Le campane del Duomo hanno suonato alle 11:20, fermando idealmente il tempo e riportando la memoria di Portoferraio a quella mattina del 16 settembre 1943. A 83 anni di distanza, la città ha commemorato il bombardamento che devastò il cuore del capoluogo elbano e provocò una delle pagine più drammatiche della sua storia Alla cerimonia, promossa dall’Amministrazione Comunale, hanno partecipato le autorità civili, militari e religiose della città, insieme ai cittadini che hanno voluto rendere omaggio alle vittime. Un momento solenne per ricordare una tragedia che, ancora oggi, appartiene profondamente alla memoria collettiva portoferraiese. Era il 16 settembre del 1943 quando una squadriglia di bombardieri tedeschi arrivò improvvisamente sulla città. Non ci fu neppure il tempo perché le sirene d’allarme potessero avvertire la popolazione. Gli ordigni ad alto potenziale furono sganciati sul centro abitato, provocando distruzione e morte. Le bombe colpirono duramente il centro storico, le abitazioni civili, la batteria antiaerea delle Grotte e anche l’ospedale cittadino. Il bilancio fu drammatico: 116 civili persero la vita, insieme a decine di militari. Intere famiglie furono colpite e una parte importante del patrimonio urbano di Portoferraio venne gravemente danneggiata. Quel giorno non rappresentò soltanto una tragedia in termini di vite umane, ma segnò profondamente il volto della città. Portoferraio dovette fare i conti con le macerie e con il dolore, prima di iniziare il lungo percorso della ricostruzione. Nel suo intervento commemorativo, il sindaco Tiziano Nocentini ha sottolineato proprio il valore della memoria come legame tra passato e futuro. «Ricordare il 16 settembre 1943 – ha detto il sindaco – significa tenere aperta la pagina più tragica della storia di Portoferraio». Nocentini ha ricordato come la guerra abbia inferto «un colpo durissimo al cuore della nostra città», ma anche la capacità della popolazione di reagire alla devastazione. «Proprio da quelle macerie – ha sottolineato – la nostra gente ha saputo rialzarsi. Con una forza d’animo straordinaria, i nostri padri e le nostre madri hanno ricostruito non solo i muri della città, ma il nostro futuro e la nostra identità». La commemorazione, dunque, non è stata soltanto un ritorno al passato. Il significato della giornata è stato proiettato anche sul presente, attraverso un richiamo alla pace e alla necessità di non considerare mai scontati i valori conquistati dopo gli anni della guerra. «Oggi, 83 anni dopo, non compiamo un semplice esercizio di memoria – ha affermato Nocentini –. Ricordare quelle vittime significa dare valore sacro alla pace e rifiutare ogni forma di odio e violenza». Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a conoscere e custodire una pagina fondamentale della storia della propria città. «Ai giovani qui presenti dico: custodite questa storia. Le mura di Portoferraio testimoniano la forza di un popolo che non si piega. Fatevi portatori di una cultura di pace». Le campane del Duomo hanno quindi accompagnato il momento della commemorazione, nel silenzio e nel raccoglimento. Un suono che, 83 anni dopo, continua a ricordare alla città quei minuti in cui la guerra arrivò improvvisamente sulle case, sulle strade e sulla vita quotidiana dei portoferraiesi. «Grazie a tutti voi per essere qui – ha concluso il sindaco Nocentini – a testimoniare che il legame con la nostra storia è più vivo che mai». Portoferraio non dimentica. E ogni 16 settembre quella memoria torna a vivere, non soltanto per ricordare chi non c’è più, ma per riaffermare il valore della pace e della comunità.

