Un viaggio teatrale tra poesia, simbolo ed emozione, sulle orme di Dante Alighieri, per accompagnare il pubblico dalle profondità dell’Inferno fino alla ricerca della luce e dell’Infinito. È questo lo spirito di “Diamanti all’Inferno nell’Infinito”, il nuovo spettacolo della Compagnia delle Tisane, in programma all’Open Air Museum Italo Bolano che andrà in scena Martedì 4 agosto alle ore 21,15. Prenotazioni al 338 6996406 – posti limitati.
Nato da un’idea di Angela Chih, la ormai storica fondatrice e animatrice di questo gruppo, quest’anno, il secondo, la rappresentazione si presenta con una veste nuova, grazie all’intervento di Maria Assunta Scannerini, grande esperta e studiosa di Leopardi.
Ne è nato uno spettacolo originale e coraggioso per l’abbinamento di due giganti della letteratura italiana separati dal tempo e dallo spazio ma uniti qui in un interessante sodalizio artistico.
Lasciamo alle parole di Scannerini la presentazione del progetto: “Dante è «robusto a pensare» e «forte a sentire» e «intaglia e scolpisce dinanzi agli occhi del lettore le proprie idee, concetti, immagini, sentimenti», scrive Giacomo Leopardi nel suo Zibaldone: parole che dimostrano la sua ammirazione per il Sommo Poeta, cui si rivolge nella canzone “Sopra il monumento di Dante” che si preparava a Firenze. In questo spettacolo teatrale perciò si immagina che Leopardi riviva in sogno la lettura dell’Inferno dantesco e che, svegliatosi di soprassalto ed essendone suggestionato, corra al suo scrittoio a scrivere alcuni versi, seguendone il modello, e che quindi risponda alle narrazioni e alle considerazioni di Dante con le concezioni espresse nelle proprie poesie. La cantica “L’appressamento della morte” è un’opera secondaria di Giacomo Leopardi, mai pubblicata durante la sua vita; solo il primo dei cinque canti in terzine di cui è composta fu inserito, rimaneggiato, nella raccolta “Canti” con il titolo di Frammento XXXIX.
Leopardi, temendo la propria morte, scrisse i versi in questione nel 1816, a diciotto anni, ispirato dalla Divina Commedia; egli perciò si servì non solo della metrica ma anche di termini e reminiscenze testuali danteschi: guidato da un Angelo, si ritrova anch’egli nell’Aldilà e incontra anime illustri dannate e beate – tra le quali Dante – arrivando infine nel Paradiso alla visione di Cristo, di Maria e della nube raggiante in cui Dio si nasconde alla vista mortale.
Nella rappresentazione, oltre a noti versi danteschi, si presentano alcuni brani dell’”Appressamento della morte”, accompagnati da altri di liriche leopardiane più famose: “il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, la poesia dell’interrogativo esistenziale sul mistero del dolore della vita, “Amore e Morte”, in cui questo binomio classico simboleggia le uniche due consolazioni dell’esistenza, “La ginestra”, dove la pianta, pur destinata a perire ma impavida davanti alla violenza distruttrice del Vesuvio, è l’analogia dell’uomo saggio, indomito dinanzi al fato e alla Natura «matrigna», “Sopra il ritratto di una bella donna scolpito nel monumento sepolcrale della medesima”, il canto della caducità della illusione della bellezza a causa dell’ineluttabilità della morte; e si ascolta “L’infinito”, la famosa lirica del desiderio di oltrepassare il limite fisico dell’esistenza e della conoscenza sensibile per vagare nell’immensità dello spazio e del tempo.”
La figura di Leopardi è affidata all’interpretazione di Ester Cuccu, Dante verrà rappresentato da Angela Chih, che ha curato anche la regia. Gli altri personaggi danteschi saranno interpretati rispettivamente da: Lonia Fiorillo, nella doppia veste di Paolo e Francesca e del Conte Ugolino, Donatella Bartolommei sarà Farinata degli Uberti e Barbara Pollina, l’ultimo ingresso nella “Compagnia” sarà Ulisse. La scenografia è affidata a Gisella Perego.
La cornice dell’Open Air Museum Italo Bolano, dove arte contemporanea e natura convivono in perfetta armonia, offrirà un’ambientazione particolarmente evocativa. Le opere del museo e gli spazi all’aperto diventeranno parte integrante della rappresentazione, contribuendo a creare un dialogo tra teatro, paesaggio e poesia.
Lo spettacolo si inserisce nel programma culturale estivo del Museo Bolano, che continua a proporre eventi capaci di unire linguaggi artistici diversi e di avvicinare il pubblico ai grandi temi della cultura. Un’occasione per riscoprire Dante attraverso una lettura originale, nella quale il viaggio nell’Inferno diventa un percorso di conoscenza di sé e, infine, un’apertura verso l’infinito.
Nella foto (arch. F.I.B.) l’interpretazione di Diamanti all’Inferno dello scorso anno


