La relazione completa del presidente degli albergatori

De Ferrari all'assemblea all'Hotel Airone ha certificato i dati della stagione 2026

Di seguito la relazione completa del presidente dell’associazione albergatori Massimo De Ferrari esposta questa mattina durante l’assemblea del 2026. L’incontro si è tenuto all’Hotel Airone di Portoferraio.

Associazione Albergatori Isola d’Elba
Assemblea del 22 ottobre 2026

Relazione del Presidente 2026

La stagione 2026 si colloca in un contesto turistico internazionale complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, maggiore attenzione ai costi di viaggio e cambiamenti nelle scelte dei consumatori. Per l’Isola d’Elba questo scenario conferma la necessità di migliorare la domanda esistente e, nello stesso tempo, di rendere la destinazione più accessibile e riconoscibile sui mercati internazionali.
1.1 L’andamento del turismo internazionale
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UN Tourism) nei primi sei mesi del 2026 gli arrivi internazionali sono cresciuti dello 0,4%, raggiungendo circa 690 milioni di viaggiatori. Il dato descrive una crescita contenuta e conferma il peso delle tensioni geopolitiche, in particolare mediorientali, dell’incertezza dei collegamenti e dell’aumento dei costi di trasporto sulle dinamiche della domanda.
Le instabilità internazionali hanno inoltre modificato la distribuzione dei flussi. Le destinazioni percepite come più sicure e facilmente raggiungibili hanno mostrato una maggiore capacità di tenuta, mentre le aree prossime ai conflitti hanno subito conseguenze più rilevanti. In questo quadro l’Europa mediterranea ha mantenuto un ruolo attrattivo, offrendo opportunità anche all’Italia.
Per l’Elba la lezione è chiara: la qualità dell’offerta deve essere accompagnata da accessibilità, continuità dei collegamenti e una promozione capace di intercettare mercati diversi da quello nazionale. La crescita futura non può dipendere da un solo e limitato bacino di domanda.
2. Turismo in Italia e Toscana
2.1 L’andamento del turismo in Italia
Sul fronte nazionale, le elaborazioni di Federalberghi sui dati provvisori ISTAT indicano, per il primo semestre 2026, 219,5 milioni di presenze, con un incremento del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La componente estera ha registrato una crescita del 4,4%, mentre quella interna è aumentata dell’1,3%. Gli ospiti stranieri rappresentano così il 59,3% delle presenze complessive secondo l’elaborazione richiamata nella bozza.

Il quadro trova una conferma nei dati del Ministero del Turismo relativi alla stagione estiva: arrivi e presenze sono aumentati del 2% rispetto al 2025; gli stranieri hanno registrato una crescita del 2,3% e gli italiani dell’1,6%. Nel mese di agosto, gli arrivi sono cresciuti del 3% e le presenze del 4,2%, con variazioni rispettivamente del 4,4% e del 2,7% per la clientela straniera e italiana.

I dati evidenziano tuttavia una divergenza tra i comparti ricettivi. Nel primo semestre le presenze alberghiere sono rimaste sostanzialmente stabili, a 123,9 milioni, con una crescita dello 0,3%, mentre il comparto extralberghiero ha raggiunto 95,6 milioni di pernottamenti, con un incremento del 7,1%. Nel bimestre giugno-luglio la dinamica è risultata più favorevole agli alberghi, che hanno registrato una crescita delle presenze del 2%, rispetto allo 0,5% delle strutture extralberghiere.
Federalberghi ha però analizzato come in questo incremento abbia inciso rilevantemente la progressiva espansione degli affitti brevi: nell’agosto 2026 gli annunci attivi su Airbnb in Italia erano 571.982, ben 38.587 in più rispetto allo stesso mese del 2025, pari a un incremento prossimo al 7%. Il fenomeno rende ancora più urgente assicurare condizioni di concorrenza equilibrate, trasparenza e parità di trattamento tra le diverse forme di ospitalità.
2.2 L’andamento del turismo in Toscana
Secondo i dati IRPET, nei primi sette mesi del 2026 le presenze in Toscana sono aumentate del 2,9% su base annua, pur con un rallentamento rispetto ai ritmi di crescita del 2025. L’incremento è stato sostenuto soprattutto dai flussi internazionali, in particolare europei, mentre la domanda italiana proveniente dalle altre regioni ha registrato una contrazione.
Le differenze tra segmenti e tipologie ricettive risultano significative. Le locazioni turistiche brevi hanno registrato una crescita del 12,5% e hanno contribuito a oltre metà dell’incremento complessivo delle presenze regionali. Nel comparto alberghiero, la crescita si è concentrata nella fascia alta: le strutture a cinque stelle sono aumentate del 4,5%, mentre gli alberghi a tre stelle hanno registrato una flessione del 4,3%.

Sempre secondo il quadro IRPET, nel mese di luglio le presenze regionali sono cresciute del 3,3%, con un incremento del 4,3% nelle località balneari. Per una regione nella quale il turismo costiero rappresenta una componente essenziale dell’offerta, questo risultato conferma l’importanza di investire nella qualità e nella competitività delle destinazioni marittime.
Il quadro nazionale e regionale suggeriscono due direzioni di lavoro: da un lato rafforzare l’offerta alberghiera, soprattutto nelle fasce più esposte alla concorrenza; dall’altro governare la crescita delle locazioni brevi in modo da preservare equilibrio competitivo, qualità e sostenibilità.
3 La stagione 2026 all’Isola d’Elba e i risultati.
3.1 I risultati del campione HBenchmark –
Lo studio HBenchmark 2026, condotto su un campione di 56 strutture ricettive, descrive per gli alberghi partecipanti un andamento complessivamente positivo rispetto al 2025. Il tasso di occupazione delle camere è aumentato del 3,6% e il prezzo medio della camera è cresciuto di 5,30 euro per notte con una stima di aumento delle presenze totali del 2,9%.
La lettura per categoria mostra risultati differenziati. Gli alberghi a due stelle hanno registrato la crescita più forte dell’occupazione, mentre gli alberghi a tre e quattro stelle hanno evidenziato un incremento più contenuto ma comunque positivo. Anche l’aumento del prezzo medio è stato più marcato nelle strutture a quattro stelle.

