Sabato, dieci gennaio, alle ore 16:00, presso la libreria del centro storico di Portoferraio, Mardilibri, presenteremo il libro di Maria Assunta Scannerini dal titolo, Il «Reggitor del moto». Giacomo Leopardi e Arimane. Anima Mundi Negativa.
Il saggio prende in esame l’abbozzo dell’Inno ad Arimane di Giacomo Leopardi, un tentativo di poesia filosofica dottissima che non andò a buon fine, probabilmente per la difficoltà dell’argomento e forse per i timori circa una sua esatta comprensione. Come si è cercato di dimostrare – con citazioni cospicue e spiegazioni esaustive il più possibile – infatti avrebbe dovuto trattarsi di un inno all’Arimane sincretistico, che, lungi da essere il Dio assoluto dedito al male o il demonio di certe interpretazioni, è in realtà il demone «platonico» della Natura, un’Anima Mundi negativa che è analogia del dolore e del caos morale che affliggono l’uomo civile, defraudato delle care illusioni dalla ragione.
Oltre i soliti opposti filoni: niente di “diabolico”, nessuna “bestemmia”, nessuna “notte oscura dell’anima”, nessun rinnegamento del divino. L’Inno ad Arimane infatti è la condanna del trionfo della ragione, che distrugge le illusioni e porta la barbarie, il male-nullità/il nulla maligno ovvero la conoscenza della negatività della materia: allegoricamente in Arimane, il “reggitor del moto”, l’Anima Mundi negativa che crea la materia, si identifica appunto quanto è ritenuto il massimo del materiale e del negativo, cioè la ragione umana e quanto di barbaro derivi dal suo esercizio. In questo senso l’abbozzo è un’opera che, per contrasto, rimpiange la “pietas” e l’idea del divino, deformate e quindi perse con il “progresso”; e, al tempo stesso, esprime il dolore che prova il Poeta, che troppo conosce mediante l’uso della stessa ragione, al punto di diventarne “apostolo”, cioè etimologicamente il “divulgatore” del vero filosofico, subendone e sperimentandone in prima persona la crudeltà. (L’Autrice)
Tutto ciò è sostenuto nel saggio per mezzo del confronto con altri testi leopardiani e “platonici” e con gli studi delle religioni comparate letti da Leopardi.
Maria Assunta Scannerini è nata a Portoferraio nell’Isola d’Elba, dove vive. Laureata in Lettere classiche (Pisa, 1979), è appassionata dell’opera di Giacomo Leopardi, della cultura classica greca e latina e, in filosofia, in particolare del Neoplatonismo. Ha pubblicato Arimane, la scelta delle tenebre: Giacomo Leopardi ed il Neoplatonismo orfico-mazdeistico di Giorgio Gemisto Pletone (Youcanprint, 2017) e, per la Persephone Edizioni, Il segno della ginestra: il simbolismo neoplatonico presente nella poesia La ginestra di Giacomo Leopardi (2019) e Il lume della bellezza: Arte e filosofia neoplatonica nell’Umanesimo (2022).




