Il 2026 sarà davvero un anno di crescita per Portoferraio? È la domanda che pone Marcello Camici prendendo spunto da un recente articolo apparso sulla stampa, nel quale il sindaco Tiziano Nocentini definisce il nuovo anno come una fase di rilancio per la città. Nel suo messaggio ai cittadini, il primo cittadino di Cosmopoli ha sottolineato come, con gli uffici comunali finalmente a regime e una struttura organizzativa più solida, tutte le energie possano essere indirizzate allo sviluppo del territorio. Tra le priorità indicate figurano quelli che il sindaco definisce “cantieri strategici”: la ristrutturazione dell’ex sede della polizia stradale e dell’arsenale delle Galeazze, la realizzazione di nuovi parcheggi, l’asfaltatura delle strade, il recupero di Palazzo Biscotteria e gli interventi di messa in sicurezza idraulica. Un elenco di opere importanti, che però, secondo Camici, non basta a definire una vera crescita. «Per essere tale – osserva – lo sviluppo deve essere anche culturale». Una crescita intesa come arricchimento della comunità attraverso conoscenza, valori, patrimonio culturale, inclusione e miglioramento degli stili di vita. In questo contesto, positiva è la notizia dei lavori di rifacimento del tetto della biblioteca comunale, chiusa dal novembre 2023 per rischio di crollo. Una biblioteca funzionante ed efficiente, sottolinea Camici, rappresenta una vera fucina di crescita culturale, luogo di lettura, studio e condivisione del sapere. Proprio alla biblioteca comunale è legata una vicenda che lo scrivente ricorda con amarezza. Nel 2017 Camici ha donato al Comune di Portoferraio alcune migliaia di libri, comprendenti opere di poesia, letteratura, arte, politica, musica, astronomia, storia, religione e filosofia. La donazione fu ufficialmente accettata dalla giunta comunale con delibera n. 27 del 15 febbraio 2017, durante il mandato del sindaco Mario Ferrari, con l’obiettivo di ampliare il patrimonio documentario e migliorare il servizio offerto ai cittadini. Tuttavia, a distanza di nove anni, quei libri non risultano ancora disponibili per la consultazione pubblica. Durante la successiva amministrazione Zini, i volumi risultavano ancora chiusi negli scatoloni. Una situazione confermata anche negli anni successivi, fino all’incontro del 2025 con l’attuale sindaco Nocentini, che ha spiegato come la collocazione dei libri avverrà con la riapertura della biblioteca. Resta però un nodo centrale: la catalogazione. Un’operazione che, come sottolinea Camici, potrebbe essere svolta anche a biblioteca chiusa e che risulta indispensabile per rendere fruibile il materiale donato. Al momento, non risulta che tale catalogazione sia mai stata effettuata. È anche per questo motivo che, di fronte all’annuncio di un 2026 come “anno di crescita”, l’ottimismo lascia spazio allo scetticismo. Senza un reale investimento sulla cultura e sulla valorizzazione delle risorse già disponibili, conclude Camici, la crescita rischia di restare incompleta.