Indicatore HBenchmark confronto 2026/2025 Totale campione 2 stelle 3 stelle 4 stelle
Tasso di occupazione delle camere +3,6% +8,6% +3,4% +3,4%
Prezzo medio della camera per notte(ADR) +5,30 € +4,80 € +2,90 € +11,20 €
Incasso medio per camera disponibile (RevPAR) +9,10 € +13,00 € +7,30 € +10,40 €

Nel campione HBenchmark, il REV PAR, l’incasso medio generato da ciascuna camera disponibile, indicatore che combina occupazione e prezzo, è aumentato complessivamente di 9,10 euro. L’incremento più significativo è stato registrato dagli alberghi a due stelle con 13,00 euro, seguiti dalle strutture a quattro stelle con 10,40 euro, e da quelle a tre stelle con 7,30 euro.
La permanenza media è diminuita di 0,2 giorni, arrivando a 6,6 giorni, con soggiorni più brevi, ma talvolta ripetuti, grazie al turismo di prossimità.

3.2 Andamento della stagione e aspetti da monitorare
Il bilancio consolidato 2026 per l’Elba si attesta vicinissimo al traguardo dei 3.000.000 di presenze ufficiali. Tuttavia, l’analisi delle serie storiche mostra chiaramente due dinamiche di fondo:

1. Il sorpasso dell’extralberghiero. A partire dal periodo emergenziale (2020-2021), l’extralberghiero ha superato in presenze l’alberghiero.

2. Lo scarto con i primi anni 2000. L’hotelleri elbana deve ancora colmare il divario strutturale accumulato negli ultimi venticinque anni (circa 380.000 presenze alberghiere in meno rispetto ai picchi storici).

 

Presenze Elba Totali – Alberghiero ed Extralberghiero

A questo quadro si aggiunge il fenomeno non trascurabile del turismo non registrato, stimabile nell’ordine di grandezza di diversi milioni di presenze (alcuni studi condotti anni fa stimavano il sommerso in circa 5.000.000 di presenze) a fronte dei 3 milioni del comparto ufficiale.
La stagione ha avuto un avvio più lento e un andamento estivo sostanzialmente stabile, con segnali positivi nei mesi di maggio 7%, settembre 4% e ottobre 7%, mentre il trimestre estivo viene descritto come stabile.
3.3 Valutazione complessiva per le imprese alberghiere
I risultati HBenchmark indicano un miglioramento degli indicatori di occupazione, prezzo medio e ricavo per camera disponibile nel campione analizzato. Ovviamente si tratta di un segnale positivo, ma non sufficiente, da solo, a certificare un aumento della redditività di tutto il comparto.

