Educazione all’emotività, approvato un Ordine del Giorno

Il consiglio Comunale di Portoferraio lo ha deciso nella sua seduta del 21 novembre

Il consiglio comunale di Portoferraio, nel corso della sua ultima seduta, ha approvato all’unanimità, su proposta del capogruppo di maggioranza Massimo Scelza, un ordine del giorno in merito all’introduzione di una disciplina nazionale che preveda l’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità all’interno della programmazione didattica nelle scuole primarie e in quelle secondarie di primo e secondo grado.

Questo il testo approvato:

IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che:

– i problemi connessi alla salute mentale dei giovani in età pediatrica e adolescenziale sono cresciuti significativamente con l’inizio della pandemia da Covid-19 la quale ha imposto ai governi di varare politiche di contenimento particolarmente restrittive contro la diffusione del contagio, con conseguenti limitazioni delle relazioni sociali che hanno impattato fortemente sulla vita di tutti

cittadini;

– gli effetti di distanziamento sociale, quarantena, didattica a distanza, restrizioni nella pratica ricreativa, hanno portato ad una situazione di disagio psicologico in particolare per quanto riguarda

bambini e adolescenti e sono alla base di un aumento significativo della loro esposizione – già rilevante prima della pandemia – a comportamenti molesti, contribuendo a minare, tra le altre cose,

anche benessere e sviluppo della propria identità e sessualità;

– la capacità di vivere e coltivare sentimenti ed emozioni è parte rilevante nella costruzione dell’identità di ognuno e, quindi, il bisogno di bambini e ragazzi è quello di vivere relazioni

interpersonali significative, di essere educati alle emozioni e ai sentimenti che le sostengono, per interpretare meglio se stessi e le proprie modalità espressive in un contesto che protegga e

promuova innanzitutto il benessere mentale;

Richiamati:

– la “Costituzione dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS)” entrata in vigore il 7 aprile del 1948, che ha nel suo primo principio il concetto di “salute” definito come “uno stato di completo di benessere fisico, mentale e sociale” che “non consiste solo in un assenza di malattia o d’infermità”;

– la “Dichiarazione sulla Salute mentale per l’Europa”, stipulata nell’ambito della Conferenza Ministeriale europea sulla Salute mentale Helsinki nel gennaio del 2005, in cui viene affermata

come prioritaria la “promozione della salute mentale” negli Stati membri dell’OMS;

Richiamato il Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale (PSSIR) 2018-2020, con particolare riferimento all’azione Destinatari B (Dedicato ai bambini), nella parte afferente “Ricerca e

formazione per la salute dei bambini” dove si asserisce che:

– “È durante l’infanzia e l’adolescenza che si pongono le basi per lo sviluppo e la strutturazione delle caratteristiche psichiche dell’individuo e il benessere e la salute mentale che ne possono derivare saranno le componenti essenziali della salute e della qualità della vita dei singoli individui e delle loro famiglie e un fattore che contribuirà alla coesione della comunità”;

– “Il benessere mentale del bambino implica senso di identità, autostima, relazioni sicure, stabili ed appaganti con i familiari e i coetanei, capacità di provare empatia e rispettare gli altri, di imparare, di raccogliere le sfide dell’ambiente in cui si vive, di affrontare e di gestire le più comuni fonti di stress correlate all’età, di sfruttare le risorse per una buona crescita, partecipando in maniera attiva alla vita della comunità”;

Ricordato che in un documento scientifico pubblicato nel marzo del 2022 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) viene affermato che nel primo anno della pandemia da Covid-19 la

prevalenza globale di ansia e depressione è aumentata del 25%, sottolineando in particolare come i giovani siano tra i soggetti maggiormente colpiti da questo trend e che più di altre categorie

rischiano in modo sproporzionato di sviluppare comportamenti violenti, aggressivi, suicidi e autolesionistici;

Richiamato il Piano d’azione della salute mentale dell’OMS 2013-2030 in cui si sottolinea:

– il “ruolo essenziale della salute mentale nell’ottenere salute per tutti” e la necessità di strategie globali per la promozione della prevenzione;

