Un progetto innovativo di inclusione lavorativa prende forma all’Isola d’Elba e segna un primato a livello regionale. Per la prima volta in Toscana, un’azienda ha deciso di assumere alcuni detenuti del carcere di Porto Azzurro, coinvolgendoli in attività di call center svolte all’interno dell’istituto penitenziario. L’iniziativa nasce grazie all’impegno dell’associazione no profit Seconda Chance, da anni attiva sul fronte del reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute. L’obiettivo è offrire un’opportunità concreta di lavoro regolare, formazione professionale e dignità, elementi fondamentali per costruire un percorso di reintegrazione una volta scontata la pena. I detenuti selezionati potranno così maturare competenze spendibili anche all’esterno, sperimentando una realtà lavorativa strutturata e retribuita, in linea con quanto previsto dall’ordinamento penitenziario. Soddisfazione viene espressa anche dalla direzione della casa di reclusione di Porto Azzurro attraverso il TG regionale di Rai 3. «Il nostro auspicio – spiega la direttrice del penitenziario – è che questo progetto possa estendersi e diventare un modello replicabile, capace di coinvolgere altre aziende e altri istituti». Un segnale importante che arriva dall’Elba e che dimostra come il lavoro possa essere uno strumento centrale di rieducazione e di reale seconda possibilità, non solo per i detenuti, ma per l’intera comunità.