4. Criticità e priorità per il futuro
4.1 I mercati e le abitudini di soggiorno
Per capire davvero la stagione non basta osservare le presenze. Il mercato italiano, in crescita, resta il principale per la nostra Isola, con il 67,1% delle presenze (+1,1%); persistono le difficoltà della Germania (10,2%) e della Svizzera (6,7%) in leggera diminuzione. Da valorizzare Austria (2,4%) e Stati Uniti (1,2%) in crescita.
E’interessante rilevare anche la solidità del rapporto tra clienti e strutture elbane; infatti le prenotazioni dirette rappresentano il 51,8% (+0,9%), quelle attraverso i siti web il 13,9% (+0,3%) e le OTA il 17,5% (+0,6%); il mercato risulta essere ben strutturato e poco dipendente da Tour Operator ed intermediari, limitando così le commissioni di vendita. La tendenza del mercato è sempre più orientata verso il B&B 39,8% (+2,6%) anche se il trattamento prevalente risulta essere ancora la mezza pensione 42,4% in calo però dell’1,6%. Sono indicatori utili per capire come cambia la domanda e come le nostre aziende devono adattare servizi per una clientela che desidera maggiore libertà durante il soggiorno e la possibilità di vivere esperienze sull’isola, anche enogastronomiche.
Dobbiamo inoltre monitorare con attenzione l’impatto delle ondate di calore sul settore alberghiero e non solo. Qualora tali fenomeni diventassero più frequenti e intensi, potrebbero modificare le preferenze dei clienti, ridurre la fruibilità degli spazi all’aperto e incidere sulla distribuzione della domanda lungo l’anno, con possibili ripercussioni anche sul peso economico del mese di agosto. Non si tratta di una conclusione già dimostrata, ma di un rischio concreto da valutare nell’ambito delle future strategie di investimento e di posizionamento.
Se il fenomeno dovesse consolidarsi, le aziende sarebbero chiamate ad adeguare non solo gli impianti di climatizzazione degli ambienti interni, ma anche a sviluppare soluzioni per rendere più confortevoli gli spazi all’aperto, attraverso sistemi di ombreggiamento, raffrescamento e gestione ottimizzata delle aree esterne. Dopo il Covid, infatti, l’offerta alberghiera si è orientata sempre più verso la ristorazione e le attività all’aperto, rendendo la qualità e la fruibilità di tali spazi un elemento rilevante dell’esperienza complessiva degli ospiti.
Il rischio principale è che la clientela tradizionalmente concentrata nel mese di agosto inizi a preferire destinazioni montane o soggiorni in località costiere nei mesi intermedi, caratterizzati da temperature più miti e da condizioni climatiche potenzialmente più favorevoli. Un cambiamento di questo tipo potrebbe incidere profondamente sulle politiche tariffarie, sui tassi di occupazione e sui ricavi complessivi. Agosto potrebbe progressivamente perdere il ruolo di mese di altissima stagione, mentre la crescita della domanda nei periodi di media o alta stagione potrebbe non essere sufficiente a compensare integralmente tale contrazione. Per questo motivo, gli operatori dovrebbero considerare con crescente attenzione la destagionalizzazione dell’offerta, la diversificazione dei servizi e una gestione più flessibile dei prezzi, così da distribuire la domanda su un arco temporale più ampio e ridurre la dipendenza dai periodi di picco.
IL MERCATO TURISTICO E LE OPPORTUNITA’ DI CRESCITA
Dall’analisi dei dati della stagione 2026 emerge un elemento particolarmente significativo: circa il 70% delle presenze turistiche sull’isola è rappresentato da visitatori italiani, a conferma del forte posizionamento della nostra destinazione sul mercato nazionale.
Le ragioni di questo successo sono diverse: la qualità dell’ambiente, l’attenzione alla sostenibilità, una proposta turistica particolarmente adatta alle famiglie in una fascia medio-alta, ma non certo tra le più care, la vicinanza geografica al Centro Nord Italia.
Se però confrontiamo i nostri dati con quelli dei nostri concorrenti emerge una differenza significativa: la componente internazionale rappresenta circa l’80% delle presenze a Capri, il 70% nella costiera amalfitana, il 60% in Toscana, il 50% in Sardegna, il 45% in Liguria.
La recente dichiarazione dell’Assessore al Turismo sardo al TTG di Rimini ha dimostrato che anche grazie al volo diretto con gli Stati Uniti gli arrivi internazionali sono aumentati del 18%, supportati anche da un piano promozionale di ben 31,5 milioni di Euro!
Questo dato conforta la nostra convinzione: con un piano promozionale adeguato e collegamenti funzionali l’Elba può crescere sui mercati esteri.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un cambiamento della domanda turistica: alcuni turisti hanno ridotto la propria capacità di spesa (tedeschi), mentre altri (nordamericani, brasiliani, asiatici) hanno registrato una forte presenza nelle principali città d’arte italiane.
Firenze e Roma attirano ogni anno milioni di turisti stranieri, molti dei quali potrebbero essere interessati a completare il proprio soggiorno con alcuni giorni di vacanza al mare e nella nostra isola.
L’Elba deve riuscire ad intercettare una piccola parte di questi flussi, proponendosi come la destinazione esperienziale sostenibile al mare.
Per raggiungere questo scopo, tuttavia, non basta promuovere l’isola all’estero, ma è necessario renderla facilmente raggiungibile.
4.2 Accessibilità e trasporti
Senza collegamenti efficienti non può esserci un vero sviluppo turistico. La mobilità è decisiva per la competitività di qualsiasi destinazione e lo è ancora di più per un’isola, che dipende dai collegamenti marittimi, stradali, ferroviari e aerei.
Raggiungere l’Elba è complesso per chi arriva dall’estero o viaggia senza automobile. Tempi di percorrenza, coincidenze non sempre coordinate e costi di trasporto incidono sulla scelta della destinazione e rischiano di penalizzare proprio i mercati che l’isola dovrebbe cercare di sviluppare.
L’Associazione ritiene quindi necessario lavorare su un sistema integrato che colleghi gli aeroporti, la rete ferroviaria, i servizi autobus e il porto di Piombino. Il tema non riguarda soltanto l’infrastruttura, ma anche la programmazione degli orari, la disponibilità di informazioni, l’acquisto coordinato dei servizi e la certezza del trasferimento finale verso il porto.
4.3 Strade, autobus e collegamenti con gli aeroporti
L’automobile continua a essere il mezzo principale per raggiungere l’Elba. È necessario migliorare i collegamenti stradali verso Piombino completando gli interventi sulla statale 394, mentre non si registrano progressi concreti sul progetto dell’autostrada tirrenica nel tratto Rosignano-Tarquinia.
Devono esistere anche opportunità concrete sul fronte autobus. Già operativo, nei mesi estivi, un collegamento Firenze Piombino con un tempo di percorrenza di 2 h e 20 min, connesso con il Frecciarossa e con l’aeroporto di Firenze. Manca invece il collegamento diretto tra l’aeroporto di Pisa e Piombino, che potrebbe agevolare l’arrivo di una parte di turisti internazionali. Vogliamo che chi arriva dall’estero possa raggiungere l’Elba senza dover necessariamente noleggiare un’automobile.
5. Un progetto per i collegamenti ferroviari
L’Associazione intende sostenere un progetto di miglioramento dei collegamenti tra Firenze, Roma, Campiglia Marittima, Piombino e l’Elba. L’obiettivo è rendere più semplice l’intermodalità, riducendo le attese e garantendo coincidenze organizzate tra treno, autobus e traghetto.
La proposta associativa elaborata prevede un servizio coordinato tra Firenze, Roma, la rete ferroviaria e il porto di Piombino finalizzato a migliorare l’accessibilità dell’isola sia per i turisti sia per i residenti.
Attualmente da Firenze esistono solo otto collegamenti ferroviari verso Campiglia Marittima con tempi di percorrenza medi di 2h 15min che però consentono di raggiungere Piombino Marittima in circa 4 ore a causa delle numerose fermate, dei cambi di treno e delle lunghe attese a Campiglia.
Il nostro progetto dimostra come, attraverso una riduzione delle fermate intermedie e l’introduzione in un primo momento di un autobus Campiglia-Piombino Marittima, sarebbe possibile avere 5 collegamenti. Un risultato che rappresenterebbe già un importante passo avanti.
La soluzione più efficace rimane tuttavia l’istituzione di un collegamento ferroviario dedicato tra Firenze, Pisa e Campiglia Marittima, con un servizio di trasferimento rapido e coordinato verso il porto. Chiediamo quindi alla Regione Toscana di valutare concretamente questo progetto, che potrebbe migliorare sensibilmente l’accessibilità dell’Elba sia per i turisti sia per i residenti.
Anche per quanto riguarda Roma esistono importanti margini di miglioramento. Attualmente sono previsti soltanto tre collegamenti Frecciabianca tra Roma Termini e Campiglia Marittima, con un tempo di percorrenza di circa 2 ore e 10 minuti. Anche in questo caso, tuttavia, il problema principale rimane poi il trasferimento finale verso Piombino.
La nostra proposta prevede di aggiungere tre ulteriori fermate di treni a lunga percorrenza, portando a sei i collegamenti giornalieri tra Roma e Campiglia Marittima, tutti accompagnati da un servizio di autobus in coincidenza verso il porto.
Rimane infine da affrontare in maniera strutturale il collegamento tra Campiglia Marittima e Piombino Marittima. Non possiamo continuare a lasciare ai turisti il compito di organizzare autonomamente questo trasferimento, affidandosi a taxi costosi o a servizi di autobus non sempre adeguati.
La soluzione ideale sarebbe ripristinare un collegamento diretto su rotaia, sfruttando per quanto possibile le infrastrutture ferroviarie già esistenti. Si tratta di un’ipotesi già presa in considerazione in passato dalla Regione Toscana, che meriterebbe di essere nuovamente approfondita, valutando anche sistemi di trasporto leggeri e moderni.
L’obiettivo deve essere semplice: consentire a un turista di partire da Firenze o Roma e raggiungere il porto di Piombino rapidamente, con collegamenti coordinati e senza lunghe attese.

