Un’analisi approfondita sul sistema economico dell’Isola d’Elba mette in luce opportunità e fragilità che richiedono interventi mirati e tempestivi. È quanto emerge dal dossier elaborato da Confindustria Toscana Centro e Costa, che accende i riflettori sulla necessità di misure specifiche per sostenere le imprese insulari. A sottolinearlo è Giacomo Buzzoni vicepresidente della sezione cantieristica e nautica di Confindustria Toscana Centro e Costa, che invita a superare le politiche generaliste, spesso poco efficaci per territori con caratteristiche uniche come quelle delle isole minori. «È il momento – evidenzia – di pensare a un vero progetto di reindustrializzazione», capace di coniugare sviluppo economico e sostenibilità. Tra i nodi principali emergono le criticità legate alla logistica, ai costi di trasporto e alla dimensione ridotta del mercato locale, fattori che incidono sulla competitività delle aziende. Nonostante ciò, il territorio elbano presenta anche importanti potenzialità, grazie alla qualità delle produzioni, al turismo e alla presenza di competenze consolidate in diversi settori. Il dossier evidenzia come una strategia efficace debba puntare su incentivi mirati, semplificazione burocratica e investimenti infrastrutturali. Solo così sarà possibile trasformare le vulnerabilità in opportunità, garantendo alle imprese locali gli strumenti necessari per crescere e competere. In questo scenario, l’Elba si conferma un territorio che, pur nelle difficoltà, può diventare laboratorio di sviluppo per le isole minori, a patto che le istituzioni sappiano cogliere le esigenze specifiche e tradurle in azioni concrete.
Le dichiarazioni del vicepresidente della sezione cantieristica e nautica di Confindustria Toscana Centro e Costa Giacomo Buzzoni.
Punto di partenza focus sulla sezione cantieristica, grazie alla conoscenza diretta con l’azienda di famiglia il cantiere refit Esaom Cesa di Portoferraio. La cantieristica da refit, settore in cui operiamo a Portoferraio, è un comparto ad altissima specializzazione che richiede investimenti rilevanti in infrastrutture, macchinari e capitale umano. Con la crescita, negli ultimi anni, delle dimensioni delle imbarcazioni prodotte in Italia, la vera sfida non è più soltanto accogliere queste unità, ma creare ecosistemi capaci di supportarle in modo completo, dall’ormeggio alle lavorazioni, rispondendo in maniera integrata a tutte le loro esigenze tecniche, logistiche e operative. Confindustria ha infatti recentemente siglato un accordo con NAVIGO per sostenere uno sviluppo coordinato e congiunto della nautica, inclusa quella dell’Isola d’Elba.
FOCUS ISOLA d’ELBA
Una delle maggiori criticità per l’Elba è la discontinuità territoriale che genera costi logistici più elevati, minori economie di scala e maggior complessità nei collegamenti di merci e persone, con effetti diretti su competitività delle imprese, attrazione di investimenti e qualità del lavoro.
Abbiamo ridotto l’impatto di questa criticità con partnership e collaborazioni, ma l’insularità nel contesto di un’isola minore rappresenta una sfida continua.
Relativamente a questo tema proprio per i nostri clienti ed equipaggi il potenziamento dei voli dell’aeroporto rappresenterebbe un miglioramento sostanziale della competitività e dell’attrattività dei nostri servizi. Dobbiamo tutti congiuntamente affrontare gli svantaggi permanenti dell’insularità e rilanciare investimenti, occupazione qualificata e diversificazione produttiva per questo sono necessarie politiche industriali dedicate a sostegno degli investimenti determinanti per la competitività del territorio. Su questo versante come Confindustria Toscana Centro e Costa, potenziando le iniziative strategiche, abbiamo elaborato un dossier, con il supporto statistico del nostro Centro Studi, che evidenzia opportunità e vulnerabilità reale del territorio, con il fine ultimo di favorire il rilancio economico – industriale delle “isole minori”, con particolare riferimento all’Isola d’Elba. L’Elba è infatti l’unico contesto insulare dell’arcipelago sia con una solida tradizione industriale, sia perché in grado di offrire basi dati demografiche numericamente robuste e sufficientemente stabili per analisi statistiche di dettaglio, a differenza delle altre isole, caratterizzate da micro-popolazioni esposte a forti fluttuazioni stagionali e a elevata variabilità percentuale anche a fronte di variazioni assolute minime.
ALCUNI DATI INTERESSANTI
Tra i dati richiamati nel dossier, il calo delle attività manifatturiere sull’isola, scese del 24,3% tra il 2012 e il 2023, e l’aumento della disoccupazione giovanile, con i flussi di ingressi in disoccupazione nella fascia 15-24 anni passati da 378 nel 2018 a 584 nel 2024. La destagionalizzare deve essere il modello di sviluppo dell’isola d’Elba e, laddove possibile, delle altre isole dell’Arcipelago Toscano.
Il nodo incentivi: “strumenti parziali, serve accesso reale alle agevolazioni”
Vorrei sottolineare la disconnessione tra bisogni del territorio e gli incentivi attualmente fruibili. In particolare, la Zona Logistica Semplificata Toscana, uno dei principali strumenti booster per la reindustrializzazione, sull’Arcipelago non ha effetti significativi: alcuni territori del Comune di Portoferraio limitrofi al porto rientrano nel perimetro, ma l’accesso al credito d’imposta per le aziende che investono è bloccato. L’accesso all’agevolazione è legato alla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022–2027: poiché i comuni elbani non risultano inclusi tra le zone svantaggiate, le imprese possono ottenere solo le semplificazioni procedurali correlate alla ZLS, ma non l’agevolazione fiscale, riducendo notevolmente l’efficacia della misura per attrarre investimenti produttivi. Le caratteristiche dell’Elba e delle Isole Minori in generale devono essere tenute in debito conto nelle politiche industriali regionali e nazionali, in quanto la riforma costituzionale sull’insularità del 2022 riconosce espressamente le peculiarità delle Isole e la necessità di superare gli svantaggi derivanti dall’insularità con misure idonee. È il momento di pensare a un progetto di re-industrializzazione sostenibile del territorio, che sviluppi il tessuto produttivo e sociale e che sia capace di valorizzare un equilibrio ambientale unico che da sempre contraddistingue questo territorio. Il dossier che abbiamo realizzato può contare sulla condivisione di tutte le associazioni di categoria che operano sull’isola e ci aspettiamo che sia supportato anche dai comuni locali, confermando la condivisione di un percorso finalizzato a sostenere iniziative concrete per lo sviluppo industriale e il rilancio economico dell’Isola d’Elba e delle Isole Minori toscane. Il dossier sarà presentato nel mese di maggio come contributo di Confindustria Toscana Centro e Costa al rilancio dell’economia elbana e delle isole minori toscane.


