Una catena di interventi rapidi, professionalità e collaborazione ha permesso oggi di salvare una tartaruga marina della specie Caretta caretta trovata in difficoltà nelle acque del porto di Porto Azzurro. Una storia che racconta il volto migliore della tutela del mare, dove ogni anello della catena ha avuto un ruolo determinante per offrire all’animale una concreta possibilità di sopravvivenza.
L’allarme ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi. Sotto il coordinamento della Dottoressa Mancusi, l’Associazione Elbamare e i subacquei del Cavo Diving sono intervenuti con tempestività per recuperare la tartaruga, operando con grande competenza e attenzione per garantire la sicurezza dell’animale.
Fondamentale il supporto del Comandante e del personale della Guardia Costiera di Porto Azzurro, che hanno collaborato in ogni fase dell’intervento, rendendo possibile un recupero efficace e sicuro.
Dopo essere stata messa in salvo, la Caretta caretta è stata trasferita a Cavo, dove è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo. Grazie alla disponibilità degli ormeggiatori e del personale Toremar, è stato possibile organizzare rapidamente il trasferimento verso Piombino, riducendo al minimo i tempi di percorrenza. Da lì, il personale della Capitaneria di Porto di Piombino ha preso in carico l’animale accompagnandolo fino all’Acquario di Livorno, centro di riferimento per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine.
Ad attenderla c’era il team di specialisti coordinato dal biologo Giovanni Raimondi. Nelle prossime ore la tartaruga sarà sottoposta agli accertamenti diagnostici e alle visite dei veterinari esperti dell’Acquario di Livorno, che valuteranno le sue condizioni cliniche e predisporranno il percorso di cura più adeguato con l’obiettivo di restituirla, una volta guarita, al suo ambiente naturale.
Questa operazione dimostra come la tutela della fauna marina sia il risultato di un lavoro corale, nel quale istituzioni, associazioni, operatori del mare, aziende di trasporto e professionisti mettono a disposizione competenze, esperienza e senso di responsabilità. Solo attraverso una collaborazione così efficace è possibile garantire interventi tempestivi e offrire agli animali in difficoltà le migliori possibilità di recupero.
Un sentito ringraziamento va alla Dottoressa Mancusi per il coordinamento delle operazioni, al Comandante e al personale della Guardia Costiera di Porto Azzurro, ai subacquei del Cavo Diving, all’Associazione Elbamare, agli ormeggiatori, al personale Toremar, alla Capitaneria di Porto di Portoferraio e Piombino e a tutto il team dell’Acquario di Livorno, composto da biologi, veterinari e operatori specializzati. Ognuno ha contribuito con professionalità, disponibilità e spirito di servizio a rendere possibile questo salvataggio.
Questa vicenda evidenzia anche un altro aspetto fondamentale: il ruolo dei cittadini. Il recupero è stato possibile perché qualcuno ha riconosciuto che la tartaruga era in difficoltà e ha fatto la scelta giusta, allertando immediatamente la Guardia Costiera attraverso il numero 1530. Una semplice telefonata può fare la differenza tra la vita e la morte di un animale protetto.
In caso di avvistamento di tartarughe marine, delfini, o altri cetacei in difficoltà, è importante non tentare interventi autonomi, non spostare gli animali e non arrecare loro ulteriore stress, ma contattare subito il 1530, fornendo informazioni precise sul luogo dell’avvistamento e sulle condizioni dell’animale. Saranno poi gli operatori competenti ad attivare la rete di soccorso più idonea.
Adesso l’attenzione è rivolta alle condizioni della tartaruga e al lavoro degli specialisti che se ne prenderanno cura. L’auspicio di tutti è che possa superare questo momento difficile e, una volta concluso il percorso di riabilitazione, tornare a nuotare libera nel mare dell’Arcipelago Toscano.
Perché ogni animale salvato rappresenta una vittoria per il mare e un esempio concreto di quanto si possa ottenere quando cittadini, istituzioni, associazioni e professionisti lavorano insieme per proteggere il nostro patrimonio naturale.
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