5.1 La proposta ferroviaria: obiettivi misurabili
I benefici economici di una migliore accessibilità
Il miglioramento dei collegamenti ferroviari non rappresenterebbe soltanto un vantaggio per i turisti e i residenti, ma potrebbe generare importanti benefici economici per l’intera costa toscana e per l’Isola d’Elba.
Firenze e Roma registrano complessivamente circa 67 milioni di presenze turistiche all’anno, un bacino enorme al quale oggi l’Elba riesce ad accedere soltanto in minima parte.
Secondo le proiezioni elaborate nell’ambito del nostro progetto, riuscire a intercettare anche solo il 5% di questi flussi potrebbe generare circa 1,4 milioni di presenze aggiuntive sulla costa toscana e 900.000 all’Elba, con un impatto economico diretto stimato rispettivamente in 180 e 120 milioni di euro.
A questi importi si aggiungerebbero i benefici indiretti per le attività commerciali, i servizi e l’intera economia locale, oltre a un potenziale incremento del contributo di sbarco stimato in circa 1,15 milioni di euro.
Si tratta naturalmente di proiezioni, ma che aiutano a comprendere quanto il miglioramento dell’accessibilità possa rappresentare una concreta opportunità di sviluppo per il nostro territorio. Investire nei collegamenti con l’Elba significa quindi investire non soltanto nel turismo dell’isola, ma nell’economia di un’area molto più ampia

6. Il futuro dell’aeroporto dell’Elba
Il futuro dell’aeroporto dell’Elba
I collegamenti aerei e lo sviluppo dell’aeroporto
Un altro elemento fondamentale per il futuro turistico dell’Elba è rappresentato dall’aeroporto, una struttura che oggi dispone di potenzialità ancora largamente inespresse.
Gli attuali collegamenti sono estremamente limitati, sia per numero di destinazioni sia per capacità degli aeromobili. I voli di continuità territoriale collegano l’isola con Pisa, Firenze e, durante la stagione estiva, Milano, mentre sul fronte internazionale è presente il collegamento con la Svizzera, operato con aeromobili da circa 28 posti.
Proprio quest’ultimo collegamento ha evidenziato le difficoltà dell’attuale infrastruttura aeroportuale. A causa della lunghezza ridotta della pista e delle condizioni del vento, alcuni voli hanno dovuto essere dirottati su Grosseto, provocando disagi ai passeggeri e costi aggiuntivi per l’operatore turistico.
Nonostante queste difficoltà, l’interesse del mercato rimane concreto. L’operatore ha infatti manifestato la disponibilità a valutare un secondo collegamento tra Friedrichshafen e l’Elba, chiedendo un sostegno alle attività promozionali.
Alcuni Soci della nostra Associazione hanno contribuito a sostenere questa iniziativa, anche attraverso un incentivo economico di circa 100 euro per passeggero, con l’obiettivo di rendere più competitivo il costo del biglietto.
Riteniamo però che questi sforzi debbano essere accompagnati da una promozione mirata da parte della Gestione Associata del Turismo, concentrando una parte delle risorse sui mercati esteri dai quali esistono collegamenti aerei diretti.
Un’altra opportunità interessante è rappresentata dal progetto di collegamento tra Bastia e l’Elba. Insieme al Comune di Marciana, alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e a tre partner istituzionali corsi, abbiamo presentato un progetto nell’ambito del programma Interreg, finalizzato a sviluppare un collegamento aereo e marittimo tra le due isole.
L’aeroporto di Bastia, raggiungibile dall’Elba in circa 20 minuti di volo, dispone di numerosi collegamenti con le principali città europee e potrebbe diventare una seconda porta d’ingresso internazionale per il nostro territorio.
Le prospettive di crescita esistono quindi già oggi. Nel 2026 prevediamo di raggiungere circa 18.000 passeggeri aeroportuali, con la possibilità di superare quota 20.000 qualora si concretizzassero i nuovi collegamenti. Numeri ancora molto contenuti, che dimostrano quanto sia necessario investire nello sviluppo dell’infrastruttura.
L’ampliamento della pista: una scelta strategica per tutta l’Elba
Il vero limite rimane infatti l’attuale configurazione dell’aeroporto, che non consente di accogliere aeromobili di maggiore capacità e presenta carenze anche nei servizi offerti ai passeggeri.
Il progetto di ampliamento della pista, accompagnato dagli interventi di messa in sicurezza idraulica dell’area, rappresenta quindi un passaggio fondamentale per il futuro dell’isola.
Negli ultimi mesi sono arrivati alcuni segnali incoraggianti dalla Regione Toscana e dal Presidente Eugenio Giani, che ha più volte ribadito la volontà di portare avanti le infrastrutture strategiche già programmate.
Ci auguriamo che questi impegni possano finalmente tradursi in decisioni concrete e che i rappresentanti regionali presenti oggi possano fornire aggiornamenti precisi sullo stato del progetto, sulle risorse disponibili e sui tempi previsti.
Sappiamo che esistono diverse ipotesi progettuali per l’allungamento della pista, ciascuna con costi, vantaggi e criticità differenti. È giusto che le amministrazioni locali possano esprimersi e contribuire alla scelta della soluzione migliore.
Ma su un punto riteniamo non possano esserci divisioni: l’aeroporto non è un’infrastruttura del solo Comune di Campo nell’Elba, bensì un patrimonio strategico dell’intera isola.
Per questo chiediamo alla Regione Toscana di riconoscerne formalmente il carattere di interesse pubblico strategico e di individuare un percorso che consenta di superare le difficoltà che ne hanno finora impedito lo sviluppo, nel rispetto delle procedure previste.
Anche i Comuni elbani devono assumere una posizione comune, riconoscendo l’importanza dell’aeroporto per il futuro economico e turistico del territorio.
Riteniamo inoltre che, una volta individuata la soluzione progettuale, debba essere valutata la possibilità di destinare una parte delle risorse derivanti dal contributo di sbarco alla partecipazione ai costi di sviluppo aeroportuale.
Un aeroporto adeguato aprirebbe opportunità oggi difficilmente realizzabili: nuovi collegamenti internazionali, maggiore accessibilità per gli investitori, sviluppo del turismo nautico, incremento degli eventi sportivi e culturali, possibilità di organizzare congressi e soggiorni brevi anche al di fuori dell’alta stagione.
Non si tratta quindi soltanto di aumentare il numero dei passeggeri, ma di creare nuove opportunità economiche per l’intera isola.
Altre realtà insulari hanno dimostrato come anche un piccolo aeroporto, se adeguatamente sviluppato e collegato, possa contribuire in maniera determinante alla crescita turistica. L’Elba non può permettersi di rinunciare a questa opportunità, continuando a rimandare una decisione che riguarda il suo futuro.

