Una corsa contro il tempo, conclusa fortunatamente con un lieto fine, ma che lascia aperta una riflessione importante per l’Isola d’Elba. È quanto accaduto nella giornata di giovedì 2 gennaio, quando una persona residente sull’isola è stata costretta a prendere l’ultima nave, quella delle 21.00 per raggiungere il continente e garantire cure urgenti al proprio cane. Di fronte a un’emergenza veterinaria improvvisa, nessuno dei professionisti presenti sul territorio elbano risultava reperibile in quella giornata. Una situazione che ha lasciato il proprietario senza alternative, se non quella di imbarcarsi sull’ultimo collegamento disponibile, con tutte le difficoltà e l’ansia che un trasferimento notturno comporta, soprattutto quando è in gioco la salute di un animale. Fortunatamente, una volta arrivati sul continente, il cane ha potuto ricevere le cure necessarie e oggi sta bene. Un epilogo positivo che, però, non cancella il disagio vissuto e che mette in luce una criticità strutturale: l’assenza di un servizio veterinario sempre reperibile sull’isola, anche nei giorni festivi e prefestivi. L’episodio non vuole essere una polemica, ma uno spunto costruttivo. Sempre più famiglie sull’Elba convivono con animali domestici, considerati a tutti gli effetti membri della famiglia. Garantire un presidio veterinario di emergenza rappresenta quindi un servizio essenziale, al pari di altri ambiti sanitari. Raccontare questa storia significa aiutare: aiutare chi potrebbe trovarsi nella stessa situazione in futuro e stimolare una riflessione condivisa tra istituzioni, professionisti e comunità. L’Isola d’Elba ha tutte le competenze per organizzarsi e dotarsi di una reperibilità veterinaria continuativa, capace di rispondere alle emergenze senza costringere i cittadini a lasciare il territorio. Un piccolo caso, concluso bene, che può diventare l’occasione giusta per migliorare un servizio importante per tutta l’isola



Loredana Righi
Basterebbe tenessero il telefono acceso!!! Non è che ogni giorno o ogni notte c’è un emergenza.Pero’avremmo la sicurezza che qualcuno risponde.Teneteli accesi sti cavoli di telefoniiiiii .
4 Gennaio 2026 alle 8:34
Marisa.
Chi salva una Vita salva il Mondo
Aveva detto qualcuno più importante di chi scrive….
Ma sembra che nessuna Vita valga il valore di una scelta generosa e umanitaria…..
Isola d’ Elba , chiuso per festività …
( E l’ assistenza veterinaria è al dì là del mare ..
3 Gennaio 2026 alle 16:56
MICHELE BARSOTTI
Impossibile essere in disaccordo con chi scrive l’articolo su un tema di cui si è parlato a lungo. Il servizio c’è ma purtroppo è incompleto: grazie al numero verde e ai colleghi elbani che danno la loro disponibilità vengono coperti 4 notti su 7 e certamente non basta ma in più occasioni abbiamo risposto il sabato , la domenica e nei giorni festivi. Non serve elencare le decine di interventi che vengono eseguiti senza che se ne faccia menzione, quindi è giusto provare a incentivare e ampliare il servizio che già esiste ma servono persone disponibili ai turni di notte e magari anche nei festivi. Ci abbiamo provato ma per ora non c’è stata collaborazione. Speriamo che il 2026 possa essere quello giusto.
3 Gennaio 2026 alle 16:02
Marcello Camici
Una importante riflessione apre questo episodio sulla emergenza veterinaria sull’isola come altrettanto importante riflessione è da farsi sulla emergenza clinica tempo dipendente in campo umano
3 Gennaio 2026 alle 15:37