Frequenti sospensioni delle corse marittime tra Portoferraio e Piombino riaccendono il dibattito sulla gestione del servizio e sulle valutazioni legate alla sicurezza della navigazione. Tra richiami alle competenze dei comandanti, ai controlli tecnici e al ruolo della Regione Toscana come ente concedente, vengono citati anche episodi recenti che hanno coinvolto compagnie come Toremar, Moby e Blu Navy. Una riflessione che intreccia sicurezza, continuità territoriale e diritto alla mobilità dei cittadini elbani. Questo è quello che scrive Paolo Messina in una nota stampa che pubblichiamo integralmente:
Premetto che non sono competente in materia di navigazione, ma solo un poco di trasporti pubblici ferroviari ed automobilistici. E’ da qualche anno che si assiste ad improvvisi sospensione di corse dei traghetti, ma sembra che la cosa non interessi a nessuno. Vado subito alla motivazione che mi ha spinto finalmente a scrivere qualcosa: frequenti sospensioni di servizio traghetti sulla linea Portoferraio-Piombino. Ad ogni natante credo che venga assegnata, prima del certificato di navigabilità, una classe che indica il limite di altezza delle onde che può sopportare in navigazione, quindi con altezza delle onde inferiore al limite imposto dalla categoria la nave o traghetto dovrebbe poter navigare. Purtroppo vengono sospese partenze anche quando non è superato il limite (per lo meno secondo le mie conoscenze). Si usa dire che tutto dipende dalla volontà del Comandante, ma allora, ammesso che non sia un comandante di acqua dolce, una volta che sospende il servizio dovrà relazionare immediatamente e dettagliatamente la decisione ed inviarla al più presto ad un organo tecnico dello Stato o per lo meno all’Ente concedente, oltre ad annotare le cause della mancata partenza sul giornale di bordo. Si è vero che il rischio non viene solo dal mare, infatti altri fattori entrano in gioco come: vetustà o difetti del natante, tipo e sicurezza del carico. L’Ente concedente, in questo caso la Regione Toscana, nel disciplinare di concessione dovrebbe fare menzione della situazione di “salute” dei mezzi autorizzati al servizio in concessione. Certo un traghetto che parte da Portoferraio con vento di ponente se ha problemi all’apparato di propulsione rischia di infrangersi sulla costa di Monte Grosso; se nel garage autocarri e autoarticolati non vengono bloccati con apposite catene (da molti anni, questa operazione che si chiamava “rizzamento” non viene più eseguita) c’è il rischio dello sbandamento del carico, tutti problemi che inficiano la sicurezza della navigazione. Quindi se il Comandante ritiene di non dover partire per una di queste cause può essere giustificato, ma perché queste cause sono attive? Non sta a me stabilirlo. Ci sono numerosi istituti o enti preposti: Capitanerie, Autorità Portuale di sistema, RINA, Regione Toscana(come Ente concedente)… Una situazione delicata si può presentare per l’attracco, ed è qui che si vede la capacità ed esperienza del Comandante. Qualora non sussistessero queste cause limitative per la sicurezza nel rifiuto del Comandante di partire si potrebbe raffigurare interruzione di pubblico servizio. Adesso mi dilungherò sull’argomento soppressione corse dei traghetti con relativi fatti avvenuti nel tempo di cui sono stato testimone.
Comincio da più lontano: nel 1948 da Piombino con la motonave Vittoria con fasciame in legno (lunga 34 m) che alla furia del mare reagiva con sinistri scricchiolii e l’acqua passava da parte a parte. Da Portoferraio partenza con il “Pola” forte mare di ponente, il Comandante Lorenzo Fonda parte tenendo la normale rotta, ma avvisato che alcuni passeggeri stavano male, ha portato la nave verso lo Scoglietto riprendendo poi la rotta per Piombino. Da Piombino piroscafo “Porto Azzurro” ho resistito fino al Cavo e lì sono sbarcato, per il violento e continuo sballottamento, raggiungendo poi Portoferraio con mezzi di fortuna. Sempre da Piombino traghetto “Portoferraio” (NaVARMA) forte scirocco, vietato il carico di autocarri, le auto venivano fatte salire velocemente a comando perché durante l’ormeggio la rampa di carico subiva delle forti angolazioni. Era inverno e buio ma abbiamo visto Rio Marina prima di invertire la rotta per Portoferraio. Il 12 dicembre 1982 ore 6,00, traghetto “Bastia” vento molto forte di Libeccio. Solo 4 o 5 passeggeri, vengo avvisato che la mia Land Rover si spostava nel garage per gli sbandamenti della nave. Era buio non si capiva dove era il mare ed il cielo, ad un certo punti appare una nuova costellazione, ma no era l’illuminazione del lungomare di Marciana M. e dopo vari tentativi i invertire la rotta di 180° finalmente albeggiava, la prua adesso era verso Piombino e vidi la nave Toremar partita da Portoferraio verso le 7,…che navigava direzione Piombino sotto Monte Grosso. Di recente ho assistito al fermo delle navi Moby ma sono rimasto sorpreso di vedere l’arrivo del “Lampogas” semisommerso dalle onde! Era il giorno 24 ottobre 2025, dalle 11,00 ero sul porto in attesa di disposizioni per la partenza, le Blu Navy tutte ferme, Toremar solo Marmorica, e le due Moby hanno fatto il pienone. Per notizia il “Bellini” da Rio Marina non ha saltato alcuna corsa!! Inoltre come si può giustificare la navigazione di una sola di due navi gemelle? Ma prima di partire con certezza, con un po’ di vento, bisogna farsi dare il nome del Comandante della nave? Potrei andare avanti ancora ma è meglio che mi fermi. Le foto seguenti danno una chiara idea di come viaggiavano i comandanti di allora. Ma che notizie ci sono sullo stato di avanzamento lavori della costruzione delle due nuove navi Toremar di cui il contributo di 45 milioni con fondi pnrr?