6.1 Il futuro dell’aeroporto dell’Elba – I collegamenti aerei e lo sviluppo dell’aeroporto

Un altro elemento fondamentale per il futuro turistico dell’Elba è rappresentato dall’aeroporto, una struttura che oggi dispone di potenzialità ancora largamente inespresse.
Gli attuali collegamenti sono estremamente limitati, sia per numero di destinazioni sia per capacità degli aeromobili. I voli di continuità territoriale collegano l’isola con Pisa, Firenze e, durante la stagione estiva, Milano, mentre sul fronte internazionale è presente il collegamento con la Svizzera, operato con aeromobili da circa 28 posti.
Proprio quest’ultimo collegamento ha evidenziato le difficoltà dell’attuale infrastruttura aeroportuale. A causa della lunghezza ridotta della pista e delle condizioni del vento, alcuni voli hanno dovuto essere dirottati su Grosseto, provocando disagi ai passeggeri e costi aggiuntivi per l’operatore turistico.
Nonostante queste difficoltà, l’interesse del mercato rimane concreto. L’operatore ha infatti manifestato la disponibilità a valutare un secondo collegamento tra Friedrichshafen e l’Elba, chiedendo un sostegno alle attività promozionali.
Alcuni Soci della nostra Associazione hanno già contribuito a sostenere questa iniziativa, anche attraverso un incentivo economico di circa 100 euro per passeggero, con l’obiettivo di rendere più competitivo il costo del biglietto.
Riteniamo però che questi sforzi debbano essere accompagnati da una promozione mirata da parte della Gestione Associata del Turismo, concentrando una parte delle risorse sui mercati esteri dai quali esistono collegamenti aerei diretti.
Un’altra opportunità interessante è rappresentata dal progetto di collegamento tra Bastia e l’Elba. Insieme al Comune di Marciana, alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e a tre partner istituzionali corsi, abbiamo presentato un progetto nell’ambito del programma Interreg, finalizzato a sviluppare un collegamento aereo e marittimo tra le due isole.
L’aeroporto di Bastia, raggiungibile dall’Elba in circa 20 minuti di volo, dispone di numerosi collegamenti con le principali città europee e potrebbe diventare una seconda porta d’ingresso internazionale per il nostro territorio.
Le prospettive di crescita esistono quindi già oggi. Nel 2026 prevediamo di raggiungere circa 18.000 passeggeri aeroportuali, con la possibilità di superare quota 20.000 qualora si concretizzassero i nuovi collegamenti. Numeri ancora molto contenuti, che dimostrano quanto sia necessario investire nello sviluppo dell’infrastruttura.
6.2 L’ampliamento della pista: una scelta strategica per tutta l’Elba
Il vero limite rimane infatti l’attuale configurazione dell’aeroporto, che non consente di accogliere aeromobili di maggiore capacità e presenta carenze anche nei servizi offerti ai passeggeri.
Il progetto di ampliamento della pista, accompagnato dagli interventi di messa in sicurezza idraulica dell’area, rappresenta quindi un passaggio fondamentale per il futuro dell’isola.
Negli ultimi mesi sono arrivati alcuni segnali incoraggianti dalla Regione Toscana e dal Presidente Eugenio Giani, che ha più volte ribadito la volontà di portare avanti le infrastrutture strategiche già programmate.
Ci auguriamo che questi impegni possano finalmente tradursi in decisioni concrete e che i rappresentanti regionali presenti oggi possano fornire aggiornamenti precisi sullo stato del progetto, sulle risorse disponibili e sui tempi previsti.
Sappiamo che esistono diverse ipotesi progettuali per l’allungamento della pista, ciascuna con costi, vantaggi e criticità differenti. È giusto che le amministrazioni locali possano esprimersi e contribuire alla scelta della soluzione migliore.
Ma su un punto riteniamo non possano esserci divisioni: l’aeroporto non è un’infrastruttura del solo Comune di Campo nell’Elba, bensì un patrimonio strategico dell’intera isola.
Per questo chiediamo alla Regione Toscana di riconoscerne formalmente il carattere di interesse pubblico strategico e di individuare un percorso che consenta di superare le difficoltà che ne hanno finora impedito lo sviluppo, nel rispetto delle procedure previste.
Anche i Comuni elbani devono assumere una posizione comune, riconoscendo l’importanza dell’aeroporto per il futuro economico e turistico del territorio.
Riteniamo inoltre che, una volta individuata la soluzione progettuale, debba essere valutata la possibilità di destinare una parte delle risorse derivanti dal contributo di sbarco alla partecipazione ai costi di sviluppo aeroportuale.
Un aeroporto adeguato aprirebbe opportunità oggi difficilmente realizzabili: nuovi collegamenti internazionali, maggiore accessibilità per gli investitori, sviluppo del turismo nautico, incremento degli eventi sportivi e culturali, possibilità di organizzare congressi e soggiorni brevi anche al di fuori dell’alta stagione.
Non si tratta quindi soltanto di aumentare il numero dei passeggeri, ma di creare nuove opportunità economiche per l’intera isola.
Altre realtà insulari hanno dimostrato come anche un piccolo aeroporto, se adeguatamente sviluppato e collegato, possa contribuire in maniera determinante alla crescita turistica. L’Elba non può permettersi di rinunciare a questa opportunità, continuando a rimandare una decisione che riguarda il suo futuro.

