Sammuri: “La natura va da se. Sensibilità sulle tartarughe”

I nidi conseguenza della attività di conservazione ma anche del riscaldamento globale

Le tartarughe marine hanno scelto l’Elba e dopo lo scorso anno a Sant’Andrea in questa estate 2023 si contano ben quattro nidi arrivati a distanza di meno di un mese l’uno dall’altro. Una situazione nuova per l’Elba, senza dubbio significativa di alcuni cambiamenti che stanno avvenendo. E in effetti due sono gli aspetti da considerare in questa situazione, uno senz’altro positivo, l’altro un pò meno, come ci ha spiegato il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri. “La notizia positiva è che questo proliferare di nidificazioni – spiega – si può considerare il risultato di tanti anni di attività di conservazione sulla specie Caretta caretta attraverso l’individuazione e la salvaguardia dei nidi e soprattutto con i tanti centri di recupero sparsi per l’Italia che hanno recuperato e curato tartarughe ferite, poi reinserite nell’ambiente naturale. In questi anni sono state centinaia, se non migliaia”. L’aspetto negativo è che la tartaruga è favorita dal riscaldamento globale del Mediterraneo essendo un rettile, e quindi ha delle condizioni migliori rispetto a quelle che aveva prima. Si può estendere in aree più a nord risetto a qualche anno fa “e quindi – specifica – il concorso di queste due cose favorisce la ripresa di questa specie che non nidificava nelle nostre zone”. Ed ormai anche le spiagge più frequentate dai bagnanti sono scelte per la nidificazione, come ha dimostrato anche l’evento dello scorso anno sulla spiaggia di Sant’Andrea. Le tartarughe arrivano di notte e non si preoccupano molto dell’affollamento durate il giorno, di questo si fanno carico i volontari e gli enti preposti che una volta individuata la nidificazione la mettono in sicurezza. “Di notte quando la zona è buia – spiega Sammuri – per le tartarughe è semplicemente una spiaggia e non fanno caso se ci sono ombrelloni o lettini ma conta che ci sia sabbia, in modo che loro possano scavare la buca e deporre le uova. Non è un limite per loro, è più nostro perché poi dobbiamo salvaguardare il pur piccolo spazio di terreno fino alla schiusa delle uova”. Oltre che una bella soddisfazione sui risultati ottenuti sul piano della conservazione questo boom di nidificazioni è anche un biglietto da visita importante per l’Elba. “Pensare anche di poter vedere delle tartarughe adulte in mare – considera il presidente del parco – credo che sia una cosa molto bella, al di là dell’aspetto della conservazione della specie che è importantissimo. Un’esperienza molto accattivante nei nostri mari. Chiaramente se quest’anno abbiamo avuto quattro nidificazioni all’Elba, la possibilità di questi incontri diventa più frequente. La specie fino a qualche anno fa era minacciata ma ora si avvia ad essere fuori pericolo. Oggi c’è inoltre molta più sensibilità su questi aspetti. L’atteggiamento delle persone va nella direzione di lasciare tranquilla la zona dove sono state deposte le uova. Quattro nidi di tartaruga sono tanti ma sono fiducioso sulla sensibilità delle persone di fronte a questi eventi. Poi la natura va da sé e i risultati si vedono”.

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