Il 2 agosto Walter Calvi ha avuto nel mare di Barbarossa, una spiaggia del Comune di Porto Azzurro all’Isola d’Elba, quello che riteneva un regalo bellissimo: a 15 metri di profondità ha fotografato una tartaruga marina e poi, dopo aver pubblicato le foto sulla sua pagina Facebook, ha scritto: «Una vera emozione da condividere una Caretta caretta nuotava tranquilla sotto di me. Sono riuscito a fotografarla con una FUJIFILM sub… possodicheculo?»
Ma le immagini della tartaruga avevano qualcosa di diverso da quelle di una Caretta caretta e i volontari di Legambiente e del LIFE TurtleNest hanno cominciato a confrontarle con altre e a sospettare che ci si trovasse di fronte a qualcosa di diverso e di abbastanza eccezionale per quell’area di mare. Hanno inviato le immagini ad esperti e. prima da Cecilia Mancusi dell’Agenzia Regionale per la protezione Ambientale della Toscana (Arpat) e poi da Marco Alberto Zuffi del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, è arrivata la conferma di quel che sospettavano: non si trattava di una Caretta caretta ma di una Tartaruga Verde (Chelonia Mydas). Quindi Walter Calvi aveva fotografato qualcosa di abbastanza eccezionale.
Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe di Legambiente e parco Nazionale Arcipelago Toscano e referente locale del LIFE internazionale TurtleNest, conferma: «Questa tartaruga fotografata qualche giorno fa a Barbarossa e che probabilmente è la stessa tartaruga avvistata nei giorni precedenti a Terranera è una tartaruga verde».
Fino a poco tempo fa le tartarughe verdi erano state avvistate raramente nei mari italiani, ma recentemente – in coincidenza con le nificazioni delle Caretta carettasempre più a nord – ci sono stati diversi avvistamenti anche nel Mar Tirreno e nel Mar Ionio, ma finora mai nessuno all’Isola d’Elba. Si segnalano anche tentativi di nidificazione in Calabria, segnale di una possibile espansione del loro areale riproduttivo verso nord. E la tartaruga di Barbarossa potrebbe essere una esploratrice nel mare sempre più caldo del cambiamento climatico.
Le differenze tra Chelonia Mydas e Caretta Caretta:
Tartaruga verde
Non nidifica in Italia. Occasionalmente vengono avvistati individui giovani, prevalentemente lungo le coste pugliesi e calabresi. La specie ha una minore tolleranza alle basse temperature rispetto a Caretta caretta, in quanto è a tutti gli effetti una specie tropicale.
Nel Mediterraneo gli adulti possono raggiungere i 120 cm di lunghezza del carapace ed un peso compreso tra 100 e 200 chilogrammi.
Il carapace è dotato di quattro paia di scudi costali non sovrapposti (embricati), di colorazione bruno-olivastra con striature e macchie gialle o marmorizzate mentre il piastrone (la parte inferiore) è di colore chiaro, tra il bianco e il giallo. Gli esemplari più giovani presentano un colore più uniforme del carapace con gli arti bordati di bianco/giallo. La testa affusolata è proporzionalmente più piccola rispetto a Caretta caretta e presenta solo un paio di placche pre-frontali. Come nelle altre specie di tartaruga marina, è possibile distinguere il sesso solo negli adulti, con il maschio che presenta una coda più sviluppata e le unghie degli arti anteriori più lunghe.
Come la maggior parte delle tartarughe marine, compie importanti migrazioni, anche di migliaia di chilometri, frequentando nell’arco della vita un gran numero di località e habitat. Dopo una prima fase in cui i giovani si nutrono opportunisticamente degli organismi che incontrano in mare aperto, le tartarughe verdi diventano prevalentemente erbivore, cibandosi di piante ed alghe marine che trovano negli ambienti costieri bassi e ben illuminati.
Raggiunta la maturità sessuale, maschi e femmine si dirigono verso le aree di riproduzione. Dopo l’accoppiamento i maschi tornano ai siti di alimentazione costiera, prevalentemente localizzati lungo le coste nordafricane, mentre le femmine si dirigono verso le spiagge per la nidificazione. Al termine della stagione riproduttiva, anche le femmine migrano nuovamente verso le aree di pascolo con un’elevata fedeltà al sito.
Nel Mediterraneo la stagione riproduttiva va indicativamente da maggio a settembre, con il picco dell’attività tra giugno e luglio.
(fonte: LIFE Conceptu Maris)
Caretta caretta
In questa specie le femmine adulte misurano tra i 70 ed i 100 cm di lunghezza di carapace, con un peso medio intorno ai 70 Kg. Le maggiori dimensioni registrate sono di 120 cm di carapace per 210 Kg di peso. In genere nel Mediterraneo le dimensioni medie sono minori rispetto a quelle degli altri bacini.
La colorazione dorsale del carapace e degli arti è variabile dal bruno al bruno-rossiccio, mentre il piastrone, la pelle del collo e della parte inferiore degli arti è più chiara, dal biancastro al bruno-giallognolo. I piccoli sono completamente neri, ma dopo il primo anno di vita tendono a schiarirsi ed assumono una colorazione marrone.
Caretta caretta si distingue dalla tartaruga verde per la presenza sul capo di 4-6 placche prefrontali, mentre sul carapace presenta 5 paia di scudi costali e 3 paia di scudi inframarginali.
La Caretta caretta (o tartaruga comune) è un animale a distribuzione cosmopolita. A differenza degli altri chelonidi Caretta caretta non è strettamente legata alle acque tropicali o subtropicali ma può muoversi verso latitudini maggiori senza grossi problemi tanto che la sua distribuzione “antitropicale” viene considerata come una strategia ecologica. Il record di spostamento in acque fredde per Caretta caretta è detenuto da un giovane esemplare catturato ancora vivo nel mare di Brents nei pressi di Murmansk in Russia(68°55’N), ma per giungere in quelle acque la tartaruga deve aver superato Capo Nord (71°10’N).
(fonte: Università di Genova)