7. Trasporto marittimo
Il trasporto marittimo incide direttamente sul costo e sulla percezione complessiva della vacanza. La disponibilità dei posti nei periodi di maggiore affluenza, la trasparenza delle tariffe e la possibilità di scegliere orari alternativi sono elementi essenziali per la competitività dell’Elba.
Nel 2026 le tariffe dei traghetti per i passeggeri sono aumentate mediamente del 12%, rappresentando un pesante disincentivo per i soggiorni brevi e per le strutture a 2 e 3 stelle.
La tabella sotto riportata, a sostegno di quanto detto, evidenzia il peso del costo del traghetto sul costo del soggiorno.

 

L’Associazione ritiene necessario che la Regione, nel quadro della continuità territoriale, valuti misure capaci di rendere il trasporto più accessibile per residenti, lavoratori, imprese e visitatori.
In particolare, proponiamo:
● un contributo che consenta di ridurre il costo del trasporto dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti, con effetti positivi sui costi sostenuti dalla comunità;
● l’inserimento di corse a tariffe più accessibili nelle fasce orarie meno richieste, così da offrire alternative ai viaggiatori e distribuire meglio la domanda;
● un monitoraggio periodico di disponibilità dei posti, tariffe e incidenza del viaggio sul costo complessivo del soggiorno, con dati pubblici e confrontabili.

8. Promozione, sostenibilità ed esperienze

8.1 La promozione del territorio
La seconda grande priorità per il rilancio del turismo elbano è rappresentata dalla promozione del territorio, che deve diventare più efficace, coordinata e soprattutto capace di raggiungere nuovi mercati.
L’Elba dispone di un patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico straordinario, al quale si aggiungono importanti opportunità legate alla gastronomia, ai vini, allo sport e al turismo all’aria aperta.
La nostra isola ha tutte le caratteristiche per affermarsi sempre di più come una destinazione di turismo sostenibile e di qualità, capace di offrire esperienze che vanno ben oltre la tradizionale vacanza balneare.
8.2 Sport e turismo sostenibile
In questa direzione si inserisce la proposta di creare una Sport Commission dell’Isola d’Elba, un organismo di collaborazione pubblico-privata con il compito di valorizzare le strutture sportive esistenti e sostenere l’organizzazione di manifestazioni ed eventi sportivi sul territorio.
L’obiettivo è quello di fare dell’Elba un punto di riferimento per il turismo sportivo, favorendo una maggiore collaborazione tra amministrazioni, associazioni e operatori turistici.
Le manifestazioni sportive, sia amatoriali sia professionistiche, possono infatti generare importanti ricadute economiche, oltre a contribuire alla promozione della destinazione attraverso i media e il passaparola.
Un evento sportivo ben organizzato può generare sul territorio un ritorno economico fino a tre volte il costo sostenuto per la sua realizzazione.
Si tratta di un’opportunità particolarmente interessante anche per allungare la stagione turistica, attirando visitatori nei periodi di minore affluenza.
8.3 Valorizzare le esperienze e le eccellenze dell’Elba
Il progetto di promozione dell’Elba, come il mare di Firenze e Roma, deve essere accompagnato da un’offerta turistica più ampia, capace di valorizzare tutte le eccellenze del nostro territorio.
Tra queste rientrano i percorsi enogastronomici e le cantine dell’isola, gli itinerari a piedi e in mountain bike, le attività legate al mare, alla vela e alle immersioni, oltre al patrimonio storico e culturale.
Un ruolo importante è svolto anche dai grandi eventi culturali, come il Festival della Musica e il Premio Letterario Isola d’Elba R. Brignetti, così come dai percorsi napoleonici, dalle testimonianze archeologiche e dalle numerose opportunità di visita offerte dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Stiamo inoltre lavorando con il Parco per rendere più fruibile la loro mappatura completa dei sentieri, suddivisi per livello di difficoltà, e per valorizzare ulteriormente la Grande Traversata Elbana, che può diventare uno dei principali elementi di richiamo per gli appassionati di trekking e turismo attivo.
Parallelamente, intendiamo ampliare i contenuti del nostro portale turistico, affiancando all’offerta ricettiva tutte le principali esperienze disponibili sull’isola: escursioni, cantine, ristoranti, diving, attività sportive e visite culturali.
L’obiettivo è offrire al visitatore uno strumento completo per organizzare il proprio soggiorno, facendo conoscere anche quelle opportunità che oggi non sempre riescono a ottenere la visibilità che meritano.
8.4 Il progetto Ecoalberghi
Prosegue inoltre positivamente il progetto degli Ecoalberghi dell’Elba, sviluppato in collaborazione con il Parco Nazionale.
Il gruppo ha raggiunto oltre 30 aziende aderenti, confermando il crescente interesse degli operatori verso un modello di turismo più attento all’ambiente e alla sostenibilità.
La maggior parte delle strutture partecipanti ha già ottenuto la certificazione CETS FASE2 e sta affrontando le successive tappe del percorso di miglioramento.
È un risultato importante, che dimostra come il settore alberghiero elbano possa contribuire concretamente alla tutela del territorio, facendo della sostenibilità anche un elemento distintivo della propria offerta turistica.

