Riceviamo e pubblichiamo
È ormai chiaro, come del resto era prevedibile, che la Meloni ha dato un significato politico a questo prossimo referendum sulla Riforma della Magistratura, del 22/23 marzo, non tanto sulla sua persona, come fece l’ improvvido Renzi, ma sul progetto politico della destra Fascista in Italia, non dissimile a quello improntato ad un autoritarismo militaresco, aggressivo e oppressivo, tipico delle destre mondiali e di Trump, cioè quello di smantellare la Repubblica Parlamentare italiana come impostata dalla Costituzione e trasformarla in Repubblica Presidenziale/Premierato o qualcosa di più ancora autoritario (aggiungendo anche la prevista riforma sulla cosiddetta autonomia differenziata regionale, divisiva per i diritti dei cittadini e per il Paese). Proposito e progetto, questo sulla forma di Stato, marcatamente autoritario, previsto nella prossima riforma che la Meloni presenterà in Parlamento secondo gli esiti che avrà questo prossimo referendum. È chiaro quindi che una vittoria del Si a questo prossimo referendum sulla Riforma della Magistratura aprirà la strada a quest’ altra riforma sul cosiddetto Presidenzialismo/ Premierato e quindi ad un completo rovesciamento della Costituzione. Questa è la posta politica in gioco, quindi un voto No boccerà anche questi propositi di una svolta autoritaria in Italia, sogno mai dismesso nella destra fascista italiana.


