Parcheggio a Piombino, gli elbani non sono stati ascoltati

di Giovanni Fratini

Ce l’ha di vizio l’Autorità portuale di adottare provvedimenti relativi alla circolazione e alla sosta delle auto nel porto di Piombino in piena stagione estiva . Lo ha fatto anche quest’anno con una ordinanza del Presidente Gariglio, la n°30 del 3 agosto, che dispone la cancellazione della possibilità di utilizzare l’unica area destinata da molti anni a parcheggio libero. Non sono mancate le proteste. Lucide e argomentate critiche sono state espresse su facebook da due elbani che conosco molto bene, il Dr.Andrea Meo che lavora come Segretario comunale in continente e che all’Elba viene per ragioni familiari e l’architetto Massimiliano Pardi che in continente deve spesso recarsi per l’esercizio della sua professione.
L’Autorità ha cercato di fare chiarezza con un comunicato dal tono molto “stizzito” e piuttosto arrogante sostenendo che la decisione presa “ risponde a precise e non più rimandabili esigenze di sicurezza, di viabilità e gestione dei flussi logistici dello scalo” .Ebbene mi sono andato a leggere quell’ordinanza ed ho scoperto che la vera ragione della sua adozione non sta nella impellente necessità di mettere il porto di Piombino in condizioni di sicurezza, assicurare una scorrevole viabilità ed una corretta gestione dei flussi logistici , ma semplicemente quella di “garantire un sufficiente numero di parcheggi per i lavoratori operanti a vario titolo presso il porto “. Più precisamente con “ l’esecuzione dei lavori di mitigazione ambientale del waterfront e mitigazione paesaggistica dell’intera area del porto è venuta meno la disponibilità di aree destinate al parcheggio” delle auto di quei lavoratori.
E così tutti quei lavoratori che non sono “operanti presso il porto” che hanno potuto utilizzare da anni un parcheggio libero devono arrangiarsi a trovare un posto anche fuori dall’ambito portuale, andando verso il centro di Piombino, dove secondo la Dirigenza portuale, “parcheggi liberi e senza limiti di tempo continuano ad essere regolarmente disponibili”. Che fortuna, non ce n’eravamo accorti!
D’altra parte l’Autorità ritiene di aver fatto tutto il possibile “per chi si reca quotidianamente all’isola d’Elba” cioè per i lavoratori pendolari. Questi “ sono infatti stabilmente tutelati” potendo usufruire di un parcheggio protetto ad un “costo irrisorio”E’ vero. Un vantaggio ottenuto dopo un primo provvedimento della Autorità, assurdo per non dire ridicolo, che obbligava i pendolari a sostare non più di due giorni che poi, dopo una valanga di proteste, sono diventati 5.
Sistemati i pendolari per l’Autorità esistono soltanto i turisti. Il Dr.Meo e l’Arch. Pardi hanno spiegato, invece, che esiste anche una seconda categoria di lavoratori che non sono qualificabili come pendolari e che quindi non hanno diritto ad usare quel parcheggio custodito.
Come abbia fatto la Dirigenza della Autorità a non accorgersene è davvero difficile capirlo. E come ha fatto, inoltre, a non tener conto del Codice della strada e della giurisprudenza che affermano la necessità, nella organizzazione delle aree di sosta, di una ragionevole proporzione tra i parcheggi a pagamento e quelli liberi.
Di una sola cosa la Dirigenza portuale ha certezza: di essere al comando di un grande porto nazionale o europeo.
Ma Piombino non lo è. Sarà difficile che possa aprirsi ai traffici internazionali con la vicinanza dei porti di Livorno e Civitavecchia. Anche con la ripresa della attività industriale ,sarà sempre un porto minore che dovrà far fronte, in alcuni mesi dell’anno, a flussi turistici di una certa importanza. E dovrà garantire, per tutto l’anno, questa sarà sempre la sua funzione principale, il rispetto di un diritto riconosciuto dalla normativa europea e dalla nostra Carta costituzionale e cioè il diritto di chi abita in un’isola a veder riconosciuta la così detta CONTINUITA’ TERRITORIALE con la terraferma. E quel diritto vuol dire, come è scritto nell’art.119 della Costituzione, che lo Stato, la Regione di appartenenza e chi ha la responsabilità di gestire un porto devono adoperarsi per ridurre gli svantaggi economici, sociali e culturali derivanti dalla condizione di insularità. In particolare le Autorità portuali devono anche ridurre e possibilmente eliminare gli ostacoli, le difficoltà, i disagi che deve sopportare chi, per ragioni diverse, ha necessità di attraversare il canale.
Un’ultima considerazione. Nell’ordinanza del 3 agosto scorso non è scritto che c’è stato un contatto con le Amministrazioni elbane, con i Sindaci. Non è una novità. Ma mi chiedo, assodato che i nostri Primi cittadini non sono stati ascoltati, almeno qualcuno di loro ha reagito, ha protestato? Non mi sembra. D’altra parte non hanno protestato neppure quando la Regione ha scelto come suo rappresentante nel Comitato di gestione della Autorità portuale un ex Assessore provinciale ai trasporti di Rosignano marittimo, come potevano protestare per la banale questione di un parcheggio libero soppresso?

Una risposta a “Parcheggio a Piombino, gli elbani non sono stati ascoltati

  1. isolato Rispondi

    Argomenti condivisi, tuttavia, fermo restando che la responsabilità finale è del presidente dell’Autorità portuale, il vero probelma, da sempre sono, come erano, dirigenti e funzionari della stessa autorità che avevano come unico orizzonte visivo e culturale Piombino. D’altra parte avevano avuto in dono un’autoritù specifica e li era stata fatta incetta di personale e non solo nell’ambito di un sistema relazionale locale, anche politico e tali sono rimasti. Ovevro siamo sicuri che ci siano dirigenti e funzionari all’altezza dei problemi? capaci di studiarli per trovare una soluzione logica?

    19 Agosto 2026 alle 11:53

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