– l’importanza di proteggere e promuovere il benessere mentale di tutti i cittadini, in particolare dei giovani;

– l’importanza dell’attenzione al tema della salute mentale nelle politiche di salute, sociali, educative ed economiche;

– come la salute mentale e molti disordini mentali comuni siano fortemente modellati da ambienti sociali e fisici in cui le persone vivono;

Richiamati, in particolare, i suggerimenti dell’International Union for Health Promotion and Education (IUHPE) a integrazione del Piano d’azione della salute mentale dell’OMS 2013-2030 in cui si asserisce che:

– è necessario promuovere la salute mentale infantile e materna attraverso l’integrazione e la concentrazione sullo sviluppo sociale positivo, emotivo e mentale, nei servizi di sviluppo della prima infanzia, compresa l’assistenza prenatale, visite domiciliari e programmi per genitori;

– è necessario coltivare la salute mentale e il benessere di bambini e adolescenti attraverso iniziative di educazione scolastica;

– è necessario implementare programmi di rafforzamento della genitorialità e della famiglia, attraverso la scuola, per promuovere il funzionamento emotivo e comportamentale dei bambini e i

loro genitori;

– è necessario avviare programmi di responsabilizzazione della comunità (ad es. partecipazione, volontariato giovanile, microfinanza comunitaria e la gestione del debito abbinata alla formazione sulle abilità di vita e prevenzione/promozione di relazioni sane) per migliorare il capitale sociale e ambienti che promuovano la salute mentale e il benessere lungo il corso della vita;

– risulta infine necessario adottare un approccio di “salute mentale in tutte le politiche” per promuovere azioni intersettoriali che creino sostegno per la salute mentale e migliorino l’equità e la

giustizia sociale;

Rilevato che:

– in questo contesto, per raggiungere tali obiettivi, le istituzioni scolastiche possono svolgere un ruolo decisivo attraverso la promozione di progetti specifici mirati all’apprendimento di abilità utili alla gestione dell’emotività e delle relazioni sociali, con la finalità di facilitare, durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, lo sviluppo delle competenze emozionali e relazionali necessarie per gestire efficacemente le proprie relazioni interpersonali;

– attraverso l’introduzione nelle scuole di percorsi concernenti l’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità si andrebbero a sviluppare nei ragazzi abilità quali la consapevolezza

e la distinzione tra “percepire”, “sentire” e “agire”, il controllo degli impulsi emotivi e la coscienza delle conseguenze delle proprie azioni, la capacità di condividere i propri sentimenti e di

comprendere quelli altrui;

– l’educazione all’affettività, attraverso l’approfondimento della relazione tra affettività, identità di genere e stereotipi culturali, può rappresentare anche uno strumento importante di prevenzione della violenza di genere e del bullismo omobitransfobico in tutte le sue forme;

Preso atto che:

– i progetti di educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità sperimentati nelle scuole italiane non sono regolamentati e coordinati tra loro e allo stato attuale non risultano sufficienti a

fornire agli alunni gli adeguati strumenti per affrontare con consapevolezza e serenità il proprio sviluppo fronteggiando eventuali disagi, maltrattamenti o forme di malessere;

Considerato che:

– al fine di sviluppare le competenze emozionali e relazionali dei bambini e degli adolescenti, fondamentali per gestire in modo efficiente le relazioni interpersonali, sarebbe auspicabile favorire

lo sviluppo di progetti formativi specifici finalizzati alla promozione della cultura del rispetto dei diritti di tutti e del contrasto alla violenza in tutte le sue forme;

– tali progetti potrebbero essere utili per sensibilizzare bambini e adolescenti anche rispetto al tema del consenso, per prevenire l’insorgenza di comportamenti violenti, in particolare per quanto

concerne la violenza tra pari (incluso l’abuso online e il cyberbullismo), quella sessuale e quella di genere;

Richiamato il documento dell’OMS “Standard per l’educazione sessuale in Europa” (2010), in cui si sottolinea:

– l’importanza di identificare le linee guida per l’educazione sessuale negli stati membri della Regione Europea dell’OMS, con l’obiettivo di definire percorsi formativi “capaci di fornire alle ragazze e ai ragazzi informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti dell’asessualità, aiutandoli contemporaneamente a sviluppare le competenze necessarie per sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque”;

– l’importanza di favorire un approccio olistico all’educazione sessuale, basato sul concetto di “sessualità come un’area del potenziale umano (…) Un approccio che aiuta a far maturare in

bambine/i e ragazze/i quelle competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo (…) Un approccio olistico

sostiene l’empowerment di bambini e ragazzi affinché possano vivere la sessualità e le relazioni in modo appagante e allo stesso tempo responsabile”;

– la natura preventiva dell’educazione sessuale che “non solo contribuisce a evitare possibili conseguenze negative legate della sessualità, ma può anche migliorare la qualità della vita, la salute

ed il benessere, contribuendo, così, a promuovere la salute generale (…)”;

Richiamata la definizione dell’OMS di “Salute sessuale” (2006), intesa come “(…) uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità; non consiste nella semplice

assenza di malattie, disfunzioni o infermità (…) La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e soddisfatti”;

Considerato che la sfera emozionale-affettiva riveste una notevole importanza nello sviluppo dell’individuo, soprattutto nelle fasi di vita della preadolescenza e dell’adolescenza, in cui il ragazzo e la ragazza cominciano a definire le proprie scelte personali e sociali;

Sottolineato che l’introduzione organica nella didattica scolastica dell’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità aiuterebbe i ragazzi e le ragazze a vivere in modo consapevole e

sicuro le relazioni interpersonali, nel pieno rispetto di se stessi e degli altri;

Considerato che:

– attraverso azioni mirate nell’ambito educativo e formativo sarebbe possibile rassicurare i preadolescenti e gli adolescenti di fronte alle incertezze della crescita, fornendo loro la possibilità di confrontarsi sui delicati temi dello sviluppo sessuale ed affettivo, esplorando gli aspetti legati alla costruzione della propria identità;

– ciò contribuirebbe a formare cittadini responsabili e svilupperebbe nei giovani abilità utili nella gestione dell’emotività e delle relazioni sociali, con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo delle

competenze emozionali, relazionali e sessuali necessarie per affrontare efficacemente e in modo sano le proprie relazioni interpersonali nel corso della vita, improntate al rispetto di sé e degli altri;

Ricordato che l’insegnamento delle diverse discipline nelle scuole di ogni ordine e grado, precedentemente regolato da programmi didattici nazionali, è attualmente disciplinato dal Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), predisposto da ogni istituzione scolastica, il cui perno è il curricolo, che viene redatto dalle medesime istituzioni, nel rispetto degli orientamenti e dei vincoli posti dalle indicazioni nazionali;

Valutato che tra le esperienze che si sono sviluppate in Toscana, la “Scuola Città Pestalozzi”, nata nel 1945 ed ubicata a Firenze, rappresenta nel panorama nazionale un’eccellenza nell’attuazione di forme di sperimentazione metodologica e didattica e che svolge da anni un curricolo dedicato all’educazione affettiva;

Ricordato, infine, che in data 27 settembre 2022 il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una specifica mozione (n. 1008/2022) “In merito all’introduzione di una disciplina nazionale che preveda l’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità all’interno della programmazione didattica nelle scuole primarie e in quelle secondarie di primo e secondo grado”.

IMPEGNA IL SINDACO/LA GIUNTA

– ad attivarsi in tutte le sedi opportune al fine di sollecitare il Governo ed il Parlamento ad emanare una disciplina nazionale che preveda l’inserimento, in modo uniforme sull’intero territorio

nazionale, della materia dell’educazione all’emotività, all’affettività e alla sessualità all’interno della programmazione didattica delle scuole primarie e di quelle secondarie di primo e secondo grado con l’obiettivo di facilitare lo sviluppo delle competenze mozionali, relazionali e sessuali necessarie per affrontare efficacemente e in modo sano le proprie relazioni interpersonali nel corso della vita, improntate al rispetto di sé e degli altri

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