Il (brutto) bando di continuità e il tardo risveglio dei sindaci

di Partito di rifondazione comunista circolo Elba

Abbiamo letto sulla stampa locale il recente intervento dei Sindaci elbani sul tema del bando per l’assegnazione del finanziamento per la Continuità Territoriale Marittima. Un intervento a dir poco tardivo visto che la Regione Toscana sta ormai perfezionando gli ultimi passaggi burocratici per l’assegnazione, o meglio per la ri-assegnazione, a TOREMAR del servizio. Da tre anni abbiamo scritto a più riprese che il BANDO era gravemente carente e completamente sbagliato. Nel dibattito tenutosi la scorsa estate alla Festa di Liberazione avevamo definito il Bando un “bando patacca” ed eravamo stati facili profeti nell’anticiparne l’esito infausto. In quella sede avevamo strappato una mezza promessa al Sindaco di Portoferraio di una riunione congiunta di tutti i consigli comunali elbani, aperta alla cittadinanza, per esaminare la questione e proporre una soluzione unitaria da presentare alla Regione Toscana nell’interesse dell’Isola. Questa mezza promessa sarebbe dovuta diventare realtà a seguito di una benemerita mozione presentata in Consiglio Comunale da Bene Comune ad approvata all’unanimità che incaricava il Sindaco di promuovere questa assemblea straordinaria. A mesi di distanza nulla si è mosso. Nel frattempo, ovviamente, la situazione dei trasporti marittimi è divenuta sempre più grave. Al Bando per la Continuità Territoriale ha partecipato solo il vecchio gestore, la TOREMAR del Gruppo Onorato. Il roboante fallimento delle politiche di privatizzazione, che la Regione Toscana e il Presidente Giani continuano a voler ignorare, impone una radicale revisione della politica dei trasporti marittimi per l’Elba e le altre isole dell’arcipelago degli ultimi 20 anni.
È necessario superare la lunga e ormai anacronistica parentesi della privatizzazione. Le conseguenze di questo tipo di politica sono sotto gli occhi di tutti: peggioramento ed inaffidabilità del servizio; navi vetuste; aumento dei tempi di navigazione; corse annullate; inquinamento delle aree portuali; costo dei biglietti altissimo. La privatizzazione è stato un fattore di sottosviluppo per l’Elba, un ostacolo al diritto alla mobilità degli elbani.
A questo punto è necessario procedere all’annullamento del Bando ed al passaggio ad una gestione pubblica. Ai Sindaci, auspicando che il loro “risveglio” non sia oltre che tardivo anche momentaneo, chiediamo di far seguire alle parole i fatti concreti. Gli interessi dell’Isola d’Elba vanno difesi adesso.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Circolo Isola d’Elba

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