« Siamo giunti alla conclusione della mostra “Il mare che cura, cura il mare”, – dichiara Luisa Brandi, Presidente del Soroptimist Club Isola D’Elba – un progetto che ci ha riempito di orgoglio e che racchiude in 24 scatti la potenza, la bellezza e la vitalità dell’acqua.
Queste immagini sono nate con un obiettivo profondo: portare colore, luce e speranza all’interno delle corsie dell’ospedale, un luogo dove purtroppo ci si trova spesso ad affrontare sofferenze e momenti difficili.
In queste settimane ho ascoltato le testimonianze di tante persone che, varcando la soglia della struttura, si sono soffermate davanti alle opere e hanno espresso un sincero apprezzamento per questa ventata di colore, capace di donare un momento di sollievo e serenità.
Questo viaggio straordinario tra sostenibilità, benessere e salute non sarebbe stato possibile senza l’impegno delle nostre socie. Voglio esprimere un ringraziamento a Rosella Fascetti, nostra Past Presidente, che ha ideato e fortemente voluto questo progetto durante il suo mandato. Un grazie di cuore va a Roberto Ridi, coordinatore della mostra, e a Roberto Isella responsabile del World Water Day Photo Contest, che insieme hanno tradotto in immagini d’autore la nostra visione. Infine, un ringraziamento al Direttore Sanitario del presidio elbano, Paolo Marzorati, per aver accolto e supportato fin da subito questa iniziativa nei locali del nostro ospedale – Conclude la presidente – Grazie a tutti voi per aver condiviso con il Soroptimist questo importante messaggio di cura e rispetto per il nostro mare e per la nostra salute. »
« L’ospedale è un punto di riferimento per tutta la nostra comunità isolana. – Dichiara Roberto Ridi – Coordinatore della mostra. Quando la Past Presidente Rossella Fascetti mi ha proposto questa idea, l’ho accolta immediatamente e con grandissimo entusiasmo. Ringrazio anche Luisa Brandi che ha continuato il progetto. L’ospedale è un luogo a cui purtroppo dobbiamo ricorrere nei momenti di fragilità: proprio per questo, perché non renderlo più umano e accogliente?
L’iniziativa mi è piaciuta subito moltissimo e, in qualità di membro della giuria internazionale del World Water Day Photo Contest, ho pensato che fosse l’occasione perfetta per dare al progetto un respiro globale.
Ho selezionato immagini del mare capaci di parlare un linguaggio universale. Le foto installate lungo le scale, in particolare, sono opere pluripremiate a livello internazionale.
Questo intervento non nasce come un semplice abbellimento estetico, ma porta con sé un profondo messaggio culturale legato al mare e, soprattutto, alla sua sostenibilità. Proteggere l’acqua significa proteggere la nostra stessa vita. Attraverso la bellezza di questi scatti, vogliamo sensibilizzare le persone sulla necessità urgente di preservare i nostri ecosistemi marini dall’impatto umano, ricordandoci che la salute dell’uomo e quella del pianeta sono strettamente connesse.
Il mare è l’elemento che unisce tutti noi che viviamo su un’isola. Desidero ringraziare il Direttore Sanitario Paolo Marzorati per averci concesso gli spazi ideali in cui inserire le opere. Infine, ci tengo a sottolineare con orgoglio che queste fotografie vengono donate ufficialmente all’ospedale dal World Water Day, affinché restino come patrimonio permanente di sostenibilità, speranza e bellezza per tutti. »
Dichiara Roberto Isella responsabile del World Water Day Photo Contest – la missione profonda del nostro concorso giunto alla decima edizione è, da sempre, diffondere il messaggio del valore inestimabile dell’acqua. Il progetto “Il mare che cura, cura il mare” incarna perfettamente questa visione: l’acqua è vita, e oggi più che mai abbiamo il dovere di promuoverne il risparmio, la tutela e la cura quotidiana.
In questa sede sono ospitate una selezione straordinaria di immagini firmate da grandi fotografi internazionali. Questo progetto rappresenta quindi un vero e proprio scambio culturale: l’Isola d’Elba si apre al mondo attraverso una vetrina internazionale, e allo stesso tempo il mondo intero approda sull’isola con la sua bellezza.
Siamo felici che questa installazione diventerà un’esposizione permanente dedicata all’acqua, un promemoria costante per chiunque frequenterà l’ospedale.”
A chiudere questo splendido percorso è l’ospite che ha aperto le porte della sua struttura a questa iniziativa. – Paolo Marzorati, direttore del Presidio Elbano – « L’idea che abbiamo condiviso fin dall’inizio è profonda: l’ospedale di oggi non può essere considerato solo un luogo di attività sanitarie, tecniche e mediche. È, prima di tutto, uno spazio di profonda umanità, dove le relazioni, la presenza dei familiari e la vita stessa abitano le corsie 24 ore su 24.
Proprio per questo, abbiamo sentito il dovere di rendere questi ambienti più vicini a una dimensione di bellezza, di umanità e di cultura. Anche un semplice momento di distacco dalle preoccupazioni può essere stimolato da un’opera artistica, capace di aprire uno spiraglio di sollievo. Abbiamo voluto immaginare e realizzare un percorso che rendesse più accoglienti e gradevoli i momenti di passaggio da un reparto all’altro. Il transito in ospedale non deve ridursi alla sola cura tecnica, ma deve essere intriso di umanità, offrendo conforto sia al paziente ricoverato sia all’operatore sanitario che vi lavora ogni giorno.
Questo progetto, capace di mettere insieme più punti di vista e diverse esperienze professionali, è stato il coronamento di un lavoro faticoso e molto impegnativo. Lungo questo cammino ho visto tantissima umanità. Sapere che queste opere d’arte, oggi esposte in contesti museali importantissimi a livello globale, ci sono state donate gratuitamente ci riempie di gratitudine e ci aiuta ad abitare questo luogo con più serenità e leggerezza.
Desidero rivolgere un ringraziamento speciale a tutto il personale che ha partecipato attivamente alla condivisione e alla preparazione degli spazi: grazie agli infermieri, agli OSS, all’area Tecnica e a tutti i collaboratori della struttura. Infine, il mio grazie va al fotografo Roberto Ridi, Roberto Isella e al Club Soroptimist Isola d’Elba per aver reso possibile questa straordinaria trasformazione. »



