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Una stanza per accogliere le donne vittime di violenza

Il restyling del Soroptimist allo spazio realizzato nella Compagnia Carabinieri elbana

Una stanza per accogliere le donne vittime di violenza. Dentro c’è un divanetto, una pianta, quadri colorati alle pareti, e una scrivania con le sedie . E’ la stanza “tutta per sè” all’interno della caserma della Compagnia  Carabinieri di Portoferraio che, grazie al club Soroptimist Isola d’Elba ha avuto un importante restyling che la renderà sempre più accogliente per le donne vittime di violenza che decidono di denunciare abusi, maltrattamenti e violenze.  “Sappiamo che la violenza non è mai soltanto fisica ma anche piscologica  – ha commentato il Capitano della Compagnia Carabinieri di Portoferraio, Giuseppe Boccia – ed il modo per uscirne è quello di venire a denunciare. Con il Club Soroptimist abbiamo creato un ambiente per l’ascolto, meno istituzionale, meno ufficio, più accogliente e familiare, Prevenzione, ascolto e intervento sono gli strumenti che l’arma ha disposizione per contrastare questo fenomeno”. Un progetto che per le Soroptimist viene da lontano, partita nel 2015 a livello nazionale. Ed anche la stanza nella struttura comunale che ospita la stazione e la compagnia dei carabinieri risale al 2016.  Attualmente nelle caserme italiane  dell’arma ci sono 147 stanze “per sé stesso”  e 47 nei commissariati  di polizia di stanza. “Oggi confermiamo  la continuità di questo progetto –  ha detto la presidente del club elbano Rosella Fascetti – in questi nei due anni di presidenza mi auguro  di continuare questa collaborazione e poter assicurare anche ampliamenti tecnologici”. Fin dalle origini c’ è stata la collaborazione dei servizi sociali Asl con Anna  Garfagnini, responsabile dei servizi e coordinatrice del “codice rosa”. “Un progetto molto valido – ha detto Garfagnini – perchè chi lavora con le vittime di violenza sa quanto è importante che le donne abbiamo uno spazio che le faccia sentire ascoltate e credute. Perché sappiamo che le violenze avvengono tra le mura domestiche” . Un’iniziativa per tutelare e  accompagnare chi decide di far sentire la sua voce. “Una donna che subisce violenza ha sensazione di paura – ha sottolineato Fascetti –  dubbi, solitudine e sente la distanza che ci può essere con le istituzioni. Proprio per questo , la stanza è  “per sé stessa”, a far sentire le donne meno insicure sulle loro azioni”. Anche sull’Isola ci sono stati infatti dei casi  un cui i militari hanno avuto bisogno della stanza per comprendere i fatti, dialogare con la vittima  e poi poter denunciare l’aggressione. Ed ora, rimessa a nuovo, è un tassello che va  ad aggiungersi nella rete tra istituzioni, Usl, forze dell’ordine e mondo sociale e associazionistico che sta lavorando per prevenire la violenza di genere e assistere le vittime. “Si conferma un passaggio importante nel meccanismo molto complesso della battaglia contro la violenza di genere –  ha confermato il sindaco di Portoferraio Angelo Zini – il nostro è un territorio complesso e non è esente da queste problematiche. Nel tempo ci sono state diverse situazioni di questo tipo, quindi avere a disposizione opportunità come questa, collegata  alle altre azioni e progetti istituzionali, è positivo”. Come l’iniziativa che hanno portato avanti i comuni elbani,  quella di avere una casa rifugio per le donne vittime di violenza sull’isola, a cui si affianca la stanza “per sé stessa”, il primo passo verso una nuova possibilità per le vittime di violenza .  “Questo lavoro di integrazione  e collaborazione tra associazionismo , servizi sociali , forze dell’ordine e istituzioni è la strada giusta per combattere sempre più a fondo questa piaga” ha concluso Zini.

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