Negato un saluto ad un paziente prima del trasferimento

Lettera firmata

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera giunta in redazione che segnala un grave episodio avvenuto all’Ospedale di Portoferraio e solleva interrogativi su umanità e gestione delle emergenze sanitarie: la famiglia di un paziente, trasferito d’urgenza a Livorno, denuncia di non aver potuto salutare il proprio caro prima della partenza dell’ambulanza. Naturalmente daremo spazio ad eventuali repliche e precisazioni di persone o enti citati nella lettera.
Ecco il testo

Oggi ho deciso di pubblicare un post all’insegna dell’indignazione, dell’amarezza e della vergogna. Questa mattina mio suocero avrebbe dovuto avere un appuntamento alle 10 con l’anestesista presso l’Ospedale di Portoferraio. Purtroppo le sue condizioni fisiche, a causa di un grave problema alla cistifellea, sono peggiorate, costringendoci a chiamare il 118 e a farlo trasportare al Pronto Soccorso. Premetto che già questo sabato 17 gennaio, la domenica 18 e lunedì 19 vi era stato portato per problemi attinenti, senza che mai una volta fosse fatta una ecografia per capire più a fondo la problematica. Oggi, quando l’anestesista è stata rintracciata per comunicargli lo stato di mio suocero, è andata su tutte le furie quando ha saputo che nelle tre volte precedenti al Pronto Soccorso non era stata fatta alcuna ecografia. Quindi ne ha ordinata una immediatamente ( premetto che si è dimostrata una delle pochissime persone veramente umana e coscienziosa ). Dopo parecchio tempo in attesa ci viene comunicato che mio suocero deve essere portato a Livorno d’urgenza per tentare un intervento alla cistifellea con lo scopo di farlo tornare a casa sano e salvo. Inizia, così, l’attesa dell’ambulanza che avrebbe dovuto portarlo al di là del mare. Nel mentre c’è stato un cambio della guardia al Pronto Soccorso, dopo il quale poter vedere mio suocero è diventato quasi impossibile; quando l’ambulanza è arrivata, e un’infermiera ci chiede la sua borsa con gli abiti, noi chiediamo la cortesia di poterlo salutare un ultima volta, visto che i medici erano stati molto “chiari” a riguardo…la percentuale di possibilità di rivedere mio suocero vivo sarebbero state quasi nulle. La risposta dell’infermiera è stata: ” Vado a chiedere all’equipaggio dell’ambulanza”. Al ché noi ci siamo guardati in viso piuttosto straniti da questo tipo di risposta. Quando torna ci dice che l’equipaggio ha detto di “NO”, perché altrimenti avrebbero perso il traghetto. Decidiamo di uscire per chiedere all’ambulanza la cortesia di farcelo salutare un ultima volta, fin quando era ancora cosciente; l’autista dell’ambulanza abbassa il finestrino e con fare arrogante, maleducato e supponente ci risponde a malo modo: ” Volete farmi perdere il traghetto ?”. Quindi richiude il finestrino e se ne va lasciandoci lì come degli stupidi, basiti, stupiti e con tanto amaro in bocca. Io non ho mai creduto nella violenza, non ci credo e non ci crederò mai, ne a quella verbale, ne tantomeno a quella fisica, però, dopo oggi, inizio a comprendere un pò più da vicino certe vicissitudini che alcuni “OPERATORI SANITARI” vivono ultimamente…Caro autista dell’ambulanza, spero vivamente con tutto il cuore che tu non debba vivere la stessa bruttissima esperienza che oggi tu hai fatto vivere a me e alla mia famiglia…ma ricordati che chi semina vento, raccoglie tempesta !

3 risposte a “Negato un saluto ad un paziente prima del trasferimento

  1. Francesco Rispondi

    Se quell’ambulanza avesse perso il traghetto e quindi avesse perso tempo prezioso per il trasferimento le cose sarebbero potute andare molto peggio… l’autrice della lettera avrebbe perso il suocero!

    27 Gennaio 2026 alle 21:22

  2. daniela Rispondi

    Sono molto dispiaciuta per ciò che accaduto, però dovete comprendere che loro erano in urgenza e, forse un saluto saparte di tutti, creava un problema per artivare e salire sul traghetto. Posso assicurarvi che la stessa urgenza ci è statal tragitto fino all’ospedale .
    Quindi non siate stupiti perché gli operatori si sono comportati così visto che la loro priorità era il paziente. Fate un plauso a loro

    23 Gennaio 2026 alle 19:42

  3. Kikka Rispondi

    Buongiorno, sarebbe stato opportuno ed utile per l’intera comunità elbana pubblicare il nome della pubblica assistenza di cui si parla nell’articolo ; l’omertà è un pessimo indizio per la nostra civile società .

    22 Gennaio 2026 alle 10:28

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