8.5 Una nuova organizzazione per la promozione turistica
Tutte queste iniziative, per quanto importanti, rischiano però di avere un impatto limitato senza una strategia promozionale comune e una struttura capace di realizzarla. È proprio nell’organizzazione della promozione che riteniamo necessario un cambiamento.
La Gestione Associata del Turismo rappresenta uno strumento condivisibile nei suoi principi, ma l’attuale modello operativo presenta limiti che ne riducono l’efficacia.
Il principale problema riguarda la difficoltà di programmare le attività con sufficiente anticipo. Le risorse derivanti dal contributo di sbarco diventano infatti disponibili quando la stagione turistica è già iniziata, mentre una promozione efficace deve essere pianificata e avviata almeno sei mesi prima.
Questa situazione rende cmplicato costruire campagne continuative sui mercati internazionali e programmare investimenti promozionali su più anni.
Per superare tali difficoltà, riteniamo necessario creare un organismo operativo a maggioranza pubblica, con la partecipazione dei privati, dedicato esclusivamente alla promozione turistica dell’Elba, al quale la GAT possa destinare le risorse necessarie.
La proposta di costituire una Fondazione, che aveva incontrato anche l’interesse della Regione Toscana, non ha purtroppo avuto seguito. Riteniamo tuttavia che sia necessario riprendere quel percorso, individuando una soluzione organizzativa che consenta maggiore continuità e rapidità operativa.
La promozione deve poter contare su una programmazione almeno triennale, con obiettivi chiari, risorse definite e una responsabilità gestionale ben individuata.
Anche gli operatori privati devono fare la propria parte, coordinando le iniziative individuali con la strategia generale della destinazione, evitando dispersioni di risorse e sovrapposizioni.
Solo attraverso una collaborazione concreta tra pubblico e privato sarà possibile costruire un progetto promozionale condiviso, capace di rafforzare il marchio Elba, raggiungere nuovi mercati e sostenere la crescita turistica dell’isola.
9. Riqualificazione delle imprese alberghiere

