Ripartiranno il 4 febbraio i lavori per il canile-gattile comprensoriale, un’opera attesa da anni e destinata a diventare un punto di riferimento non solo per il volontariato, ma anche per i servizi veterinari e l’accoglienza degli animali sul territorio. A fare il punto è il sindaco, che chiarisce ritardi, obiettivi e prospettive future della struttura.
«Con il canile-gattile comprensoriale a che punto siamo?».
Alla domanda, il sindaco risponde facendo chiarezza su un iter complesso, segnato da rallentamenti tecnici ma ormai giunto a una svolta decisiva. «Ci sono stati problemi in fase di accantieramento – spiega – sono stati necessari sondaggi geologici e alcune modifiche progettuali, come spesso accade nei cantieri pubblici». Negli ultimi mesi, però, sono stati raggiunti gli accordi definitivi con la ditta, la direzione lavori e la progettazione. «La data che mi è stata comunicata è il 4 febbraio: i lavori dovrebbero ripartire e concludersi entro l’anno», afferma il primo cittadino, ricordando anche la risoluzione di una delle criticità principali, ovvero lo spostamento di un palo della luce. Il sindaco invita però a superare il concetto tradizionale di “canile”. «Chiamarlo solo canile è riduttivo, soprattutto per un territorio turistico come il nostro. Questa struttura deve diventare un’opera di accoglienza veterinaria, un vero e proprio albergo-rifugio per animali». Un luogo pensato per rispondere alle esigenze di residenti e turisti, soprattutto nei casi in cui non sia possibile portare con sé l’animale, oggi sempre più considerato un membro della famiglia. Tra gli obiettivi principali c’è anche la garanzia di un servizio veterinario H24, una delle carenze più sentite sul territorio. «Da quello che ho capito – aggiunge – questa struttura potrà finalmente risolvere il problema della reperibilità continua. Serve ancora qualche mese di attesa, ma la direzione è quella giusta». Il sindaco ripercorre poi le difficoltà affrontate negli anni: «Quando sono entrato nel merito del problema me ne sono fatto carico personalmente. Le premesse c’erano da tempo, ma per anni non è stato possibile arrivare alla progettazione definitiva ed esecutiva, anche per la necessità di avere prima le risorse finanziarie». Un ringraziamento va alle associazioni di volontariato, che per lungo tempo hanno sopperito alle mancanze strutturali. «Hanno fatto enormi sacrifici – sottolinea – arrangiandosi per rispondere a un bisogno che il territorio non poteva più ignorare». Proprio per questo, la nuova struttura è destinata a diventare la loro sede di riferimento e un fiore all’occhiello per l’intera comunità. Non manca una nota personale: «Avrei gradito un po’ più di vicinanza – conclude – perché le critiche non sono state facili da affrontare. Ho studiato il caso fin dall’inizio e l’ho preso a cuore. Ora l’importante è fare squadra e mettere finalmente un punto a questa vicenda, dando ai cittadini elbani e ai turisti un servizio adeguato e stabile».
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