Una lunga e complessa operazione di soccorso si è conclusa nella notte tra domenica 9 e lunedì 10 agosto sul Monte Capanne. I Vigili del Fuoco del distaccamento di Portoferraio sono intervenuti per raggiungere due persone che si trovavano lungo un sentiero impervio nel territorio di Marciana. Una di loro aveva accusato un malore e necessitava di assistenza. L’allarme è scattato intorno alle 20:30. La difficoltà del percorso e soprattutto l’oscurità hanno reso particolarmente complicato raggiungere la zona. Per questo è stato richiesto anche il supporto dei gestori della cabinovia di Monte Capanne, che hanno riattivato l’impianto permettendo ai soccorritori di avvicinarsi più rapidamente alla vetta. Intorno alle 21:40, la squadra dei Vigili del Fuoco e tre volontari della Croce Rossa hanno raggiunto la sommità del Monte Capanne. Da lì è iniziata la discesa lungo il percorso verso il GTE Sud, seguendo le coordinate trasmesse dalla sala operativa. La persona in difficoltà è stata individuata intorno alle 22:30. Era cosciente e ha riferito sintomi presumibilmente riconducibili a una tachicardia. Il personale sanitario ha quindi iniziato le prime operazioni di assistenza. Il problema più difficile da affrontare è stato però il recupero. Le condizioni del terreno e il sentiero impervio non consentivano infatti di utilizzare in sicurezza la barella in dotazione ai Vigili del fuoco . A quel punto, attraverso la sala operativa, è stato richiesto l’intervento di un elicottero dell’Aeronautica Militare abilitato al soccorso notturno. Il mezzo è decollato dalla base di Pomezia e ha raggiunto l’area dell’intervento per procedere al recupero. Le operazioni si sono concluse intorno all’1:00, dopo diverse ore di lavoro in condizioni particolarmente difficili. Terminato il soccorso, Vigili del Fuoco e volontari della Croce Rossa hanno dovuto affrontare anche il rientro. Per maggiore sicurezza è stato scelto un itinerario meno difficoltoso, che ha consentito alla squadra di raggiungere la zona di Monte Perone intorno alle 3:00. Una notte di lavoro intenso per i soccorritori, conclusa grazie al coordinamento tra Vigili del Fuoco, Croce Rossa, gestori della cabinovia e Aeronautica Militare.



Galileo Pagnini
Non voglio essere solo critico ma quello che è accaduto mi ha lasciato esterrefatto.
Conosco molto bene alcuni ragazzi che fanno parte dei Vigili del Fuoco di Portoferraio.
Quando nel tardo pomeriggio mi hanno sfrecciato davanti a forte velocità con due mezzi completati da una ambulanza della Croce rossa, mi è venuto di sperare che l’ intervento potesse essere di bassa gravità.
Più tardi ci siamo ritrovati nel piazzale antistante la Cabinovia.
Mi sono avvicinato per chiedere notizie e vedendo che a notte stavano mettendo in funzione i motori per far partire la cabinovia, ho pensato a qualche turista che aveva avuto dei problemi sul Monte Capanne.
Dopo aver sentito gli operatori, mi sono ricordato delle parole di mio nonno, quando mi ammoniva dicendo che le mamme degli imbecilli sono sempre incinte.
Vorrei sapere perché l’ incoscienza di una persona, tra l’ altro cardiopatica, non deve essere ritenuta sufficiente per far pagare in soldoni un intervento del genere.
Intervento che ha tenuto per almeno 6/8 ore tre mezzi e almeno 8 operatori sull’ Elba.
E poi un elicottero dell’ Areonautica militare e personale medico imbarcato a Grosseto.
Siamo in una situazione grottesca da Ottavo Padiglione !
E questo è ancora una volta, un motivo per obbligare a segnalare il grado di impegno e pericolosità di certi sentieri e soprattutto la necessità di un abbigliamento idoneo visto che troppo spesso si incontrano, su sentieri stessi,sconnessi e pericolosi, persone e bambini con ciabatte ed infradito.
12 Agosto 2026 alle 14:13
Gabriele
Chi paga il costo di tanta stupidità??? Sarà mica il maresciallo Badoglio anche a sto giro!!!!!
11 Agosto 2026 alle 17:12