9.1 Le aziende turistiche elbane
Il turismo elbano ha conosciuto il suo principale sviluppo tra gli anni Settanta e Ottanta, quando sono nate e cresciute molte delle strutture ricettive che ancora oggi rappresentano una parte fondamentale della nostra economia.
Dopo una prima fase di forte espansione, il settore ha attraversato periodi di crescita e rallentamento, fino ad arrivare all’attuale situazione di sostanziale stabilità.
Oggi, tuttavia, molte aziende alberghiere si trovano ad affrontare una fase particolarmente delicata, caratterizzata dal ricambio generazionale, dall’aumento dei costi di gestione e dalla necessità di importanti investimenti per rinnovare le strutture.
Una parte del patrimonio alberghiero elbano presenta infatti caratteristiche ormai superate rispetto alle esigenze del mercato; molte non dispongono delle risorse necessarie per affrontare interventi di riqualificazione e ammodernamento rilevanti.
In diversi casi si preferisce quindi rinviare gli investimenti, mantenendo le strutture nelle condizioni attuali. Anche le possibili operazioni di vendita risultano spesso difficili, a causa di richieste economiche non sempre coerenti con la redditività effettiva delle aziende.
Il rischio è quello di un progressivo invecchiamento dell’offerta ricettiva, proprio mentre il mercato turistico richiede standard qualitativi sempre più elevati.
9.2 Le differenze di redditività tra le strutture alberghiere
Per comprendere meglio questa situazione abbiamo analizzato i bilanci di circa 100 aziende alberghiere della provincia di Livorno, dai quali emerge una differenza significativa nella capacità di generare redditività tra le diverse categorie di strutture.
Gli alberghi di fascia alta, con fatturati compresi tra 3 e 7 milioni di euro, dimostrano generalmente una maggiore capacità di sostenere i costi fissi e di ottenere tariffe medie più elevate.
Questo risultato è favorito anche dalla presenza di servizi complementari, come ristorazione, centri benessere, attività sportive, stabilimenti balneari e intrattenimento, che consentono di ampliare l’offerta e aumentare la spesa complessiva degli ospiti.
Si tratta inoltre di strutture che riescono ad attirare una clientela internazionale con una maggiore capacità di spesa, risultando quindi meno dipendenti dall’andamento del solo mercato nazionale.
La situazione appare invece più complessa per la fascia intermedia, rappresentata soprattutto dagli alberghi a tre stelle, che costituiscono una parte importante dell’offerta ricettiva elbana.
Queste strutture devono affrontare due difficoltà principali. La prima è legata alla forte stagionalità: molte aziende concentrano la propria attività in appena tre o quattro mesi, con evidenti difficoltà nel distribuire i costi fissi su un periodo sufficientemente lungo.
La seconda riguarda l’aumento dei costi, in particolare quelli energetici, alimentari e dei trasporti marittimi, che incidono sia sulla gestione delle aziende sia sulla capacità di spesa dei turisti.
Mentre gli alberghi di categoria superiore sono riusciti, almeno in parte, ad assorbire questi aumenti attraverso un adeguamento delle tariffe, le strutture a tre stelle incontrano maggiori difficoltà.
La loro clientela è infatti prevalentemente italiana e familiare, particolarmente sensibile al prezzo complessivo della vacanza. Di conseguenza, gli aumenti tariffari devono essere contenuti per evitare di perdere competitività, con una progressiva riduzione dei margini di redditività.
Si sta quindi creando una distanza sempre maggiore tra le strutture che riescono a investire, migliorare i servizi e raggiungere nuovi mercati e quelle che faticano a trovare le risorse per rinnovarsi.
9.3 La necessità di riqualificare l’offerta alberghiera
Questa situazione rende sempre più urgente avviare un percorso di riqualificazione del patrimonio ricettivo elbano.
9.4 Le condizioni per la riqualificazione delle imprese alberghiere
Un primo problema riguarda la necessità di realizzare e adeguare gli alloggi destinati al personale stagionale. Si tratta di un’esigenza sempre più importante, anche alla luce delle normative vigenti e del fatto che una parte significativa dei circa 12.000 lavoratori impiegati nel turismo non risiede stabilmente all’Elba.
Un secondo tema fondamentale riguarda i vincoli urbanistici e paesaggistici che interessano le strutture alberghiere esistenti.
È necessario ottenere dalla Regione Toscana e dalla Soprintendenza il riconoscimento delle condizioni che consentano alle aziende già esistenti al settembre 1985 di effettuare interventi di ristrutturazione e adeguamento, superando le limitazioni derivanti dalla legge Galasso e dalla relativa disciplina paesaggistica. Il problema riguarda una parte molto importante del nostro patrimonio alberghiero, considerando che numerose strutture si trovano entro i 300 metri dalla costa.
Non chiediamo di consentire nuovi insediamenti alberghieri, ma di mettere le imprese esistenti nelle condizioni di rinnovarsi, migliorare i servizi e continuare a essere competitive.
Per questo riteniamo indispensabile che tutti i Comuni dell’Elba adottino linee guida uniformi per gli interventi sulle strutture alberghiere esistenti. Occorre consentire l’adeguamento delle camere agli standard dimensionali minimi previsti dalla normativa regionale, evitando interpretazioni e limitazioni che impediscano gli interventi necessari.
Questo è particolarmente importante per le strutture più piccole, che spesso non dispongono degli spazi e dei servizi necessari per rispondere alle esigenze del mercato attuale.
Naturalmente, per realizzare questi interventi, le imprese devono poter disporre anche di adeguati strumenti finanziari.
Alcuni istituti bancari, tra cui Intesa Sanpaolo e Banco BPM, hanno già messo a disposizione risorse importanti per la riqualificazione delle aziende turistiche. Si tratta di iniziative positive, ma non sufficienti.
Occorrono anche finanziamenti agevolati, crediti d’imposta e strumenti di sostegno agli investimenti, capaci di accompagnare concretamente il processo di ammodernamento delle nostre strutture.
In questo quadro assume particolare importanza l’approvazione, entro la fine della legislatura, del disegno di legge n. 1837 sulle isole minori, attualmente all’esame del Senato.
9.5 Il disegno di legge sulle isole minori
Il disegno di legge sulle isole minori rappresenta un’opportunità importante per affrontare molti dei problemi strutturali che da anni condizionano lo sviluppo dell’Elba.
Pur presentando alcuni limiti, a partire dalle risorse economiche previste, pari a 18 milioni di euro per il prossimo biennio secondo il testo attualmente considerato, contiene disposizioni e proposte che potrebbero contribuire concretamente alla crescita delle nostre imprese e al miglioramento della qualità della vita sull’isola.
Tra gli interventi di maggiore interesse segnaliamo:
• L’istituzione di una Zona Economica Speciale per le isole minori, prevista dall’emendamento 3.2, che consentirebbe, secondo la proposta, di riconoscere crediti d’imposta sugli investimenti produttivi compresi tra il 15% e il 35%, in funzione della dimensione delle imprese.
• Le semplificazioni amministrative e l’accelerazione delle procedure, indispensabili per rendere più rapidi gli investimenti e gli interventi di riqualificazione.
• La possibilità di adeguare il contributo di sbarco, oggi soggetto a limiti normativi, destinando le eventuali maggiori risorse esclusivamente a finalità ambientali e promozionali.
• Il riconoscimento dell’insularità come condizione di svantaggio strutturale, principio fondamentale per garantire alle imprese e ai residenti delle isole condizioni più equilibrate rispetto ai territori continentali.
• L’introduzione del DUPIM, un documento unico di programmazione per le isole minori, di durata settennale, con l’obiettivo di coordinare gli interventi di Stato, Regione e Comuni ed evitare la frammentazione dei progetti.
• Il mantenimento dei servizi essenziali, attraverso misure di sostegno alla scuola, alla sanità e agli uffici giudiziari, fondamentali per garantire la continuità della vita economica e sociale delle comunità isolane.
• La valorizzazione del turismo esperienziale, dello sport e delle attività giovanili, anche come strumenti per attrarre nuovi visitatori nei periodi di bassa stagione.
• Il censimento e il recupero del patrimonio storico, artistico e culturale, per ampliare e qualificare l’offerta turistica dell’isola.
• L’introduzione di un marchio di qualità per le piccole produzioni agricole e artigianali locali, favorendo l’integrazione tra ricettività, enogastronomia e produzioni del territorio.
• Lo sviluppo dell’economia circolare, attraverso il miglioramento della gestione dei rifiuti e la promozione di sistemi di vuoto a rendere.
• La promozione delle energie rinnovabili e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, per ridurre i costi energetici e migliorare la sostenibilità delle attività economiche.
• Il rafforzamento del controllo sulla continuità territoriale, attraverso il coinvolgimento della cabina di regia prevista dalla proposta normativa.
Particolare attenzione merita inoltre la proposta denominata “Isola laboratorio”, sostenuta da Federalberghi attraverso un apposito emendamento.
L’obiettivo è consentire, qualora la proposta venga approvata, sperimentazioni normative e procedure semplificate per interventi di rilevanza ambientale, come il ripascimento delle spiagge, l’installazione di micro dissalatori e il recupero delle acque meteoriche.
Sono interventi concreti, che rispondono a esigenze particolarmente sentite nei territori insulari e che potrebbero contribuire a rendere l’Elba un modello di innovazione e sostenibilità.
Per queste ragioni riteniamo fondamentale che il Parlamento porti a conclusione l’iter legislativo, affinché le misure previste possano trasformarsi in strumenti effettivamente disponibili per le nostre comunità e le nostre imprese.
10 Conclusioni
L’Elba dispone di un patrimonio ambientale, paesaggistico, storico e culturale straordinario e di una tradizione di ospitalità consolidata. I risultati del campione HBenchmark mostrano segnali positivi per le strutture alberghiere nel confronto tra 2026 e 2025.
La vera sfida oggi è tornare a crescere in modo equilibrato, migliorando la qualità dell’offerta, l’accessibilità e la capacità di operare sui mercati internazionali. Per farlo occorre affrontare insieme problemi infrastrutturali, organizzativi, finanziari e ambientali che da troppo tempo limitano le potenzialità dell’isola.
Individuiamo quattro priorità:

 

Questi obiettivi sono realizzabili concretamente, ma richiedono collaborazione tra Regione, Comuni, istituzioni nazionali, operatori dei trasporti, associazioni e imprese. Nessun soggetto può realizzarli da solo. Noi continuiamo a svolgere la nostra parte progettuale con l’obiettivo comune di restituire slancio al turismo elbano e creare condizioni di competitività per le imprese e per l’intera comunità. L’isola possiede risorse e competenze per farlo; ora occorre trasformare le potenzialità in decisioni, investimenti e risultati concreti.
Grazie per l’attenzione.

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