La Mareggiata che ha colpito Marciana Marina il 6 febbraio – non certo una delle più violente della storia, sta però rivelando tutte le fragilità del lungomare marinese che Sinistra Italiana e Legambiente denunciano da anni e che sono state fatte notare dai nostri rappresentanti anche nell’ultima riunione sulla variante del Piano del Porto tenutasi nell’aula del consiglio comunale. Le onde non solo ormai non trovano più ostacoli in una spiaggia scavata di quasi due metri e rispetto al livello pre-prolungamento della diga foranea, ma i due imbonimenti di massi realizzati negli anni passati a Piazza della Vittoria-Molettaccio e in viale Margherita dopo il moletto del Pesce e già in area portuale hanno avuto solo l’effetto di spostare – acuendolo – il veloce fenomeno erosivo già in corso. Le onde non solo scavalcano le murette e invadono il primo tratto di Viale Margherita – subito dopo il secondo imbonimento – ma di fronte agli Scali Mazzini – subito dopo il primo imbonimento – entrano dentro i Giardinetti e scavano ulteriormente le fondamenta che dovrebbero difenderli. E’ chiaro che la nuova “normalità climatica” sta mettendo a rischio il lungomare marinese e accelerando l’erosione della spiaggia della Marina e l’insabbiamento dell’area portuale. C’è urgente bisogno di un progetto che, collegato e in confronto con la variante al Piano del Porto, mitighi il rischio e realizzi quella nuova resilienza costiera che è stata messa in pericolo dagli interventi sbagliati realizzati dal 1983 in poi. Per farlo occorre una collaborazione istituzionale che veda protagonista anche la Regione Toscana che sembra interessarsi molto delle spiagge sabbiose e molto meno di quelle di ghiaia, anche se, come a Marciana Marina, sono la prima difesa del centro abitato dal mare del cambiamento climatico.






