La Toscana si conferma Regione all’avanguardia nella prevenzione del dissesto idrogeologico, puntando su conoscenza scientifica e tecnologie avanzate. Il punto della situazione è stato fatto nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati, alla presenza del presidente Eugenio Giani, del sottosegretario Bernard Dika e dei vertici regionali della Difesa del suolo e della Protezione civile, affiancati da esperti universitari e tecnici di settore. Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA, oltre il 72% del territorio toscano è interessato da aree a rischio frana, con una percentuale di pericolosità elevata superiore alla media nazionale. Un dato che riflette anche un livello di mappatura e approfondimento più avanzato rispetto ad altre Regioni. Dal 2018 la Toscana utilizza in modo strutturato il monitoraggio satellitare radar per individuare le cosiddette frane lente, rilevando movimenti del suolo anche di pochi millimetri l’anno. I dati, elaborati dall’Università di Firenze, confluiscono in un bollettino mensile a supporto delle decisioni degli enti locali. Un sistema che rende la Toscana la prima e tuttora unica Regione in Italia ad aver trasformato questa tecnologia in uno strumento operativo. “Questo monitoraggio ci consente di leggere il territorio e fare prevenzione – ha spiegato Giani – permettendoci di intervenire in oltre 500 casi negli ultimi cinque anni, con più di 200 milioni di euro investiti”. Il presidente ha inoltre auspicato una legge nazionale che estenda il modello a tutto il Paese, annunciando la disponibilità della Toscana a collaborare con la Sicilia. Accanto al monitoraggio satellitare, la Regione ha avviato studi di suscettibilità da frana e procedure operative condivise, garantendo coordinamento e supporto tecnico ai Comuni sia in fase preventiva sia nelle emergenze.


