni limitrofi citati ( ma potremmo estendere a Marciana Marina o altri ) non tengano alla tranquillità ma nell’articolo si spiega una situazione ormai al collasso. Ci rifletta. Ah, altra cosa . Io conosco molto bene l’Elba tutta , ma proprio bene e non solo come turista! Buona giornata

    4 Agosto 2026 alle 9:33

  9. Rocroasio Rispondi

    A rio marina è rimasta la vera isola d’Elba e non le verosimiglianze milanesi del naso all’insù

    4 Agosto 2026 alle 9:31

  10. cinzia gagliardi Rispondi

    Ma chi ha scritto questa stupidaggine non capisce l’importanza che esistano ancora posti autentici come Rio Marina, dove ci si sente tranquilli e a casa, tra pari e soprattutto non capisce assolutamente l’importanza di salvaguardare posti come questo che sono magicamente sfuggiti all’over turism.
    Venga a farsi un giro a Milano per comprendere cisa significa snaturare e svuotare di contenuti un luogo per renderlo appetibile alle multinazionali del commercio, delle costruzioni e per garantire una gentrificazione spaventosa.
    Vi prego Rio Marina rimanga quel che è!

    4 Agosto 2026 alle 7:54

    • Gabi Benz Rispondi

      Da 24 anni vengo a Rio nell’Elba e Rio Marina perchè è cosi. Mi sono innamorata in questo bellissimo paese e nella gente.
      Io non ho bisogno altre chose.

      4 Agosto 2026 alle 8:29

    • Stefania Rispondi

      Concordo con quanto scrive Cinzia! Rio Marina ha un sapore antico, fortunatamente non ancora inquinato da quel turismo di massa che non sa fermarsi a guardare le case arroccate tra mare e cielo, che non trova il tempo di respirare l’aria del mattino dove solo le rondini sfrecciano felici. Rio marina è ricca di ristoranti per cene romantiche o serate goliardiche, di bar per colazioni rilassate, di moli per passeggiate alla brezza marina o per soste ombreggiate a leggere un libro. Rio Marina è viva tutto l’anno, non ha bisogno del turismo rumoroso dei SUV e della musica a tutto volume. Un rifugio perfetto per chi ama la natura e cerca una vacanza all’insegna della tranquillità, quella vera.

      4 Agosto 2026 alle 8:54

      • marco contini Rispondi

        Vede anche lei non ha capito.il.senso dell’articolo. Io voglio bene al.Paese e da fruitore chi.mi conosce sa che meno gente c’è meglio e. Io guardo invece alla economia locale distrutta dalla assenza di turismo che sceglie altro. Occhio a cosa leggete e sopratutto all’obiettivo che si vuol raggiungere

        4 Agosto 2026 alle 11:33

        • Stefania Rispondi

          Se molti di noi lettori non hanno colto il senso del suo articolo forse è perché non ha espresso in modo corretto il suo pensiero. Ciò che trasmette il testo è un invito a divenire come Capoliveri o Porto azzurro, piene zeppe di turisti che neanche sanno dove si trovano e non distinguono un’alga da una poseidonia. Niente di male, hanno pane per i loro denti ma perché omologarsi? Il turismo e il suo indotto si sviluppano in molti modi differenti: probabilmente Rio Marina deve migliorare in alcuni aspetti ma per venire incontro alle necessità di chi ci vive, non per attrarre la massa di vacanzieri.

          5 Agosto 2026 alle 0:36

          • marco contini

            Contenta lei ma non penso che lo siano coloro che vivono di reddito da turismo. Forse non ha letto bene o ha capito male

            6 Agosto 2026 alle 1:05

  11. Lupi simone Rispondi

    Riomarina zero parcheggi se ti fermi un secondo sono 70 euro di multa e normale che poi i turisti se ne vanno.riomarina non merita di essere gestita da questa ammonistrazione che pensa solo al cavo e rioelba riesi mandiamoli a casa sveglia

    4 Agosto 2026 alle 6:51

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

“Mamma Roma”, oggi

di Jacopo Bononi, Presidente del Premio Letterario La Tore Isola d'Elba

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

di Luigi Lanera coordinatore Fdi Elba