Quattro colpi contro i vetri del dissalatore di Mola. È questo il particolare che sarebbe emerso durante un sopralluogo all’interno del cantiere dell’impianto, dove sono stati individuati altrettanti fori sulla vetrata di una struttura. L’episodio è stato denunciato dall’impresa che sta lavorando alla realizzazione dell’opera. La denuncia è stata presentata contro ignoti e saranno gli accertamenti a dover chiarire chi abbia sparato e soprattutto quando sia avvenuto il danneggiamento. I tecnici di Asa si sono accorti dei segni nella giornata di martedì. Le ipotesi in questi primi momenti di indagine sono diverse, una di queste è che potrebbero essere colpi non esplosi direttamente verso la struttura. Non è possibile stabilire, almeno al momento, se qualcuno abbia raggiunto il cantiere nelle ore immediatamente precedenti oppure se i colpi siano stati esplosi diversi giorni prima. L’area e i danni sono quindi al centro delle verifiche. Asa, informata dell’accaduto, sta seguendo l’evoluzione della vicenda in attesa di nuovi elementi. Il danneggiamento si verifica mentre il dissalatore di Mola si avvicina alla conclusione dei lavori. Il collaudo dell’impianto è previsto entro la fine del 2026. L’opera, inserita nel piano di Asa per il rafforzamento dell’approvvigionamento idrico dell’Elba, ha comportato un investimento superiore ai 23 milioni di euro. Una volta pienamente operativo, l’impianto dovrebbe arrivare a produrre circa 2,5 milioni di metri cubi di acqua dissalata. Il sistema è stato progettato per garantire una maggiore disponibilità di acqua soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico, quando i consumi sull’isola aumentano sensibilmente. Sono già stati completati diversi interventi collegati all’impianto, compresi i collegamenti con la dorsale idrica elbana, le opere di presa e restituzione a mare e le strutture realizzate nella zona di Lido di Capoliveri. Ultimati anche i lavori sulle condotte in acciaio destinate alla presa dell’acqua e alla restituzione della salamoia. Il dissalatore resta comunque un’opera al centro di un confronto che sull’Elba dura ormai da anni. Se da una parte viene indicato come uno strumento per aumentare l’autonomia idrica dell’isola nei mesi di maggiore richiesta, dall’altra sono state espresse perplessità sia sui costi dell’intervento sia sui possibili effetti sull’ambiente marino. Tra i temi più discussi ci sono proprio le modalità di restituzione in mare della salamoia e i possibili effetti sull’ecosistema del Golfo di Mola, compresa la Posidonia. Questioni che appartengono al dibattito sull’opera, mentre sul fronte del danneggiamento la priorità è ora ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e capire chi abbia esploso i quattro colpi contro la struttura


