Non abbandonate le testuggini aliene a Mola (e altrove)

Trovata dai Carabinieri Forestali una testuggine palustre americana abbandonata

Il 25 maggio i volontari di Legambiente hanno trovato una brutta sorpresa nei laghetti degli anfibi dell’aula VerdeBlu di Mola: un grosso esemplare di testuggine dalle orecchie rosse (Trachemys scripta elegans) una delle tre sottospecie di testuggini palustri americane che sono state introdotte in Italia negli anni ’70 come animali da compagnia e che presto sono diventate invasive. Nonostante questo si stima che ogni anno ne giungano nel nostro Paese circa 900.000 esemplari. Dal 1997 l’Unione Europea ha sospeso l’importazione nel territorio comunitario di una sottospecie di Trachemys scripta.

Legambiente Arcipelago Toscano ha subito avvertito il Direttore del Parco Nazionale dell’Arcipalago Toscano e il Comando dei Carabinieri Forestali del Parco che sono prontamente intervenuti per setacciare il laghetto nel quale si nascondeva la tartaruga aliena che. catturata, è stata portata all’Acquario di Marina di Campo dove ormai questi rettili abbandonati da chi li ha imprudentemente comprati sono decine.

Legambiente ringrazia i Carabinieri Forestali e il Parco Nazionale per il pronto intervento e ricorda che abbandonare animali non è solo un reato ma anche un atto scriteriato che, soprattutto in una zona umida come Mola, mette a rischio la fauna autoctona. Inoltre l’abbandono di specie aliene e il loro successivo recupero e isolamento costituiscono un danno economico per tutta la comunità. In particolare, la testuggine palustre americana è elencata dall’Unione europea come “specie aliena invasiva di rilevanza unionale”. E’ una testuggine d’acqua dolce facilmente riconoscibile per via delle vistose macchie di forma allungata ai lati del capo di colore rosso o giallo e delle strisce gialle sul collo. La corazza ossea (carapace) ha un colore verde oliva o marrone nei giovani e si scurisce progressivamente con l’età e può raggiungere fino a 30 cm di lunghezza. I maschi rispetto alle femmine sono più piccoli, hanno una coda più lunga, robusta e larga alla base, unghie molto sviluppate e il carapace è appiattito. Le femmine hanno coda e unghie corte e il carapace è arrotondato. Opportunista onnivora si ciba di una ampia varietà di piante ed animali (alghe filamentose, macrofite, lumache, larve, insetti, crostacei e piccoli vertebrati), causando danni all’intero habitat nel quale viene introdotta una di queste testuggini.

Quindi, questi rettili per prima cosa non vanno acquistati e poi, soprattutto, non vanno rilasciati nell’ambiente quando ci se ne stanca o diventano troppo ingombranti. Gli animali non sono giocattoli e la natura non è una discarica di animali invasivi, come crede evidentemente chi ha pensato male di liberarsi di una tartaruga palustre americana in una zona umida delicatissima.

Una risposta a “Non abbandonate le testuggini aliene a Mola (e altrove)

  1. Giuseppe Rispondi

    E i cinghiali?

    26 Maggio 2022 alle 21:40

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli correlati

Tartarughe marine, come comportarsi in caso di incontro

I consigli di Sergio Ventrella, ex referente Osservatorio Toscano per la Biodiversità

Lacona, tartarughe troppo disturbate. Fallita la nidificazione

Le regole da rispettare e ricordare se si trova una tartaruga marina sulla spiaggia

Aree Marine Protette e transizione ecologica, obiettivo 30%

In un convegno nazionale fra i principali relatori il presidente del PNAT Sammuri